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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Comma 497 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Migrazione Esteri

In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

Testo coordinato

. Per lo svolgimento delle votazioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero di cui alla legge 23 ottobre , e del Consiglio generale degli italiani all’estero di cui alla , è autorizzata2003, n. 286 legge 6 novembre 1989, n. 368 la spesa di 14 milioni di euro per l’anno 2026.

In sintesi

  • Stanziati 14 milioni di euro per il 2026 per le elezioni di rinnovo dei Com.It.Es. e del CGIE.
  • Base normativa: legge 23 ottobre 2003, n. 286 (Com.It.Es.) e legge 6 novembre 1989, n. 368 (CGIE).
  • La spesa copre seggi consolari, schede, spese postali e operazioni di scrutinio nelle circoscrizioni estere.
  • Voto destinato ai cittadini italiani residenti all'estero iscritti all'AIRE.
  • Misura una tantum: lo stanziamento è limitato al solo esercizio 2026.
Inquadramento e ratio della norma

Il comma 497 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) autorizza una spesa di 14 milioni di euro per l'anno 2026 finalizzata allo svolgimento delle votazioni per il rinnovo dei Comitati degli italiani all'estero (Com.It.Es.) di cui alla legge 23 ottobre 2003, n. 286 e del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE) di cui alla legge 6 novembre 1989, n. 368. Si tratta di una norma di spesa strettamente strumentale: non modifica né la composizione, né i compiti, né il sistema elettorale dei due organismi, ma si limita a stanziare le risorse necessarie a celebrare le consultazioni nell'esercizio 2026, presumibilmente in concomitanza con la naturale scadenza del mandato in corso.

I Com.It.Es. e la legge 286/2003

I Comitati degli italiani all'estero sono organi rappresentativi della collettività italiana presente nella circoscrizione consolare e svolgono funzioni di raccordo con l'autorità consolare nelle materie che incidono sulla vita della comunità: assistenza sociale, scolastica, formazione professionale, ricreazione, cultura, tempo libero. La legge 23 ottobre 2003, n. 286 ha riformato la disciplina previgente, modulando la composizione del Comitato in base al numero degli iscritti AIRE (12 componenti fino a 100.000 connazionali, 18 oltre tale soglia) e introducendo modalità di voto per corrispondenza che hanno reso la consultazione meno onerosa ma comunque complessa sul piano logistico.

Il CGIE e la legge 368/1989

Il Consiglio generale degli italiani all'estero, istituito dalla legge 6 novembre 1989, n. 368, è organo consultivo del Governo e del Parlamento per le politiche riguardanti le comunità italiane nel mondo. La sua composizione è mista: una parte dei membri è eletta dai Com.It.Es. di seconda istanza (quindi con elezione indiretta), un'altra parte è di nomina governativa. Il rinnovo dei Com.It.Es. trascina quindi anche quello della componente elettiva del CGIE, perché sono i nuovi comitati a designare i propri rappresentanti nazionali.

Cosa copre lo stanziamento

La spesa autorizzata copre tipicamente: la stampa e spedizione delle schede ai connazionali iscritti all'AIRE che abbiano confermato l'intenzione di votare; la gestione dei seggi presso le sedi consolari; le operazioni di scrutinio centralizzate; i compensi per i componenti dei seggi e per il personale impegnato; le spese postali di rientro delle schede. Il sistema italiano di voto all'estero, regolato anche dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459 per le elezioni politiche, è strutturalmente costoso proprio per la necessità di raggiungere oltre 6 milioni di iscritti AIRE in oltre 200 Paesi.

Profilo costituzionale e politico

L'istituzione di organi rappresentativi degli italiani all'estero trova fondamento nell'articolo 48 della Costituzione, che riconosce il diritto di voto ai cittadini residenti all'estero, e nell'articolo 117 Cost. che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di rapporti dello Stato con l'estero. Il finanziamento delle elezioni Com.It.Es./CGIE è espressione del principio di democrazia rappresentativa esteso alla diaspora italiana, e non è surrogabile da modalità di consultazione informali.

Aspetti operativi 2026

L'ultimo rinnovo dei Com.It.Es. risale al 2021 e il mandato quinquennale arriva a scadenza nel corso del 2026: lo stanziamento del comma 497 si inserisce quindi in una scadenza fisiologica. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, tramite la Direzione generale per gli italiani all'estero, gestirà la procedura. Resta da definire con apposito decreto la data delle votazioni e l'eventuale aggiornamento delle modalità di voto, anche in considerazione della sperimentazione del voto elettronico avviata in passato e mai messa a regime.

Implicazioni per i professionisti e i cittadini AIRE

Per i commercialisti che assistono clientela espatriata (lavoratori distaccati, pensionati AIRE, soci di SRL italiane con residenza estera), il comma non incide direttamente sugli adempimenti fiscali ma è utile da conoscere per inquadrare l'ecosistema istituzionale che dialoga con la diaspora. I Com.It.Es. sono interlocutori che spesso intercettano problemi pratici (doppia imposizione, certificazioni di residenza, accesso al SPID per cittadini AIRE) che poi vengono portati all'attenzione del CGIE e del Governo.

Domande frequenti

Cosa sono i Com.It.Es. e perché vengono rinnovati nel 2026?

I Comitati degli italiani all'estero (Com.It.Es.) sono organi rappresentativi della collettività italiana presente in ciascuna circoscrizione consolare estera. Istituiti e disciplinati dalla legge 23 ottobre 2003, n. 286, svolgono funzioni di raccordo con l'autorità consolare in materia di assistenza sociale, scolastica, formazione, cultura e tempo libero per i connazionali residenti nella circoscrizione. La loro composizione varia da 12 a 18 membri in base al numero di iscritti AIRE. L'ultimo rinnovo si è svolto nel 2021 e il mandato quinquennale arriva a scadenza nel 2026: per questo motivo il comma 497 della Legge di Bilancio stanzia le risorse per organizzare la nuova tornata elettorale.

Chi può votare per i Com.It.Es. e il CGIE?

Hanno diritto di voto i cittadini italiani residenti stabilmente nella circoscrizione consolare e iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE). Per esercitare il diritto, l'iscritto deve in genere confermare la propria volontà di partecipare al voto entro un termine fissato dal Ministero degli affari esteri (sistema di «opt-in» introdotto per ridurre il numero di schede inviate e i relativi costi). Le elezioni del Consiglio generale degli italiani all'estero (CGIE), regolate dalla legge 6 novembre 1989, n. 368, sono invece di secondo grado: la componente elettiva del CGIE è scelta dai Com.It.Es. neo-eletti, mentre una quota di membri è di nomina governativa.

A cosa servono i 14 milioni di euro stanziati?

Lo stanziamento di 14 milioni di euro per il 2026 copre tutti i costi tipici di una consultazione elettorale all'estero: stampa e spedizione delle schede agli iscritti AIRE che hanno chiesto di votare, allestimento dei seggi presso le sedi consolari, gestione dello scrutinio centralizzato, compensi per i componenti dei seggi e per il personale aggiuntivo, spese postali di rientro delle schede, eventuale assistenza informatica e legale. Il voto all'estero è strutturalmente oneroso perché deve raggiungere oltre 6 milioni di connazionali in più di 200 Paesi, con realtà logistiche molto disomogenee. Si tratta di una spesa una tantum limitata al solo esercizio 2026.

Il comma 497 cambia il sistema elettorale o introduce il voto elettronico?

No, il comma 497 ha natura esclusivamente finanziaria: si limita ad autorizzare la spesa necessaria per organizzare le elezioni nel 2026. Non interviene né sulla composizione dei Com.It.Es. o del CGIE, né sulle modalità di voto previste dalle leggi 286/2003 e 368/1989. Resta quindi confermato il sistema attuale di voto per corrispondenza, salvo modifiche introdotte con separati provvedimenti. La sperimentazione del voto elettronico per gli italiani all'estero, ipotizzata anche per le elezioni politiche dalla legge 27 dicembre 2001, n. 459, non risulta ad oggi messa a regime: eventuali innovazioni andrebbero introdotte con norma autonoma.

Cosa devono fare i cittadini AIRE per votare nel 2026?

Anzitutto verificare di essere correttamente iscritti all'AIRE presso il proprio consolato di riferimento, segnalando ogni variazione di indirizzo (l'invio del plico elettorale viaggia per posta ordinaria). In secondo luogo, attendere la comunicazione ufficiale del Ministero degli affari esteri con le istruzioni operative: in genere viene chiesto di confermare entro un termine fissato la volontà di ricevere la scheda. Sarà importante seguire i canali ufficiali (sito www.esteri.it, sito del proprio consolato, Com.It.Es. uscente) per non perdere i termini. I cittadini italiani che acquisiscono cittadinanza estera ma mantengono quella italiana conservano il diritto di voto, salvo casi di rinuncia.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, Antiriciclaggio, CCII, TUE, Accertamento, Successioni). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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