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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando la dichiarazione è infedele

L’infedeltà si realizza quando la dichiarazione presentata non rappresenta l’effettiva capacità contributiva: un ricavo non dichiarato, un costo indeducibile dedotto, una detrazione non spettante, un credito esposto più alto del dovuto. La “maggiore imposta” su cui si calcola la sanzione è la differenza tra il tributo accertato e quello liquidabile in base al dichiarato (art. 1, co. 5); per i crediti, conta la differenza di credito utilizzato: chi espone un credito errato ma non lo usa in compensazione non è sanzionabile per questo.

Le sanzioni dopo il D.Lgs. 87/2024

Fattispecie Fino al 31.8.2024 Dal 1°.9.2024
Infedele “base” 90% – 180% 70%, min. 150 €
Corretta con integrativa prima dei controlli 50% (25% × 2), min. 150 €
Con documenti falsi, operazioni inesistenti, artifici o raggiri aumento della metà (135% – 270%) aumento dalla metà al doppio: 105% – 140%
Maggiore imposta < 3% del dichiarato e < 30.000 € riduzione a 1/3 riduzione a 1/3: 46,67%
Errore di imputazione temporale (componente già tassato) riduzione a 1/3 riduzione a 1/3; se nessun danno per l’Erario, sanzione fissa

La via del 50%: l’integrativa prima dei controlli

La riforma ha introdotto una fattispecie autonoma che cambia la convenienza dei comportamenti: se il contribuente presenta una dichiarazione integrativa entro i termini di accertamento dell’art. 43 D.P.R. 600/1973, e prima di avere avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di controllo, la sanzione non è più il 70% ma il 50% della maggiore imposta (minimo 150 euro).

Soprattutto: questo 50% è la base su cui si applicano le riduzioni del ravvedimento operoso. Un’integrativa presentata entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo, con ravvedimento a 1/8, porta la sanzione effettiva al 6,25% della maggiore imposta; oltre quel termine, con la riduzione a 1/7, al 7,14%. Correggersi da soli non è mai stato così conveniente rispetto ad aspettare l’accertamento.

Le aggravanti e le attenuanti

Condotte fraudolente: quando l’infedeltà passa per documentazione falsa, operazioni inesistenti, artifici o raggiri, la sanzione del 70% è aumentata dalla metà al doppio (105% – 140%). Su questo terreno si innesta anche il penale (dichiarazione fraudolenta, artt. 2 e 3 D.Lgs. 74/2000), con soglie e regole proprie.

Violazioni minori: resta la riduzione a 1/3 quando la maggiore imposta (o il minor credito) accertata è complessivamente inferiore al 3% di quanto dichiarato e comunque sotto i 30.000 euro. Stessa riduzione per l’errore di competenza — il componente di reddito imputato all’anno sbagliato — purché il componente positivo abbia già concorso a tassazione in un’annualità precedente; se dall’errore non deriva alcun danno erariale, si applica la sola sanzione fissa.

Esempio pratico

  • La Beta S.r.l. scopre a settembre 2026 di aver dedotto nel modello Redditi 2026 (anno 2025) costi non documentati per 40.000 euro: maggiore IRES 9.600 euro.

  • Se aspetta l’accertamento: sanzione 70% = 6.720 euro (oltre imposta e interessi), con possibile definizione a 1/3.

  • Se presenta l’integrativa subito (nessun controllo in corso): fattispecie al 50% = 4.800 euro, che con il ravvedimento a 1/8 (entro il 30 settembre 2027) diventa 600 euro. Paga imposta, interessi legali e 600 euro: il 6,25% invece del 70%.

  • Il tutto si gestisce con integrativa + F24; nessun contatto preventivo con l’ufficio è richiesto.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra dichiarazione infedele e omessa?

L’omessa manca del tutto (o arriva oltre 90 giorni dalla scadenza): sanzione 120%, o 75% se presentata prima dei controlli. L’infedele esiste ma contiene dati non veritieri: sanzione 70%, o 50% con integrativa spontanea. I regimi non si mescolano.

L’infedele è anche reato?

Solo sopra le soglie dell’art. 4 D.Lgs. 74/2000: imposta evasa superiore a 100.000 euro e attivi sottratti superiori al 10% del dichiarato (o a 2 milioni). Sotto soglia resta solo l’illecito amministrativo.

Le nuove misure valgono per le vecchie annualità?

No: il D.Lgs. 87/2024 si applica alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024, senza retroattività favorevole. Per una dichiarazione infedele presentata nel 2023 vale ancora il 90%-180%.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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