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In sintesi: dopo la delibera del finanziamento devi prima stipulare il contratto, poi ultimare l’investimento entro 12 mesi dalla stipula e infine chiedere l’erogazione del contributo MIMIT con il modulo RU telematico, firmato digitalmente, entro 120 giorni dal termine ultimo del programma. Se il finanziamento deliberato non supera i 200.000 € il contributo arriva in unica soluzione; oltre tale soglia in quote annuali. Saltare un termine o cedere il bene prima di 3 anni dall’ultimazione comporta la revoca, totale o parziale, dell’agevolazione.
A che punto sei: dalla delibera alla concessione
La Nuova Sabatini (agevolazione “Beni strumentali”, art. 2 del DL 69/2013) prevede due soggetti distinti: la banca o l’intermediario finanziario che concede il finanziamento e il MIMIT che eroga il contributo in conto impianti. Aver ottenuto la delibera del finanziamento significa che la banca ha approvato il prestito o il leasing, ma il contributo pubblico segue un percorso suo.
Dopo la delibera bancaria il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, che fissa l’importo dell’agevolazione e, quando previsto, il piano delle quote. A questo punto non devi attendere passivamente: il contributo non parte da solo. Serve che tu stipuli il contratto di finanziamento, realizzi e paghi l’investimento e presenti la richiesta di erogazione. La rifinanziamento della misura tramite la legge di bilancio 2026 (comma 468) conferma che lo strumento resta operativo, ma le regole su termini e revoche restano quelle di sempre.
Quando e come arriva il contributo: unica soluzione o quote
La modalità di erogazione dipende da quanto finanziamento ti è stato deliberato, non dal valore dei beni né dal contributo in sé.
Per le domande presentate alle banche o agli intermediari dal 1° gennaio 2022, se l’importo del finanziamento deliberato non supera i 200.000 €, il contributo MIMIT viene erogato in unica soluzione. Sopra tale soglia, l’erogazione avviene in quote annuali secondo il piano contenuto nel provvedimento di concessione, piano che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento.
| Importo del finanziamento deliberato | Modalità di erogazione del contributo | Riferimento temporale del piano |
|---|---|---|
| Fino a 200.000 € | Unica soluzione | Erogazione unica a investimento ultimato e richiesta presentata |
| Oltre 200.000 € | Quote annuali secondo il provvedimento di concessione | Il piano si esaurisce entro il 6° anno dalla data di ultimazione dell’investimento |
Attenzione: questa regola dell’unica soluzione vale per le domande presentate dal 1° gennaio 2022. I tempi medi di pagamento da parte del MIMIT non sono qui indicati perché variano e non rientrano tra i dati certi: verifica sempre lo stato della tua pratica sulla piattaforma ufficiale anziché affidarti a tempistiche sentite dire.
Il termine per ultimare l’investimento: 12 mesi
È il vincolo che fa cadere più PMI distratte. L’investimento deve essere ultimato entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento o leasing. Non dalla delibera, non dalla concessione: dalla stipula del contratto.
Per “ultimazione” si intende il completamento del programma di investimento approvato: i beni devono essere consegnati, installati e funzionanti secondo l’articolazione del programma. Il mancato rispetto di questo termine comporta la revoca del contributo. Se ti accorgi che i fornitori sono in ritardo, è meglio rivedere la pianificazione prima che scada il dodicesimo mese, perché il termine è agganciato a una data precisa e non è un’indicazione di massima.
In pratica conviene costruire fin da subito un piccolo calendario interno che parta dalla data di stipula e individui due scadenze chiave: il dodicesimo mese per l’ultimazione e, a cascata, la finestra dei 120 giorni per la richiesta di erogazione. Tieni traccia delle date di consegna, dei verbali di collaudo e delle fatture, perché saranno questi documenti a dimostrare che il programma è stato realizzato nei tempi. Un investimento articolato in più beni o più fornitori è più esposto al rischio di sforare: basta un macchinario consegnato in ritardo per spostare la data di ultimazione dell’intero programma.
La richiesta di erogazione: modulo RU, documenti e firma digitale
Dal 1° gennaio 2023 la richiesta di erogazione si presenta esclusivamente in via telematica. Il passaggio è il più delicato di tutta la procedura perché concentra dichiarazioni, documenti e scadenze.
Quando puoi chiedere l’erogazione
Solo dopo che l’investimento è ultimato e dopo aver effettuato il pagamento a saldo dei beni agevolati. Non si chiede l’erogazione su beni non ancora pagati per intero.
Il modulo RU
La PMI compila il modulo RU, che contiene una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con cui il legale rappresentante attesta:
- l’avvenuta ultimazione dell’investimento;
- l’articolazione del programma realizzato;
- l’avvenuto pagamento a saldo dei beni.
Firma digitale e termine
Il modulo RU va firmato digitalmente dal legale rappresentante o dal procuratore e inoltrato tramite la piattaforma, insieme alla documentazione prevista, entro un termine massimo di 120 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione del programma d’investimento. La firma digitale deve essere valida e intestata a chi ha il potere di rappresentare l’impresa: una firma non corrispondente o un certificato scaduto possono bloccare l’inoltro proprio mentre scorre il termine dei 120 giorni.
Cosa fa decadere o revocare il contributo
La Nuova Sabatini ha due famiglie di cause di revoca: i termini procedurali e il vincolo sui beni.
Mancato rispetto di termini e condizioni
Il mancato rispetto dei termini e delle condizioni previste determina la revoca totale dell’agevolazione. Rientrano qui, ad esempio, la mancata ultimazione entro i 12 mesi dalla stipula e l’invio della richiesta di erogazione oltre i termini.
Il vincolo dei 3 anni sui beni
Alienare, cedere o distogliere dall’uso produttivo un bene agevolato prima di 3 anni dalla data di ultimazione del programma comporta la revoca totale o parziale del contributo. Significa che il macchinario o l’impianto finanziato deve restare nell’impresa e in funzione per almeno tre anni: rivenderlo, darlo via o smettere di usarlo per la produzione entro quel periodo mette a rischio l’aiuto già ottenuto.
Checklist anti-errori
- Segna la data di stipula del contratto: da lì partono i 12 mesi per ultimare l’investimento.
- Verifica la soglia dei 200.000 € sul finanziamento deliberato per sapere se avrai unica soluzione o quote annuali.
- Paga a saldo tutti i beni prima di chiedere l’erogazione: senza saldo non si presenta il modulo RU.
- Controlla la firma digitale del legale rappresentante o procuratore: certificato valido e intestazione corretta.
- Rispetta i 120 giorni dal termine ultimo di conclusione del programma per inoltrare il modulo RU e la documentazione.
- Non toccare i beni agevolati per 3 anni dall’ultimazione: niente vendita, cessione o uscita dall’uso produttivo.
- Verifica lo stato della pratica sulla piattaforma ufficiale invece di basarti su tempi medi sentiti dire.
Caso pratico
La Officine Verdi S.r.l., una piccola impresa di lavorazioni meccaniche, ottiene la delibera per un finanziamento di 150.000 € destinato a un nuovo centro di lavoro CNC. Domanda presentata nel 2026: poiché il finanziamento deliberato è sotto i 200.000 €, il contributo verrà erogato in unica soluzione.
L’azienda stipula il contratto a marzo: da quella data ha 12 mesi, quindi fino a marzo dell’anno successivo, per installare e collaudare il macchinario. Il fornitore consegna a settembre, l’impresa paga a saldo l’ultima fattura a ottobre. A questo punto il legale rappresentante compila il modulo RU, dichiara ultimazione, articolazione del programma e pagamento a saldo, lo firma digitalmente e lo inoltra con la documentazione entro i 120 giorni dal termine ultimo del programma.
Due anni dopo, un cliente propone alla Officine Verdi di rivendergli il centro di lavoro. L’imprenditore verifica e si ferma: l’ultimazione è avvenuta da meno di 3 anni, quindi cedere il bene farebbe scattare la revoca, totale o parziale, del contributo. Aspetta il superamento del triennio e così mette al sicuro l’agevolazione già incassata.
Il caso mostra il filo conduttore di tutta la misura: il contributo non è mai “acquisito una volta per tutte” finché non sono rispettati sia i termini procedurali sia il vincolo dei tre anni sui beni. Conoscere in anticipo la soglia dei 200.000 €, il termine dei 12 mesi e quello dei 120 giorni permette a una PMI di organizzare consegne, pagamenti e pratica telematica senza arrivare con l’acqua alla gola e senza esporsi a una revoca evitabile.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.