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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

La regola base: stessa specie, quattro anni

Il sistema fiscale italiano divide i guadagni finanziari in due categorie non comunicanti. I redditi diversi (art. 67, co. 1, lett. c-bis – c-quinquies TUIR): plusvalenze e minusvalenze da cessione di azioni, obbligazioni, certificates, derivati, valute. I redditi di capitale (art. 44 TUIR): dividendi, interessi, cedole, proventi periodici e da riscatto di fondi e ETF.

La compensazione funziona solo dentro la prima categoria: una minusvalenza da azioni può assorbire una plusvalenza da azioni, obbligazioni o certificates, mai un dividendo o una cedola. La finestra temporale è il periodo d’imposta di realizzo più i quattro successivi: una minusvalenza realizzata nel 2026 è spendibile fino al 31 dicembre 2030, poi si estingue.

La mappa: cosa compensa cosa

Strumento Se guadagno Se perdo Compensabile?
Azioni Reddito diverso 26% Minusvalenza Sì, in entrambe le direzioni
Obbligazioni (vendita sotto/sopra il prezzo di carico) Reddito diverso Minusvalenza
Certificates Reddito diverso Minusvalenza Sì (strumento tipico per “recuperare” minus)
Derivati, CFD, valute (con intermediario) Reddito diverso Minusvalenza
ETF e fondi comuni Reddito di capitale: non compensabile Minusvalenza (reddito diverso) Solo a metà: le perdite generano minus, i guadagni non le assorbono
Dividendi e cedole Reddito di capitale Mai (salvo risparmio gestito)

L’asimmetria degli ETF è la trappola più costosa per l’investitore di lungo periodo: un portafoglio fatto solo di fondi ed ETF può accumulare minusvalenze che nessun provento futuro dello stesso portafoglio potrà mai assorbire. Chi vuole utilizzarle prima della scadenza deve realizzare redditi diversi: azioni, obbligazioni o certificates.

Dove avviene la compensazione

Regime amministrato: la banca compensa automaticamente, ma solo dentro il singolo dossier e solo con plusvalenze realizzate dopo la minusvalenza. Se la plusvalenza è arrivata prima, l’imposta è già stata prelevata e resta acquisita. Lo “zainetto fiscale” è per rapporto: due dossier presso banche diverse non si parlano.

Regime dichiarativo: la compensazione si fa nel quadro RT, tra tutte le operazioni dell’anno e con le eccedenze dei quattro anni precedenti, a condizione che le minusvalenze siano state indicate nella dichiarazione dell’anno in cui sono nate.

Risparmio gestito: è l’eccezione totale — nel risultato di gestione confluiscono anche dividendi e interessi, quindi la compensazione è piena; il risultato negativo di un anno si riporta sui successivi.

Cambio banca, chiusura del rapporto, decesso

Alla chiusura di un rapporto amministrato le minusvalenze non compensate non muoiono: l’intermediario rilascia una certificazione delle minusvalenze e il contribuente può spenderle in un altro rapporto amministrato oppure in dichiarazione, nel quadro RT, sempre entro il quarto periodo dal realizzo originario. Se i titoli migrano verso una gestione patrimoniale, le minus certificate si deducono solo in dichiarazione, non dentro il risultato di gestione. Le minusvalenze invece non si ereditano: quelle del defunto non passano agli eredi.

Esempio pratico

  • Tizio ha in dossier amministrato una minusvalenza di 6.000 euro realizzata a novembre 2022 vendendo azioni in perdita: scade il 31 dicembre 2026.

  • Nel suo portafoglio oggi ci sono solo ETF in guadagno: venderli non serve, i proventi da ETF sono redditi di capitale e la banca applicherebbe il 26% pieno senza toccare lo zainetto.

  • Tizio vende invece un certificate in guadagno di 6.500 euro entro dicembre 2026: la banca compensa 6.000 e applica il 26% solo su 500 euro. Risparmio: 1.560 euro di imposta che altrimenti sarebbero svaniti con la scadenza della minusvalenza.

Domande frequenti

Posso compensare le minusvalenze con i dividendi?

No, mai nei regimi dichiarativo e amministrato: i dividendi sono redditi di capitale e subiscono la ritenuta del 26% a prescindere dallo zainetto. L’unico regime in cui i dividendi entrano nello stesso “calderone” delle minusvalenze è il risparmio gestito.

Le minusvalenze su cripto-attività seguono le stesse regole?

Le minusvalenze su cripto si compensano con le plusvalenze della stessa natura (cripto) e l’eccedenza si riporta nei quattro periodi successivi, dentro la sezione dedicata. Non si mescolano con azioni e obbligazioni.

Come vedo quante minusvalenze ho?

Nel regime amministrato la banca le espone nel dossier titoli (spesso alla voce “zainetto fiscale” con l’anno di scadenza); nel dichiarativo risultano dal quadro RT delle dichiarazioni precedenti.

Da leggere insieme

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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