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In sintesi
- Le minusvalenze su strumenti finanziari si compensano solo con plusvalenze della stessa specie (redditi diversi, art. 67 TUIR), entro il quarto periodo d’imposta successivo a quello di realizzo (art. 68, co. 5, TUIR).
- Il grande equivoco: dividendi, cedole e proventi positivi di ETF e fondi sono redditi di capitale (art. 44 TUIR) e non si compensano mai con le minusvalenze — salvo nel regime del risparmio gestito.
- Paradosso degli ETF: il guadagno da ETF è reddito di capitale (non compensabile), ma la perdita da ETF genera una minusvalenza compensabile. L’asimmetria penalizza chi investe solo in fondi.
- Nel regime amministrato la compensazione avviene dentro il singolo rapporto e solo con plusvalenze successive; alla chiusura del rapporto le minusvalenze si trasferiscono con certificazione.
- Nel dichiarativo il riporto è subordinato all’indicazione della minusvalenza nel quadro RT dell’anno di realizzo.
La regola base: stessa specie, quattro anni
Il sistema fiscale italiano divide i guadagni finanziari in due categorie non comunicanti. I redditi diversi (art. 67, co. 1, lett. c-bis – c-quinquies TUIR): plusvalenze e minusvalenze da cessione di azioni, obbligazioni, certificates, derivati, valute. I redditi di capitale (art. 44 TUIR): dividendi, interessi, cedole, proventi periodici e da riscatto di fondi e ETF.
La compensazione funziona solo dentro la prima categoria: una minusvalenza da azioni può assorbire una plusvalenza da azioni, obbligazioni o certificates, mai un dividendo o una cedola. La finestra temporale è il periodo d’imposta di realizzo più i quattro successivi: una minusvalenza realizzata nel 2026 è spendibile fino al 31 dicembre 2030, poi si estingue.
La mappa: cosa compensa cosa
| Strumento | Se guadagno | Se perdo | Compensabile? |
|---|---|---|---|
| Azioni | Reddito diverso 26% | Minusvalenza | Sì, in entrambe le direzioni |
| Obbligazioni (vendita sotto/sopra il prezzo di carico) | Reddito diverso | Minusvalenza | Sì |
| Certificates | Reddito diverso | Minusvalenza | Sì (strumento tipico per “recuperare” minus) |
| Derivati, CFD, valute (con intermediario) | Reddito diverso | Minusvalenza | Sì |
| ETF e fondi comuni | Reddito di capitale: non compensabile | Minusvalenza (reddito diverso) | Solo a metà: le perdite generano minus, i guadagni non le assorbono |
| Dividendi e cedole | Reddito di capitale | — | Mai (salvo risparmio gestito) |
L’asimmetria degli ETF è la trappola più costosa per l’investitore di lungo periodo: un portafoglio fatto solo di fondi ed ETF può accumulare minusvalenze che nessun provento futuro dello stesso portafoglio potrà mai assorbire. Chi vuole utilizzarle prima della scadenza deve realizzare redditi diversi: azioni, obbligazioni o certificates.
Dove avviene la compensazione
Regime amministrato: la banca compensa automaticamente, ma solo dentro il singolo dossier e solo con plusvalenze realizzate dopo la minusvalenza. Se la plusvalenza è arrivata prima, l’imposta è già stata prelevata e resta acquisita. Lo “zainetto fiscale” è per rapporto: due dossier presso banche diverse non si parlano.
Regime dichiarativo: la compensazione si fa nel quadro RT, tra tutte le operazioni dell’anno e con le eccedenze dei quattro anni precedenti, a condizione che le minusvalenze siano state indicate nella dichiarazione dell’anno in cui sono nate.
Risparmio gestito: è l’eccezione totale — nel risultato di gestione confluiscono anche dividendi e interessi, quindi la compensazione è piena; il risultato negativo di un anno si riporta sui successivi.
Cambio banca, chiusura del rapporto, decesso
Alla chiusura di un rapporto amministrato le minusvalenze non compensate non muoiono: l’intermediario rilascia una certificazione delle minusvalenze e il contribuente può spenderle in un altro rapporto amministrato oppure in dichiarazione, nel quadro RT, sempre entro il quarto periodo dal realizzo originario. Se i titoli migrano verso una gestione patrimoniale, le minus certificate si deducono solo in dichiarazione, non dentro il risultato di gestione. Le minusvalenze invece non si ereditano: quelle del defunto non passano agli eredi.
Esempio pratico
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Tizio ha in dossier amministrato una minusvalenza di 6.000 euro realizzata a novembre 2022 vendendo azioni in perdita: scade il 31 dicembre 2026.
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Nel suo portafoglio oggi ci sono solo ETF in guadagno: venderli non serve, i proventi da ETF sono redditi di capitale e la banca applicherebbe il 26% pieno senza toccare lo zainetto.
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Tizio vende invece un certificate in guadagno di 6.500 euro entro dicembre 2026: la banca compensa 6.000 e applica il 26% solo su 500 euro. Risparmio: 1.560 euro di imposta che altrimenti sarebbero svaniti con la scadenza della minusvalenza.
Domande frequenti
Posso compensare le minusvalenze con i dividendi?
No, mai nei regimi dichiarativo e amministrato: i dividendi sono redditi di capitale e subiscono la ritenuta del 26% a prescindere dallo zainetto. L’unico regime in cui i dividendi entrano nello stesso “calderone” delle minusvalenze è il risparmio gestito.
Le minusvalenze su cripto-attività seguono le stesse regole?
Le minusvalenze su cripto si compensano con le plusvalenze della stessa natura (cripto) e l’eccedenza si riporta nei quattro periodi successivi, dentro la sezione dedicata. Non si mescolano con azioni e obbligazioni.
Come vedo quante minusvalenze ho?
Nel regime amministrato la banca le espone nel dossier titoli (spesso alla voce “zainetto fiscale” con l’anno di scadenza); nel dichiarativo risultano dal quadro RT delle dichiarazioni precedenti.