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Cos’è Fondolavoro e a chi si rivolge
Fondolavoro è il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua costituito con l’accordo interconfederale del 6 luglio 2009, sottoscritto da UNSIC (Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori) e UGL (Unione Generale del Lavoro). Il fondo opera come associazione non riconosciuta e senza scopo di lucro ed è stato autorizzato a operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 21 marzo 2012. L’INPS gli ha successivamente assegnato il codice alfabetico identificativo con messaggio del 27 aprile 2012.
Fondolavoro è un fondo multisettoriale: può aderire qualunque datore di lavoro privato, di qualsiasi settore economico, a prescindere dalla dimensione aziendale. Come indica lo stesso fondo, la platea comprende dalle micro e piccole imprese fino alle medie e grandi aziende, con un’attenzione dichiarata alle realtà di dimensioni contenute che spesso non sfruttano le opportunità di formazione finanziata a disposizione. Dal 1° gennaio 2020 la stessa procedura di adesione è stata estesa anche alle aziende agricole.
Come tutti i fondi interprofessionali, Fondolavoro non richiede alcun esborso aggiuntivo alle imprese aderenti: si limita a raccogliere, tramite l’INPS, la quota dello 0,30% delle retribuzioni imponibili che ogni datore di lavoro versa già obbligatoriamente a titolo di contributo per la disoccupazione involontaria (contributo DS). Aderendo al fondo, quella quota non confluisce più nel fondo residuale gestito dal Ministero del Lavoro, ma viene accantonata a beneficio dell’azienda che l’ha versata, per finanziare piani di formazione dei propri dipendenti.
Per un inquadramento generale su cosa sono i fondi interprofessionali, come funziona il meccanismo dello 0,30% e quali sono le regole comuni a tutti i fondi (adesione tramite Uniemens, gratuità, portabilità), rimandiamo alla guida generale ai fondi interprofessionali, di cui questa scheda su Fondolavoro è un approfondimento dedicato.
Come aderire a Fondolavoro: la procedura
L’adesione a Fondolavoro è gratuita e volontaria, e passa interamente dal flusso telematico Uniemens gestito dall’INPS, senza necessità di moduli cartacei per diventare efficace.
- Denuncia Uniemens. Nella sezione dedicata al fondo interprofessionale del flusso Uniemens, l’azienda (di norma tramite il proprio consulente del lavoro) indica il codice alfabetico FLAV, insieme al numero di dipendenti interessati.
- Eventuale revoca del fondo precedente. Se l’impresa è già iscritta a un altro fondo interprofessionale, va indicato contestualmente il codice REVO, così da revocare l’adesione in corso e attivare quella a Fondolavoro nello stesso flusso.
- Aziende agricole. Dal 1° gennaio 2020 anche le aziende agricole possono aderire seguendo la medesima procedura tramite Uniemens.
- Modello FLAV/CDA. Fondolavoro mette a disposizione un modello scaricabile e compilabile per confermare l’avvenuta adesione, utile come riscontro documentale interno per l’azienda o il consulente del lavoro.
- Nuovo obbligo di comunicazione via PEC. In base al decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 227 dell’11 maggio 2026, l’impresa che intende aderire a un fondo interprofessionale deve inoltre comunicare l’adesione al fondo prescelto tramite PEC, allegando copia della denuncia contributiva Uniemens e un documento di identità valido.
L’adesione decorre dal mese di competenza della denuncia Uniemens che contiene il codice FLAV e resta valida senza necessità di essere ripetuta nei periodi successivi, fino a un’eventuale revoca. Non comporta alcun costo aggiuntivo per l’azienda, perché il contributo dello 0,30% è comunque dovuto per legge: cambia solo la destinazione della quota.
| Codice | Funzione |
|---|---|
| FLAV | Adesione a Fondolavoro (dipendenti) |
| REVO | Revoca dell’adesione a un fondo interprofessionale in corso |
Revoca e portabilità: cambiare fondo
L’adesione a Fondolavoro può essere revocata in qualsiasi momento, indicando il codice REVO nel flusso Uniemens successivo, contestualmente all’eventuale nuova adesione a un altro fondo: se nella stessa denuncia non compaiono sia il motivo di revoca sia il nuovo motivo di adesione, la variazione rischia di non essere accettata.
Fondolavoro mette a disposizione, sul proprio sito, una pagina dedicata alla portabilità con un modello di istanza scaricabile per il trasferimento delle risorse finanziarie maturate presso il fondo di provenienza. In base al citato decreto ministeriale n. 227 dell’11 maggio 2026, la richiesta di portabilità va trasmessa via PEC entro 90 giorni dalla data di revoca dal fondo di origine. Gli importi e le percentuali di trasferimento effettivo vanno verificati, caso per caso, nel regolamento del fondo di provenienza, perché possono prevedere soglie minime o esclusioni specifiche.
Come Fondolavoro finanzia la formazione: conti e avvisi
Fondolavoro distribuisce le risorse raccolte principalmente attraverso due canali, entrambi attivati tramite avvisi pubblici pubblicati periodicamente sul sito del fondo:
- Conto di Sistema: raccoglie le risorse destinate a piani formativi settoriali, aziendali o interaziendali, con procedure a graduatoria o a sportello secondo le regole di ciascun avviso. Gli avvisi sono spesso distinti per ambito (competenze globali, competenze professionali, competenze legate all’innovazione).
- Conto Aziendale: strumento con cui le singole imprese aderenti accedono a un canale dedicato di finanziamento tramite avvisi specifici, riservati alle aziende che hanno maturato risorse presso il fondo.
Come cronologia verificabile di avvisi effettivamente pubblicati da Fondolavoro, il fondo ha emanato tra gli altri l’Avviso n. 01/2023 – Accesso al Conto Sistema 2023 (pubblicato il 28 febbraio 2023), e per le annualità più recenti l’Avviso n. 01/2025 – Accesso al Conto Sistema Competenze Innovazioni 2025 (FNC3), l’Avviso n. 02/2025 – Accesso al Conto Sistema Competenze Globali 2025, l’Avviso n. 03/2025 – Accesso al Conto Sistema Competenze Professionali 2025 e l’Avviso n. 04/2025 – Accesso al Conto Aziendale 2025. Con delibera dell’8 giugno 2026 il Consiglio del fondo ha pubblicato le graduatorie relative alle sessioni di aprile 2026 degli Avvisi n. 02/2025 e n. 03/2025. Per l’annualità 2026 risultano inoltre pubblicati l’Avviso n. 01/2026 e l’Avviso n. 02/2026, dedicati ai rispettivi conti di sistema, e l’Avviso n. 03/2026, relativo al Conto Aziendale 2026.
Le dotazioni finanziarie, le scadenze e i requisiti di ammissibilità di ciascun avviso vanno sempre verificati sul testo integrale pubblicato di volta in volta dal fondo nella sezione avvisi attivi, perché cambiano da un’edizione all’altra e le finestre di partecipazione hanno tempi limitati. La gestione online delle pratiche avviene tramite la piattaforma SOFIA, che consente alle aziende e agli enti attuatori accreditati di presentare i piani formativi e monitorarne l’avanzamento in un’area riservata.
Domande frequenti
L’adesione costa qualcosa?
No. Aderire a Fondolavoro è gratuito: il contributo dello 0,30% sulle retribuzioni imponibili è comunque dovuto per legge all’INPS, indipendentemente dalla scelta del fondo. Aderendo, quella stessa quota, anziché confluire nel fondo residuale statale, viene destinata a Fondolavoro a beneficio dell’azienda che l’ha versata.
Ho 2 dipendenti: conviene?
Fondolavoro non prevede soglie dimensionali minime per l’adesione ed è pensato, tra gli altri, proprio per le realtà di micro e piccola dimensione. Per un’impresa con pochi dipendenti la quota individuale versata è comunque contenuta: gli strumenti più adatti sono in genere gli avvisi sul Conto di Sistema, che permettono di accedere a una dotazione comune senza dover attendere l’accumulo di risorse sufficienti sul solo Conto Aziendale. Prima di aderire conviene comunque verificare i requisiti e le scadenze dell’avviso attivo al momento, oppure valutare il confronto con altri fondi aperti alle micro-imprese.
Che differenza c’è con FonARCom o FondItalia?
Fondolavoro, FonARCom e FondItalia sono tutti fondi paritetici interprofessionali multisettoriali, aperti a imprese di qualsiasi dimensione e finanziati dallo stesso contributo obbligatorio dello 0,30%: la differenza principale sta nelle parti sociali costituenti e negli strumenti operativi. Fondolavoro nasce dall’accordo tra UNSIC e UGL; FonARCom nasce nel 2005 dall’accordo tra CIFA e CONFSAL e si distingue per il Conto Formazione Aziendale con restituzione diretta di una quota elevata dello 0,30% versato (per approfondire, vedi la guida su FonARCom); FondItalia è promosso da FederTerziario e UGL. Nella pratica, la scelta tra questi fondi va valutata caso per caso in base al tipo di strumento che l’impresa intende utilizzare (conto individuale versus avvisi a graduatoria), oltre che in base al codice indicato dal consulente del lavoro nel flusso Uniemens.
I corsi sicurezza sono finanziabili?
Gli avvisi di Fondolavoro possono ammettere il finanziamento di percorsi di formazione obbligatoria, inclusa quella in materia di salute e sicurezza sul lavoro, quando rientrano tra le finalità e le tipologie formative previste dal singolo avviso attivo. Non essendoci, a oggi, un testo unico che disciplini in modo permanente questa ammissibilità, la condizione va verificata di volta in volta nell’avviso pubblicato, che indica in modo puntuale le tipologie di corsi finanziabili, i destinatari e le eventuali esclusioni.
Come uso le risorse?
L’utilizzo delle risorse avviene presentando un piano formativo nell’ambito di uno degli avvisi attivi, tramite la piattaforma SOFIA, direttamente o con il supporto di un ente attuatore accreditato (società di formazione, associazione datoriale o consulente del lavoro) che si occupa della parte amministrativa e rendicontuale. Il piano deve rispettare i requisiti, le tempistiche e le modalità di rendicontazione indicati nel testo dell’avviso di riferimento, che va quindi consultato integralmente prima di avviare qualunque attività formativa.
Questa scheda fa parte della serie dedicata ai fondi interprofessionali per la formazione finanziata: per un confronto tra i diversi fondi disponibili e per capire quale conviene scegliere in base al settore e alla dimensione dell’impresa, consulta la guida generale ai fondi interprofessionali.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.