Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Pronunce Corte Costituzionale
  4. Casi pratici
  5. Domande frequenti
  6. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Disposizione transitoria VI – Costituzione

Disposizioni transitorie e finali – in vigore dal 1° gennaio 1948

Entro cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione si procede alla revisione degli organi speciali di giurisdizione attualmente esistenti, salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari.

Entro un anno dalla stessa data si provvede con legge al riordinamento del Tribunale supremo militare in relazione all’articolo 111.

Domande rapide

Cosa prevedeva la VI disposizione transitoria?
La revisione, entro 5 anni dall'entrata in vigore della Costituzione, degli organi speciali di giurisdizione esistenti, fatte salve le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari. Mirava a razionalizzare il sistema giurisdizionale ereditato dal regime precedente.
Quali giurisdizioni speciali erano interessate?
Tribunali speciali per la difesa dello Stato (gia aboliti), commissioni tributarie (riformate piu volte fino alla recente trasformazione in Corti di giustizia tributaria), Tribunale supremo delle acque pubbliche, tribunali ecclesiastici per matrimonio (concordatari), altri organi speciali residuali.
Il termine di 5 anni fu rispettato?
Solo parzialmente. Alcune giurisdizioni speciali furono effettivamente riformate o soppresse, altre sopravvissero o furono riformate solo molto piu tardi. Es. commissioni tributarie hanno subito riforme nel 1981, 1992 e da ultimo 2022 (Corti giustizia tributaria, l. 130/2022).
Perche salvi Cons. Stato, Corte conti, tribunali militari?
Per il loro fondamento costituzionale diretto (artt. 103, 108 Cost.) e per la specificita delle materie. Il Consiglio di Stato e organo di consulenza e giurisdizione amministrativa; la Corte conti vigila sulla finanza pubblica; i tribunali militari hanno giurisdizione su reati militari.
La VI disposizione e ancora applicabile?
Ha esaurito i propri effetti programmatici. Il principio di razionalizzazione degli organi giurisdizionali resta nel sistema costituzionale (art. 102 Cost., divieto giudici straordinari/speciali). Riforme successive possono essere disposte con legge ordinaria nel rispetto della Costituzione.

In sintesi

  • Obbligo di revisione degli organi speciali di giurisdizione entro il 1953, con esclusione di Consiglio di Stato, Corte dei conti e tribunali militari.
  • Riordinamento del Tribunale supremo militare entro un anno dall'entrata in vigore, in conformità all'art. 111 Cost.
  • Molti organi speciali sopravvissero oltre il termine, generando un dibattito sulla loro legittimità costituzionale.

Revisione degli organi speciali di giurisdizione entro cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione, con eccezioni per Consiglio di Stato, Corte dei conti e tribunali militari.

Profilo storico-giuridico: la revisione mancata degli organi speciali di giurisdizione

La VI disposizione transitoria rappresenta uno dei capitoli più controversi dell'attuazione costituzionale italiana. L'Assemblea costituente, animata dall'ideale unificante della giurisdizione ordinaria e dal principio del giudice naturale precostituito per legge (art. 25 Cost.), intendeva razionalizzare il caotico panorama giurisdizionale ereditato dall'ordinamento liberale e fascista. La disposizione poneva un termine perentorio, il 1° gennaio 1953, per la revisione di organismi come il Tribunale superiore delle acque pubbliche, i Commissari regionali agli usi civici, la Commissione tributaria centrale e altri collegi amministrativi dotati di funzioni giurisdizionali. Tuttavia, il legislatore ordinario non provvide nei tempi prescritti, e tali organi continuarono a operare ben oltre la scadenza costituzionale. La Corte costituzionale, investita della questione, adottò un orientamento pragmatico: pur riconoscendo il carattere imperativo del termine, ritenne che la persistenza degli organi speciali non li rendesse automaticamente incostituzionali, valorizzando l'esigenza di continuità funzionale dell'ordinamento giudiziario e la necessità di un intervento legislativo positivo di soppressione o trasformazione. Tale approccio, criticato da parte della dottrina come eccessivamente permissivo verso l'inerzia legislativa, consolidò di fatto la sopravvivenza di un sistema pluralistico di giurisdizioni speciali, in tensione con il modello costituzionale tendenzialmente monistico. Il dibattito si intrecciò con le riforme successive, tra cui la legge n. 1034/1971 istitutiva dei TAR, che riorganizzò la giurisdizione amministrativa senza tuttavia chiudere definitivamente il dossier degli organi speciali minori.

Pronunce della Corte Costituzionale

Corte Cost., sent. n. 64/2008

ILLEGITTIMITA COSTITUZIONALE PARZIALE

La Corte ha affermato che la giurisdizione tributaria, riconosciuta come giurisdizione speciale preesistente alla Costituzione ai sensi della VI disp. trans., non puo essere ampliata ad oggetti privi di natura tributaria senza violare il divieto ex art. 102, secondo comma, Cost. di istituire giudici speciali. La dichiarata incostituzionalita ha riguardato l'attribuzione alle commissioni tributarie delle controversie relative al COSAP, ritenuto canone privo di natura fiscale.

Casi pratici

Gli esempi che seguono sono scenari illustrativi a scopo divulgativo, non sentenze reali.

Un contribuente che impugna una decisione della Commissione tributaria regionale può sollevare, pur con scarsa prospettiva di successo dato il consolidato orientamento della Corte costituzionale, una questione di legittimità costituzionale in riferimento alla VI disposizione transitoria, contestando che l'organo giudicante non sia stato oggetto della revisione imposta entro il 1953. Analogamente, controversie dinanzi al Tribunale superiore delle acque pubbliche hanno talvolta visto eccepire la perdurante vigenza di tale disposizione, senza tuttavia che la Corte costituzionale abbia dichiarato l'illegittimità degli organi per il solo mancato rispetto del termine transitorio. Sul versante militare, il riordinamento del Tribunale supremo militare fu attuato con legge n. 180/1981, con notevole ritardo rispetto al termine annuale previsto dalla disposizione.

Domande frequenti

Quali organi erano soggetti alla revisione prevista dalla VI disposizione transitoria?

Tutti gli organi speciali di giurisdizione esistenti al momento dell'entrata in vigore della Costituzione (1° gennaio 1948), esclusi Consiglio di Stato, Corte dei conti e tribunali militari: tra questi, il Tribunale superiore delle acque pubbliche, i Commissari agli usi civici e varie commissioni con funzioni giurisdizionali in materia tributaria e amministrativa.

Il mancato rispetto del termine del 1953 ha reso incostituzionali gli organi speciali sopravvissuti?

Secondo l'orientamento della Corte costituzionale, no. La Corte ha ritenuto che la scadenza del termine non producesse automaticamente l'incostituzionalità degli organi non ancora revisionati, essendo necessario un atto legislativo positivo di soppressione o riordino, in assenza del quale gli organi continuavano a esercitare legittimamente le proprie funzioni.

Perché il Consiglio di Stato, la Corte dei conti e i tribunali militari erano esclusi dalla revisione?

Perché la Costituzione stessa ne riconosceva espressamente l'esistenza e ne disciplinava le funzioni (artt. 100, 103 e 111 Cost.), conferendo loro una legittimazione costituzionale diretta che rendeva superflua, e anzi incompatibile, la loro sottoposizione a una revisione finalizzata alla possibile soppressione.

Entro quale termine doveva essere riordinato il Tribunale supremo militare?

Entro un anno dall'entrata in vigore della Costituzione, dunque entro il 1° gennaio 1949, con legge di riordinamento in attuazione dell'art. 111 Cost. in materia di ricorribilità per cassazione. Il riordinamento fu realizzato con notevole ritardo, con la legge n. 180 del 1981.

Qual è la rilevanza attuale della VI disposizione transitoria?

Pur avendo esaurito la sua funzione prescrittiva immediata, la disposizione conserva rilevanza interpretativa come indice della volontà costituzionale di tendere verso un sistema giurisdizionale unitario. Può essere invocata in giudizio per sollevare questioni di legittimità costituzionale riguardanti organi speciali ancora operanti che non abbiano subito alcun riordinamento post-1948.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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