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Un marchio registrato non è per sempre “blindato”: può essere dichiarato nullo (se non doveva nascere) o decadere (se viene meno dopo). Conoscere queste cause è fondamentale sia per difendere il proprio marchio sia per attaccare quello di un concorrente. Vediamo i casi.
Nullità e decadenza: la differenza
| Profilo | Nullità | Decadenza |
|---|---|---|
| Causa | Vizio originario (il marchio non poteva essere registrato) | Fatto sopravvenuto dopo la registrazione |
| Effetto | Il marchio si considera mai validamente registrato | Il marchio perde efficacia dal momento del fatto |
Le cause di nullità (art. 25 CPI)
Il marchio è nullo se manca un requisito di validità: difetto di capacità distintiva (segno descrittivo/generico), mancanza di novità (confondibilità con marchi anteriori), illiceità o ingannevolezza, registrazione in malafede (art. 25 CPI). La nullità può essere assoluta o relativa (a tutela di diritti anteriori altrui).
La decadenza per non uso (art. 24 e 26)
È la causa più frequente: il marchio decade se non è effettivamente utilizzato entro cinque anni dalla registrazione, o se l’uso è sospeso per un periodo ininterrotto di cinque anni, salvo motivo legittimo (art. 24 CPI). Chi non usa il marchio rischia di perderlo: l’onere di provare l’uso, in caso di contestazione, è del titolare.
La volgarizzazione
Il marchio decade se, per il fatto dell’attività o dell’inattività del titolare, è divenuto nel commercio denominazione generica del prodotto o servizio, perdendo la capacità distintiva (art. 26, lett. a, CPI). È il fenomeno della volgarizzazione: marchi diventati nomi comuni. Il titolare deve reagire (contro l’uso generico del proprio segno) per evitarla.
La sopravvenuta ingannevolezza
Il marchio decade anche se è divenuto idoneo a ingannare il pubblico, in particolare sulla natura, qualità o provenienza dei prodotti/servizi, per il modo e il contesto in cui è usato dal titolare o con il suo consenso (art. 26, lett. b, CPI): tipico rischio di licenze senza controllo di qualità.
Spunti pratici
- Usa il marchio ed evita lo stop di 5 anni: il non uso porta a decadenza (art. 24).
- Conserva le prove d’uso (fatture, pubblicità): l’onere è tuo.
- Contrasta l’uso generico del tuo segno per evitare la volgarizzazione.
- Controlla la qualità nelle licenze: eviti la sopravvenuta ingannevolezza.
Esempio pratico
Un’impresa registra un marchio ma non lo usa per oltre cinque anni: un concorrente ne chiede la decadenza per non uso (art. 24) e il titolare, non potendo provare un uso effettivo, lo perde. In un altro caso, un marchio diventa il nome comune del prodotto perché il titolare non ha mai reagito all’uso generico: decade per volgarizzazione (art. 26).
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Domande frequenti