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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi: il FRI-Tur (Fondo Rotativo Imprese per il turismo) è una misura del PNRR (M1C3) introdotta con l’avviso del Ministero del Turismo del 28/1/2023 e gestita sulla piattaforma di Invitalia. Sostiene gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale delle imprese turistiche combinando due leve: un contributo diretto alla spesa pari al 35% dei costi ammissibili (15% per il Trentino-Alto Adige) e un finanziamento agevolato erogato da Cassa Depositi e Prestiti a un tasso nominale annuo dello 0,5%. Sono ammessi progetti con spese, al netto dell’IVA, comprese tra 500.000 e 10.000.000 di euro. La misura è matura: prima di programmare una domanda, verifica lo stato dello sportello su invitalia.it.

Cos’è il FRI-Tur e quali strutture rientrano

Il FRI-Tur è lo strumento con cui il Ministero del Turismo, attraverso il PNRR (Missione 1, Componente 3), sostiene la riqualificazione delle imprese del comparto turistico. La sigla sta per Fondo Rotativo Imprese per il turismo: “rotativo” perché parte delle risorse è un finanziamento che, una volta restituito, torna disponibile per nuovi interventi. La cornice operativa è fissata dall’avviso del 28/1/2023; la gestione delle domande e dell’istruttoria avviene sulla piattaforma di Invitalia.

Possono accedere le imprese del comparto turistico di ogni dimensione (micro, piccole, medie e grandi), purché in possesso dei requisiti previsti dall’art. 4 dell’avviso e con sede operativa sul territorio nazionale. Rientrano, a titolo esemplificativo, gli alberghi, le strutture ricettive in genere, gli agriturismi e gli stabilimenti termali e balneari.

È un punto su cui conviene essere prudenti: l’elenco esatto e tassativo delle tipologie ammesse, con i relativi codici, è quello dell’avviso. Se la tua struttura ha una qualifica particolare o un’attività mista, non dare per scontata l’ammissibilità in base alla sola categoria commerciale: verifica la corrispondenza puntuale con l’avviso prima di impostare il progetto.

I requisiti in sintesi

Come si combinano contributo diretto (35%) e finanziamento agevolato CDP

Il tratto distintivo del FRI-Tur è che non si sceglie tra contributo e prestito: i due strumenti si sommano sullo stesso progetto. Da un lato l’impresa riceve un contributo a fondo perduto pari al 35% delle spese ammissibili (ridotto al 15% per le imprese del Trentino-Alto Adige). Dall’altro accede a un finanziamento agevolato concesso da Cassa Depositi e Prestiti a condizioni fuori mercato: tasso nominale annuo dello 0,5%, durata compresa tra 4 e 15 anni, con un periodo di preammortamento che può arrivare fino a 3 anni.

In pratica, il contributo abbatte una quota del costo dell’investimento; il finanziamento agevolato copre una parte ulteriore a un costo del denaro molto basso; la rimanenza resta a carico dell’impresa con risorse proprie o con altra finanza. Il preammortamento è un dettaglio importante per le strutture stagionali: consente di rinviare il rimborso della quota capitale nei primi anni, quando il cantiere è ancora in corso e i ricavi aggiuntivi non sono ancora a regime.

Componente Natura Condizioni
Contributo diretto A fondo perduto 35% delle spese ammissibili (15% in Trentino-Alto Adige)
Finanziamento agevolato CDP Prestito da restituire Tasso nominale annuo 0,5%; durata 4–15 anni; preammortamento fino a 3 anni
Quota a carico impresa Risorse proprie / altra finanza Parte residua dell’investimento

Sul piano della dotazione complessiva, la misura mette a disposizione 780 milioni di euro: 180 milioni destinati al contributo diretto e 600 milioni al finanziamento agevolato. La proporzione tra le due voci spiega la logica dello strumento: la leva principale è il prestito a tasso quasi nullo, accompagnato da un contributo che alleggerisce il costo finale dell’intervento.

L’investimento ammesso: range e spese tipiche

Il FRI-Tur non è pensato per piccoli interventi di manutenzione: sostiene progetti di riqualificazione di una certa consistenza. Le spese ammissibili, al netto dell’IVA, devono essere comprese tra 500.000 e 10.000.000 di euro. Significa che, sotto la soglia minima, il progetto non rientra; sopra il tetto massimo, l’eccedenza resta comunque a carico dell’impresa.

Le finalità ammesse ruotano attorno a due assi: digitalizzazione e sostenibilità ambientale della struttura. Sul fronte digitale rientrano tipicamente gli interventi di ammodernamento tecnologico della gestione e dei servizi al cliente; sul fronte ambientale gli interventi di efficientamento e riduzione dei consumi. Per la quota da destinare obbligatoriamente agli interventi green è prevista una riserva: la percentuale esatta va letta nell’avviso e nella relativa documentazione, e non va indicata a memoria.

Esempi di voci coerenti con le finalità

Prima di costruire il quadro economico, conviene mappare ogni voce di spesa rispetto alle categorie ammissibili dell’avviso: una spesa coerente con l’obiettivo dell’intervento ma non riconducibile alle categorie previste rischia di restare fuori dal calcolo del contributo.

Lo stato della misura: sportello aperto o in attuazione?

Qui serve onestà informativa. Il FRI-Tur è una misura ormai matura: il termine di completamento degli interventi risulta prorogato al 30/6/2026. Questo significa che la fase potrebbe non essere più quella della raccolta di nuove domande, ma quella dell’attuazione e della rendicontazione dei progetti già ammessi.

Di conseguenza, non dare per scontato che lo sportello sia aperto e che si possa presentare domanda in questo momento. Lo stato preciso dello sportello – aperto, chiuso o in fase di attuazione – va verificato direttamente sulle fonti ufficiali, in particolare sul sito di Invitalia (invitalia.it) e nelle comunicazioni del Ministero del Turismo. Questa guida ha quindi un taglio evergreen: spiega chi rientra e come funziona la combinazione contributo + finanziamento, informazioni che restano valide a prescindere dalla singola finestra di apertura.

Errori da evitare

Caso pratico

Un agriturismo di fantasia, “Borgo delle Tre Querce”, situato in una regione a statuto ordinario, valuta un progetto di riqualificazione: efficientamento energetico dell’edificio principale e ammodernamento digitale della gestione delle prenotazioni. Il quadro economico, al netto dell’IVA, si attesta su spese ammissibili coerenti con il range della misura, quindi sopra la soglia minima di 500.000 euro.

Ragionando sulla struttura dell’agevolazione – e non su importi inventati – il titolare imposta il piano così: una quota delle spese ammissibili è coperta dal contributo diretto al 35%; un’altra quota dal finanziamento agevolato CDP allo 0,5% di tasso nominale annuo, con durata pluriennale e preammortamento che gli consente di far partire i rimborsi quando il cantiere è concluso; la parte restante resta a suo carico. Dovendo presidiare la riserva per gli interventi green, dimensiona la componente di efficientamento ambientale in modo coerente con le indicazioni dell’avviso.

Prima di procedere, però, la struttura compie un passaggio decisivo: verifica sul sito di Invitalia se lo sportello sia effettivamente aperto a nuove domande o se la misura sia ormai in fase di attuazione e rendicontazione. Solo dopo questa verifica decide se candidare il progetto al FRI-Tur o orientarsi verso strumenti alternativi. È l’approccio corretto: conoscere a fondo il meccanismo, ma ancorare ogni scelta operativa allo stato reale della misura.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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