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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Cos’è Forma.Temp

Forma.Temp è il Fondo bilaterale per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione. È nato nel 2000, in applicazione della Legge 196/1997 (il cosiddetto «Pacchetto Treu», che per prima introdusse il lavoro interinale in Italia), e trova oggi il proprio fondamento normativo nell’articolo 12 del D.Lgs. 276/2003, la norma che disciplina il contratto di somministrazione di lavoro.

Si tratta di un’associazione senza scopo di lucro costituita dalle parti sociali del settore: da un lato le associazioni datoriali delle Agenzie per il Lavoro, Assolavoro e Assosomm; dall’altro le organizzazioni sindacali dei lavoratori somministrati, Felsa Cisl, NIdiL Cgil e UilTemp, insieme alle rispettive confederazioni. Le attività del Fondo si svolgono sotto la vigilanza dell’ANPAL, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

Il finanziamento non passa mai dalle tasche del lavoratore né da quelle dell’azienda che lo utilizza: Forma.Temp è alimentato da un contributo pari al 4% delle retribuzioni lorde corrisposte ai lavoratori somministrati, versato mensilmente dalle Agenzie per il Lavoro (ApL) sulla base delle retribuzioni erogate. Questo 4%, stabilito di volta in volta dalle parti sociali nell’ambito degli accordi collettivi di settore, viene poi ripartito tra più voci: il conto formazione delle singole agenzie, i diritti allo sviluppo delle competenze dei lavoratori, le spese di funzionamento e gestione del Fondo, le spese preparatorie e il Fondo di Solidarietà Bilaterale, che finanzia anche il sostegno al reddito.

Forma.Temp non è un fondo interprofessionale: la differenza che conta

Qui si annida l’equivoco più frequente. Chi ha sentito parlare di Fondimpresa, Fon.Coop, Fondirigenti o degli altri fondi paritetici interprofessionali tende ad assimilare Forma.Temp allo stesso meccanismo. In realtà sono due strumenti diversi, con basi normative, platee e modalità di accesso distinte.

I fondi interprofessionali nascono dall’articolo 118 della Legge 388/2000: ogni anno le aziende versano all’INPS lo 0,30% della retribuzione dei propri dipendenti come contributo per la disoccupazione involontaria (Legge 845/1978); l’impresa può scegliere di destinare questa quota, invece che allo Stato, a un fondo interprofessionale a cui aderisce volontariamente, per finanziare la formazione continua dei propri dipendenti diretti. I lavoratori in somministrazione, però, sono espressamente esclusi dal computo e dalla copertura di questi fondi.

Per approfondire il funzionamento dei fondi interprofessionali “classici” rimandiamo alla nostra guida Fondi interprofessionali per la formazione finanziata dei dipendenti: come funziona.

Aspetto Fondi interprofessionali (es. Fondimpresa) Forma.Temp
Base normativa Art. 118 L. 388/2000 Art. 12 D.Lgs. 276/2003
Chi versa il contributo L’azienda, sullo 0,30% dei dipendenti diretti (adesione volontaria) Le Agenzie per il Lavoro, il 4% sulle retribuzioni dei somministrati (obbligatorio)
Chi è coperto Dipendenti diretti dell’azienda aderente Candidati, lavoratori somministrati ed ex somministrati
Come si accede L’azienda presenta un piano formativo al fondo a cui ha aderito Il lavoratore si rivolge alla propria Agenzia per il Lavoro
Chi decide i corsi L’azienda, in base alle proprie esigenze Il Fondo, tramite le agenzie e i piani formativi approvati

Chi ha diritto alla formazione Forma.Temp

Le attività formative di Forma.Temp si rivolgono a tre platee distinte, ciascuna con un proprio pacchetto di misure:

Cosa finanzia il Fondo: le tipologie di formazione

Forma.Temp copre l’intero costo dei corsi: nessuna spesa è a carico del lavoratore. Le tipologie principali sono:

Accanto alla formazione, il Fondo gestisce anche le cosiddette politiche passive, tra cui il Sostegno al Reddito (SaR): un contributo economico una tantum, non un corso, riservato a chi resta senza missione per almeno 45 giorni e ha maturato almeno 90 o 110 giornate di lavoro negli ultimi 12 mesi. L’importo varia (indicativamente tra 780 e 1.000 euro lordi a seconda delle giornate maturate) e la domanda va presentata in una finestra specifica dopo la fine del rapporto di lavoro. È importante non confondere il SaR, che è un sostegno economico slegato dalla frequenza di un corso, con l’indennità di frequenza descritta di seguito, che invece remunera la partecipazione a un percorso formativo.

Come si accede in pratica: dal contatto con l’agenzia al corso

Il lavoratore non si iscrive direttamente sul portale di Forma.Temp: il punto di accesso è sempre l’Agenzia per il Lavoro presso cui è candidato o con cui ha in corso (o ha avuto) un contratto di somministrazione. È l’agenzia a proporre o attivare il percorso formativo, a comunicarlo al Fondo e a gestire la parte amministrativa.

I corsi sono gratuiti per chi li frequenta. Se il percorso lo prevede, al termine viene riconosciuta un’indennità di frequenza di 3,50 euro lordi per ogni ora di partecipazione, erogata dall’Agenzia per il Lavoro; per ottenere l’attestato ed eventualmente l’indennità, in genere occorre aver frequentato almeno il 70% della durata del corso. In sintesi, per un lavoratore i passaggi tipici sono:

  1. Iscrizione (o contratto in corso) presso un’Agenzia per il Lavoro.
  2. Segnalazione, da parte dell’agenzia, dei corsi disponibili in base al profilo e alla missione.
  3. Partecipazione al corso, senza alcun costo.
  4. Attestato finale e, se prevista, indennità di frequenza liquidata dall’agenzia.

Per l’azienda utilizzatrice: cosa può chiedere all’agenzia

Un punto che genera spesso confusione tra gli uffici HR: la formazione dei lavoratori somministrati impiegati in azienda non passa dal fondo interprofessionale a cui l’azienda utilizzatrice eventualmente aderisce (Fondimpresa e simili), perché quei fondi finanziano solo i dipendenti diretti a libro paga dell’azienda. Il somministrato resta dipendente dell’Agenzia per il Lavoro, e la sua formazione è competenza di Forma.Temp.

Questo non significa che l’azienda utilizzatrice sia esclusa dal processo. Nella pratica può concordare con l’agenzia percorsi di formazione on the job costruiti sulle proprie esigenze produttive: addestramento sull’uso di macchinari specifici, procedure di sicurezza legate alla mansione, affiancamento con un tutor interno all’impresa stessa. Restano inoltre fermi gli obblighi specifici in materia di salute e sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008, che disciplinano il riparto di responsabilità formativa tra agenzia e utilizzatore sui rischi generali e specifici della mansione.

Per l’utilizzatore, quindi, l’interlocutore corretto per qualsiasi esigenza formativa sui lavoratori somministrati resta l’Agenzia per il Lavoro con cui ha stipulato il contratto di somministrazione, non il proprio fondo interprofessionale.

Il CCNL della somministrazione e gli istituti bilaterali

Il Contratto Collettivo Nazionale della somministrazione, oltre a garantire ai lavoratori somministrati la parità di trattamento economico e normativo rispetto ai dipendenti diretti dell’azienda utilizzatrice, rimanda proprio agli enti bilaterali di settore, tra cui Forma.Temp, per la gestione degli istituti di formazione e welfare: per un approfondimento specifico rimandiamo alla nostra guida dedicata al CCNL della somministrazione.

Domande frequenti

I corsi sono davvero gratuiti?

Sì. I corsi finanziati da Forma.Temp non prevedono alcun costo a carico di chi li frequenta: sono coperti dal contributo del 4% versato dalle Agenzie per il Lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori somministrati.

Ho finito la missione: posso ancora formarmi?

Sì, a determinate condizioni. Gli ex lavoratori in somministrazione possono accedere alla misura del Diritto Mirato se hanno almeno 45 giorni di disoccupazione e almeno 110 giornate di lavoro negli ultimi 12 mesi (oppure al termine della procedura per mancanza di occasioni di lavoro), presentando la richiesta entro 68 giorni dalla maturazione del requisito e una sola volta per anno solare.

Che differenza c’è tra Forma.Temp e Fondimpresa?

Fondimpresa è un fondo interprofessionale (art. 118 L. 388/2000) alimentato dallo 0,30% versato dalle aziende sui propri dipendenti diretti, a cui l’azienda aderisce volontariamente. Forma.Temp è invece un fondo bilaterale (art. 12 D.Lgs. 276/2003), obbligatorio, alimentato dal 4% versato dalle Agenzie per il Lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori somministrati: non c’è alcuna adesione da scegliere, la copertura scatta automaticamente con il contratto di somministrazione.

Chi paga l’indennità durante il corso?

Quando prevista, l’indennità di frequenza (3,50 euro lordi per ora) è liquidata dall’Agenzia per il Lavoro al termine del corso, a fronte di una partecipazione minima, in genere pari almeno al 70% della durata del percorso.

L’azienda utilizzatrice può chiedere corsi specifici?

Sì: può concordare con l’Agenzia per il Lavoro percorsi di formazione on the job calibrati sulle proprie esigenze produttive, ad esempio sull’uso di macchinari o attrezzature specifiche, ma non può utilizzare il proprio fondo interprofessionale per finanziarli, poiché i lavoratori somministrati non sono suoi dipendenti diretti.

Come trovo i corsi disponibili?

Il canale corretto è l’Agenzia per il Lavoro presso cui si è candidati o con cui si ha (o si è avuto) un contratto di somministrazione: è l’agenzia a segnalare i percorsi attivi e a gestire l’iscrizione ai corsi finanziati da Forma.Temp.

Da leggere insieme

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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