Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti

La guida

In sintesi

  • La dichiarazione è omessa se non viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza (per il modello Redditi PF 2026: il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato; la dichiarazione diventa quindi omessa dal 2 febbraio 2027). Entro i 90 giorni è solo tardiva, e resta valida.
  • Sanzione per l’omessa (violazioni dal 1°.9.2024, D.Lgs. 87/2024): 120% delle imposte dovute, minimo 250 euro — misura ora fissa (prima era dal 120% al 240%).
  • La via d’uscita nuova: se presenti la dichiarazione entro i termini di accertamento e prima di avere formale conoscenza di controlli, la sanzione scende al 75% (la sanzione da omesso versamento del 25% triplicata — art. 1, co. 1-bis, D.Lgs. 471/1997).
  • La tardiva (entro 90 giorni) costa la sanzione fissa da 250 a 1.000 euro, ravvedibile a 1/10 (25 euro), oltre alle sanzioni da omesso versamento sulle imposte non pagate.
  • Se non sono dovute imposte: sanzione da 250 a 1.000 euro (raddoppiabile per i soggetti obbligati alle scritture contabili).

Quando la dichiarazione è omessa

L’art. 2, co. 7, del D.P.R. 322/1998 traccia il confine: la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza è “tardiva” ma valida, salva l’applicazione delle sanzioni; quella presentata oltre i 90 giorni è omessa a tutti gli effetti, anche se poi viene trasmessa. Per il modello Redditi Persone Fisiche 2026 (redditi 2025) la scadenza dell’invio telematico è il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato (lo stesso termine vale per l’IRAP e per i soggetti IRES con esercizio coincidente con l’anno solare). I 90 giorni terminano il 31 gennaio 2027, domenica: l’ultimo giorno utile per la tardiva è quindi lunedì 1° febbraio 2027 e la dichiarazione diventa omessa dal 2 febbraio 2027. Il 730 ha invece scadenza al 30 settembre.

Attenzione a un punto spesso frainteso: la dichiarazione omessa presentata dopo i 90 giorni resta giuridicamente omessa — la presentazione successiva non la “sana”, ma può ridurre drasticamente la sanzione, come si vede sotto.

Le sanzioni dopo la riforma

Situazione Violazioni fino al 31.8.2024 Violazioni dal 1°.9.2024
Omessa, con imposte dovute dal 120% al 240% delle imposte, min. 250 € 120% fisso, min. 250 €
Omessa, presentata prima dei controlli 60%-120% se entro la dichiarazione dell’anno successivo 75% (25% × 3), se presentata entro i termini di accertamento e prima di conoscere formalmente accessi, ispezioni o verifiche
Omessa, senza imposte dovute 250 – 1.000 € (fino al doppio per obbligati alle scritture) invariata: 250 – 1.000 € (fino al doppio)
Tardiva (entro 90 giorni) sanzione fissa 250 – 1.000 € + sanzioni da omesso versamento sulle imposte non versate; con ravvedimento: 1/10 del minimo (25 €)
Canoni in cedolare secca non dichiarati sanzione raddoppiata: 240% delle imposte sui canoni

Il nuovo comma 1-bis è la vera novità di sistema: prima della riforma la finestra “di favore” si chiudeva col termine della dichiarazione successiva; ora resta aperta fino allo spirare dei termini di accertamento, purché il contribuente si muova prima di avere formale conoscenza di qualunque attività di controllo. Chi si presenta spontaneamente, anche anni dopo, paga il 75% invece del 120%.

Le altre conseguenze dell’omissione

  • Termini di accertamento allungati: per l’annualità omessa l’ufficio ha tempo fino al 31 dicembre del settimo anno successivo (invece del quinto).
  • Accertamento induttivo: l’omissione legittima la ricostruzione del reddito con presunzioni anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.
  • Crediti e perdite: i crediti maturati nell’anno omesso non emergono da una dichiarazione valida e il loro utilizzo diventa una battaglia (riconoscimento solo in sede di controllo o rimborso).
  • Profili penali: sopra la soglia di 50.000 euro di imposta evasa scatta il reato di omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs. 74/2000); la presentazione entro il termine della dichiarazione successiva, col pagamento integrale, è causa di non punibilità.

Come rimediare, in ordine di convenienza

Entro 90 giorni: presentare la tardiva e ravvedersi — sanzione fissa ridotta a 25 euro (1/10 di 250), più il ravvedimento degli eventuali versamenti omessi. È l’unico scenario in cui la dichiarazione resta valida.

Oltre 90 giorni: presentare comunque la dichiarazione prima di qualunque contatto con il Fisco. La sanzione del 75% (non ravvedibile: il ravvedimento presuppone una dichiarazione validamente presentata, e qui l’omissione si è già consumata) è comunque molto più leggera del 120% che arriverebbe con l’accertamento — e riduce il rischio penale.

Esempio pratico

  • Tizio, lavoratore autonomo, non presenta la dichiarazione 2026 (redditi 2025) con 12.000 euro di IRPEF dovuta. Se ne accorge a marzo 2027.

  • I 90 giorni sono scaduti il 1° febbraio 2027: la dichiarazione è omessa. Ma nessun controllo è in corso: presentandola subito, la sanzione è il 75% di 12.000 = 9.000 euro, oltre a imposta e interessi.

  • Se invece aspetta l’accertamento, pagherà il 120% = 14.400 euro, con termini di controllo estesi al 2033 e ricostruzione induttiva del reddito.

  • Se se ne fosse accorto entro il 1° febbraio 2027: tardiva + ravvedimento = 25 euro di sanzione fissa (un decimo del minimo di 250 euro), più la regolarizzazione dei versamenti omessi con il ravvedimento.

Quanto si paga se presenti oggi: Redditi PF 2026 per data

Quando presenti Stato della dichiarazione Sanzione per la mancata presentazione
Entro il 2 novembre 2026 Nei termini Nessuna
Dal 3 novembre 2026 al 1° febbraio 2027 Tardiva, valida 250 euro, ridotti a 25 con il ravvedimento (un decimo del minimo)
Dal 2 febbraio 2027, prima di qualunque controllo ed entro i termini di accertamento (31 dicembre 2033) Omessa 75% delle imposte dovute (25% triplicato)
Dopo l’avvio di accessi, ispezioni, verifiche o accertamento Omessa 120% delle imposte dovute, minimo 250 euro

Lo stesso ragionamento vale per le dichiarazioni di anni passati: una dichiarazione dovuta nel 2025 e mai presentata (per esempio il Redditi 2025, scadenza 31 ottobre 2025) è omessa dal 30 gennaio 2026 e oggi, se presentata prima di controlli, costa il 75% delle imposte dovute.

Dichiarazione omessa a credito o senza imposte da pagare

Se dalla dichiarazione non risultano imposte dovute (per esempio perché è a credito), la sanzione per l’omessa presentazione non si calcola in percentuale: è compresa tra 250 e 1.000 euro. Per i soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili le sanzioni possono essere aumentate fino al doppio. Il credito, però, non emerge da una dichiarazione valida: resta da recuperare in sede di controllo o con la richiesta di rimborso.

Dichiarazione omessa di anni passati: regime vecchio o nuovo?

Le sanzioni del D.Lgs. 87/2024 si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (art. 5, comma 1, D.Lgs. 87/2024). Per le omissioni precedenti restava il vecchio regime dell’art. 1 del D.Lgs. 471/1997: sanzione dal 120% al 240% delle imposte dovute, minimo 250 euro; se non erano dovute imposte, da 250 a 1.000 euro. Se la dichiarazione omessa era presentata entro il termine di quella dell’anno successivo e prima di qualunque attività di accertamento, la sanzione scendeva dal 60% al 120%, con minimo di 200 euro (da 150 a 500 euro se non erano dovute imposte).

Dal 1° gennaio 2027 cambiano i riferimenti normativi

Su Normattiva l’art. 1 del D.Lgs. 471/1997, gli artt. 5 e 13 del D.Lgs. 74/2000 e l’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 risultano abrogati dal 1° gennaio 2027 dal D.Lgs. 173/2024 (testo unico delle sanzioni tributarie), come modificato dal D.L. 200/2025; l’art. 43 del D.P.R. 600/1973 risulta abrogato dal D.Lgs. 5 agosto 2026, n. 141. Gli importi e i termini di questa pagina sono quelli delle norme vigenti fino al 31 dicembre 2026: per le omissioni che si consumano dopo quella data va verificata la nuova numerazione.

Da leggere insieme

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

La dichiarazione omessa può essere ravveduta?

No, in senso tecnico: oltre i 90 giorni il ravvedimento non è più possibile per l'omissione, perché la violazione si è perfezionata. Il rimedio è il nuovo comma 1-bis: presentazione spontanea entro i termini di accertamento con sanzione al 75% invece del 120%.

Se non dovevo nulla, rischio comunque?

La sanzione è fissa (250-1.000 euro), ma l'omissione allunga i termini di accertamento e legittima l'induttivo: per chi ha partita IVA conviene sempre presentare, anche a zero.

Il 730 non presentato è dichiarazione omessa?

Il 730 è una modalità: se salta, si può ancora presentare il modello Redditi entro il 2 novembre 2026 (o entro i 90 giorni successivi, come tardiva). L'omissione scatta solo quando anche quella finestra si chiude.

Quando diventa omessa la dichiarazione Redditi PF 2026?

Il termine per l'invio telematico è il 2 novembre 2026 (il 31 ottobre cade di sabato). Con i 90 giorni di tolleranza, l'ultimo giorno per la tardiva è il 1° febbraio 2027: dal 2 febbraio 2027 la dichiarazione è omessa.

Quanto si paga se presento oggi una dichiarazione omessa?

Se la presenti prima di qualunque controllo ed entro i termini di accertamento, la sanzione è il 75% delle imposte dovute (25% triplicato, art. 1, comma 1-bis, D.Lgs. 471/1997). Se aspetti l'accertamento è il 120%, con minimo di 250 euro. Se non ci sono imposte da pagare, da 250 a 1.000 euro.

La dichiarazione omessa a credito è sanzionata?

Sì: se non sono dovute imposte la sanzione è compresa tra 250 e 1.000 euro, aumentabile fino al doppio per chi ha l'obbligo delle scritture contabili. Il credito non emerge da una dichiarazione valida.

Entro quanto tempo il Fisco può accertare una dichiarazione omessa?

Fino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata (art. 43, comma 2, D.P.R. 600/1973): per una dichiarazione dovuta nel 2026, fino al 31 dicembre 2033.

L'omessa dichiarazione è reato?

Solo se l'imposta evasa supera 50.000 euro per una singola imposta (art. 5 D.Lgs. 74/2000). Non è omessa la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza. Il reato non è punibile se prima di accessi o verifiche si paga integralmente il debito e si presenta la dichiarazione entro il termine di quella dell'anno successivo (art. 13, comma 2).

Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.