- Sostituzione del comma 630-bis dell'art. 1 della L. 30 dicembre 2018, n. 145 con i nuovi commi 630-bis (anno 2026) e 630-ter (a regime dal 2027).
- Livello di finanziamento di CONI, Sport e salute Spa e NADO Italia fissato al 32% delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato l'anno precedente, derivanti da IRES, IVA, IRAP e IRPEF nei settori sportivi (impianti, club, palestre, altre attività sportive).
- 2026: minimo complessivo 440 milioni di euro (45 mln al CONI, 7,7 mln a NADO Italia, almeno 385,3 mln a Sport e salute Spa, 2 mln per oneri commi 634-639).
- Dal 2027 in poi: minimo complessivo 450 milioni di euro annui (55 mln al CONI, 7,7 mln a NADO Italia, almeno 385,3 mln a Sport e salute Spa, 2 mln per oneri commi 634-639).
- Federazioni, discipline associate, enti di promozione sportiva, gruppi sportivi militari e corpi civili dello Stato e associazioni benemerite: almeno 292,3 milioni annui dalla quota Sport e salute Spa.
Comma 737 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Irpef Tuir
In vigore dal: Vigore: 01/01/2026
⚠️ Norma in attesa di decreto attuativo. I criteri operativi di riparto interno alla quota Sport e salute Spa verso federazioni, discipline associate, enti di promozione e altri soggetti sono determinati con atti deliberativi di Sport e salute Spa in accordo con CONI, secondo procedure consolidate. Questa pagina sarà aggiornata quando il decreto verrà pubblicato.
Testo coordinato
. Il , è sostituito dai seguenti:comma 630-bis dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 «630-bis. Per l’anno 2026, il livello di finanziamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), della società Sport e salute Spa e dell’Organizzazione nazionale antidoping in Italia (NADO Italia) è stabilito nella misura annua del 32 per cento delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato, registrate nell’anno precedente, e comunque in misura non inferiore complessivamente a 440 milioni di euro, derivanti dal versamento delle imposte ai fini IRES, dell’IVA, dell’IRAP e dell’IRPEF nei seguenti settori di attività: gestione di impianti sportivi, attività di club sportivi, palestre e altre attività sportive. Le risorse di cui al primo periodo sono destinate al CONI, nella misura di 45 milioni di euro per il finanziamento delle spese relative al suo funzionamento e alle sue attività istituzionali nonché per la copertura degli oneri relativi alla preparazione olimpica e al supporto alla delegazione italiana; nella misura di 7,7 milioni di euro alla NADO Italia; per una quota non inferiore a 385,3 milioni di euro alla Sport e salute Spa; per 2 milioni di euro alla copertura degli oneri di cui ai commi da 634 a
639. Al finanziamento delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, dei gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato e delle associazioni benemerite si provvede, in misura inizialmente non inferiore a 292,3 milioni di euro, a valere sulla suddetta quota destinata alla Sport e salute Spa. 630-ter. A decorrere dall’anno 2027, il livello di finanziamento del CONI, della società Sport e salute Spa e della NADO Italia è stabilito nella misura annua del 32 per cento delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato, registrate nell’anno precedente, e comunque in misura non inferiore complessivamente a 450 milioni di euro annui, derivanti dal versamento delle imposte ai fini dell’IRES, dell’IVA, dell’IRAP e dell’IRPEF nei seguenti settori di attività: gestione di impianti sportivi, attività di club sportivi, palestre e altre attività sportive. Le risorse di cui al primo periodo sono destinate al CONI, nella misura di 55 milioni di euro annui, per il finanziamento delle spese relative al suo funzionamento e alle sue attività istituzionali nonché per la copertura degli oneri relativi alla preparazione olimpica e al supporto alla delegazione italiana; nella misura di 7,7 milioni di euro annui alla NADO Italia; per una quota non inferiore a 385,3 milioni di euro annui alla Sport e salute Spa; per 2 milioni di euro alla copertura degli oneri di cui ai commi da 634 a
639. Al finanziamento delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva, dei gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato e delle associazioni benemerite si provvede, in misura inizialmente non inferiore a 292,3 milioni di euro annui, a valere sulla suddetta quota destinata alla Sport e salute Spa».
Quadro: la riforma della finanza pubblica dello sport
Il comma 737 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) interviene sulla disciplina del finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), della società Sport e salute Spa e dell'Organizzazione Nazionale Antidoping in Italia (NADO Italia), sostituendo il previgente comma 630-bis dell'art. 1 della L. 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019) con i nuovi commi 630-bis (per l'anno 2026) e 630-ter (a regime dal 2027). La norma conferma il meccanismo di finanziamento ad «aliquota fissa» sulle entrate erariali generate dal settore sportivo, ma ne aggiorna importi minimi e ripartizione. La materia, pur trovandosi in un blocco di commi che il legislatore ha etichettato come IRPEF/redditi, riguarda in realtà un capitolo di spesa pubblica per il finanziamento del movimento sportivo: l'aggancio fiscale resta strumentale alla definizione della base di calcolo.
Meccanismo di calcolo: il 32% delle entrate sportive
Il livello di finanziamento è determinato in misura pari al 32% delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato, registrate nell'anno precedente, derivanti dal versamento di quattro tributi: IRES (Imposta sul Reddito delle Società, disciplinata dal Titolo II del TUIR, D.P.R. 917/1986), IVA (D.P.R. 633/1972), IRAP (D.Lgs. 446/1997) e IRPEF (Titolo I del TUIR). La base di calcolo è circoscritta a quattro settori di attività ben definiti: gestione di impianti sportivi; attività di club sportivi; palestre; altre attività sportive. Si tratta di un meccanismo finanziario di «ritorno» al settore di una quota delle imposte da esso generate, già presente nell'ordinamento dal 2019 ma ora aggiornato negli importi minimi e nella distribuzione.
Soglie minime: 440 milioni nel 2026, 450 milioni a regime
Il legislatore tutela il movimento sportivo da eventuali contrazioni delle entrate erariali del settore inserendo soglie minime di finanziamento. Per il 2026 il finanziamento complessivo non può essere inferiore a 440 milioni di euro; dal 2027 a regime la soglia sale a 450 milioni annui. Se il 32% delle entrate sportive risultasse inferiore al floor, lo Stato integra la differenza fino al raggiungimento del minimo. Il meccanismo è analogo, ma con cifre aggiornate, a quanto previsto nelle leggi di bilancio precedenti (2019, 2022, 2023, 2024 e 2025).
Ripartizione interna: chi prende cosa
La ripartizione interna delle risorse è dettagliata sia per il 2026 sia a regime dal 2027. Per il 2026 (comma 630-bis nuovo): 45 milioni al CONI per funzionamento, attività istituzionali, preparazione olimpica e supporto delegazione italiana; 7,7 milioni a NADO Italia per le attività antidoping; non meno di 385,3 milioni a Sport e salute Spa; 2 milioni per la copertura degli oneri di cui ai commi 634-639 della stessa LB 2026 (oneri amministrativi vari). Dal 2027 in poi (comma 630-ter): 55 milioni al CONI (quota incrementata di 10 milioni rispetto al 2026, riflesso del maggiore impegno olimpico in vista di Milano-Cortina 2026 e cicli successivi); 7,7 milioni a NADO Italia (invariato); non meno di 385,3 milioni a Sport e salute Spa (invariato); 2 milioni per oneri commi 634-639 (invariato). Il totale a regime è quindi minimo 450 milioni.
Quota Sport e salute Spa: finanziamento del movimento di base
La quota destinata a Sport e salute Spa (almeno 385,3 milioni annui) finanzia a sua volta il movimento sportivo di base: il legislatore impone che, dalla quota Sport e salute, almeno 292,3 milioni annui (cifra inizialmente vincolata, soggetta a successive integrazioni in funzione delle effettive entrate) siano destinati a federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, gruppi sportivi militari, corpi civili dello Stato e associazioni benemerite. La distribuzione capillare riconosce il ruolo strutturale dello sport amatoriale e di base nella formazione, nell'inclusione sociale e nella salute pubblica.
Sport e salute Spa: il riassetto della governance dello sport
Sport e salute Spa è la società pubblica costituita ai sensi della L. 30 dicembre 2018, n. 145 (L. 145/2018, art. 1, commi 629 ss.) come successore di CONI Servizi Spa, separando le funzioni operative-amministrative (Sport e salute) da quelle olimpiche e di rappresentanza (CONI in senso proprio). La modifica del comma 630-bis con i commi 630-bis e 630-ter conferma e rafforza questa architettura: CONI come ente di rappresentanza olimpica nazionale e internazionale; Sport e salute Spa come braccio operativo per il finanziamento del movimento sportivo; NADO Italia come autorità antidoping. Il finanziamento collegato alle entrate fiscali del settore sportivo è un meccanismo originale ma non isolato: si lega al principio di destinazione di una quota dei tributi al settore generatore (analogo, per certi versi, al meccanismo di destinazione del gettito del gioco a vari interventi). Va detto, sul piano strettamente fiscale, che gli importi versati a CONI, Sport e salute Spa e NADO Italia sono trasferimenti correnti dal bilancio dello Stato a enti pubblici e quindi non costituiscono di per sé gettito IRPEF/IRES, ma rappresentano spesa pubblica corrente.
Profili di IRPEF e tassazione delle società sportive
Il riferimento del comma 737 ai tributi IRES, IVA, IRAP e IRPEF e ai settori sportivi serve esclusivamente a determinare la base di calcolo del finanziamento. Non incide direttamente sulle modalità di tassazione delle società e degli enti sportivi. Per questi ultimi continua ad applicarsi la disciplina ordinaria, con i regimi speciali noti: ASD/SSD non lucrative (L. 398/1991 sui regimi forfetari per associazioni e società sportive dilettantistiche con ricavi entro il limite di legge); compensi sportivi dilettantistici (D.Lgs. 36/2021, riforma dello sport, in vigore dal 1° luglio 2023); regime delle società sportive professionistiche (art. 86 c. 4 TUIR, D.P.R. 917/1986, ora modificato dai commi 42-43 LB 2026 per la rateizzazione delle plusvalenze sui diritti pluriennali atleti). Il comma 737 LB 2026 non interferisce con questi regimi: opera esclusivamente a monte, sulla determinazione del trasferimento pubblico al sistema sportivo.
Impatto pratico sui destinatari finali
Per le federazioni sportive nazionali (FIGC, FIPAV, FIN, FIDS, ecc.), le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva (UISP, CSI, AICS, ecc.), i gruppi sportivi militari (Fiamme Gialle, Carabinieri, Aeronautica, ecc.) e le associazioni benemerite, l'allocazione minima di 292,3 milioni annui dalla quota Sport e salute Spa rappresenta la spina dorsale finanziaria delle loro attività. L'allocazione specifica all'interno di tale plafond è determinata da Sport e salute Spa secondo criteri di riparto stabiliti con i propri organi e in accordo con CONI, tenendo conto di parametri come numero di tesserati, attività nazionali e internazionali, risultati sportivi, struttura territoriale.
Pianificazione di bilancio per gli enti sportivi
Sul piano della programmazione, federazioni e enti di promozione possono ora calibrare i bilanci pluriennali sapendo che, salvo modifiche legislative, la dotazione minima è garantita a regime dal 2027 in 292,3 milioni complessivi (parte della quota Sport e salute Spa). Questo facilita la pianificazione di investimenti su programmi tecnici, infrastrutture, attività di base. I gruppi sportivi militari e i corpi civili dello Stato beneficiano di una continuità di finanziamento essenziale per le loro attività di alta performance.
Confronto con i finanziamenti precedenti
Le leggi di bilancio precedenti avevano già modulato il comma 630-bis della L. 145/2018, partendo da soglie più basse (negli iniziali progetti del 2019 il floor era 410 milioni). La LB 2026 segna un incremento sostanziale rispetto alla versione vigente nel 2025: più alta quota minima complessiva (440 mln nel 2026, 450 a regime); incremento della quota CONI a regime (da 45 a 55 milioni dal 2027); conferma della quota NADO Italia. La quota Sport e salute resta invariata in valore nominale (385,3 milioni) ma il floor totale aumenta, garantendo maggiore capacità di programmazione su scala pluriennale.
Sintesi
Il comma 737 LB 2026 riscrive il meccanismo di finanziamento del CONI, di Sport e salute Spa e di NADO Italia, ancorandolo al 32% delle entrate IRES, IVA, IRAP e IRPEF del settore sportivo e fissando soglie minime di 440 milioni nel 2026 e 450 milioni a regime dal 2027. La norma rafforza la prevedibilità finanziaria del sistema sportivo nazionale e adegua la quota CONI in vista degli impegni olimpici post-Milano-Cortina 2026. La materia, formalmente classificata come IRPEF/redditi solo per l'aggancio tributario, è in realtà di spesa pubblica per lo sport: la corretta etichettatura sistematica sarebbe CULTURA_TURISMO_SPORT.
Casi pratici applicati
Caso pratico 1 - Federazione Tizio FIT riceve la dotazione 2027
La Federazione Tizio (esempio di federazione sportiva nazionale riconosciuta dal CONI con 200.000 tesserati e attività nazionale e internazionale) riceve nel 2027 la propria quota annuale di finanziamento dalla quota Sport e salute Spa, secondo il nuovo comma 630-ter dell'art. 1 della L. 145/2018 introdotto dal comma 737 LB 2026. Sport e salute Spa, in base ai criteri di riparto deliberati con CONI, alloca alla Federazione Tizio 5 milioni di euro su un totale minimo di 292,3 milioni destinati al settore. La somma copre: contributi ai comitati regionali (1,2 mln), programmi tecnici nazionali (1,5 mln), partecipazione a competizioni internazionali (0,8 mln), formazione tecnici e ufficiali di gara (0,5 mln), funzionamento sede centrale (1 mln). Sul piano fiscale, il trasferimento ricevuto dalla Federazione (ente pubblico non economico riconosciuto ai sensi del D.Lgs. 242/1999 e D.Lgs. 36/2021) gode del regime di non imponibilità ai sensi delle disposizioni applicabili agli enti sportivi nazionali. Il bilancio della Federazione Tizio diventa più prevedibile rispetto al passato grazie al floor di 450 milioni del comma 630-ter.
Caso pratico 2 - Calcolo del trasferimento minimo 2026
Ipotesi: nell'anno 2025 le entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato dai settori sportivi di cui al nuovo comma 630-bis L. 145/2018 (gestione impianti, club sportivi, palestre, altre attività sportive) sono state pari a 1.200 milioni di euro (IRES, IVA, IRAP, IRPEF). Il 32% è pari a 384 milioni. La soglia minima per il 2026 fissata dal comma 737 LB 2026 è 440 milioni. Lo Stato eroga quindi 440 milioni (non 384), integrando la differenza di 56 milioni. La ripartizione: 45 mln al CONI (Tizio, presidente, dispone di queste risorse per attività istituzionali e preparazione olimpica); 7,7 mln a NADO Italia (Caio, direttore, finanzia controlli antidoping in tutto il territorio nazionale); 385,3 mln a Sport e salute Spa (Sempronia, AD, redistribuisce a federazioni e enti per almeno 292,3 mln); 2 mln per oneri commi 634-639. Ipotesi opposta: se nel 2026 le entrate sportive 2025 fossero state 1.500 milioni (32% = 480 mln), lo Stato erogherebbe 480 milioni (oltre il floor), con la quota Sport e salute Spa elevata a 425,3 milioni e quote a CONI, NADO e oneri commi 634-639 invariate.
Domande frequenti
Come viene calcolato il finanziamento di CONI, Sport e salute Spa e NADO Italia secondo il comma 737 LB 2026?
Il comma 737 LB 2026 sostituisce il comma 630-bis dell'art. 1 della L. 30 dicembre 2018, n. 145 con i nuovi commi 630-bis (anno 2026) e 630-ter (a regime dal 2027). Il livello di finanziamento è pari al 32% delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato nell'anno precedente, derivanti dai versamenti di IRES, IVA, IRAP (D.Lgs. 446/1997) e IRPEF in quattro settori di attività: gestione di impianti sportivi; attività di club sportivi; palestre; altre attività sportive. Sono fissate soglie minime complessive di 440 milioni per il 2026 e 450 milioni annui a regime dal 2027. Se il 32% delle entrate del settore risultasse inferiore al floor, lo Stato integra la differenza fino al minimo. Il meccanismo serve a garantire prevedibilità finanziaria al sistema sportivo nazionale anche in caso di contrazione delle entrate tributarie del settore.
Come si ripartiscono i 440 milioni di euro previsti per il 2026?
Per il 2026 (nuovo comma 630-bis L. 145/2018) la ripartizione è: 45 milioni al CONI per funzionamento, attività istituzionali, preparazione olimpica e supporto delegazione italiana; 7,7 milioni a NADO Italia per le attività antidoping; non meno di 385,3 milioni a Sport e salute Spa; 2 milioni per la copertura degli oneri di cui ai commi 634-639 della stessa LB 2026. Della quota Sport e salute Spa, almeno 292,3 milioni sono inizialmente destinati a federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, gruppi sportivi militari, corpi civili dello Stato e associazioni benemerite. La quota effettiva può salire se le entrate del settore sportivo superano i 1.375 milioni (32% x 1.375 = 440). La quota CONI viene utilizzata anche per coprire spese di preparazione olimpica e supporto alle delegazioni italiane.
Cosa cambia dal 2027 rispetto al 2026?
Dal 2027 il nuovo comma 630-ter L. 145/2018 fissa una soglia minima complessiva di 450 milioni annui (incremento di 10 milioni rispetto al 2026). La differenza è allocata integralmente al CONI, la cui quota sale da 45 a 55 milioni annui. Restano invariate: la quota NADO Italia (7,7 milioni); la quota minima a Sport e salute Spa (385,3 milioni); la quota per oneri ex commi 634-639 (2 milioni); la quota minima a federazioni, discipline associate, enti di promozione, gruppi sportivi militari, corpi civili dello Stato e associazioni benemerite (292,3 milioni). L'incremento per il CONI riflette il maggior impegno olimpico in vista dei prossimi cicli e dell'eredità di Milano-Cortina 2026. La struttura a regime garantisce prevedibilità finanziaria pluriennale al movimento sportivo nazionale.
Il comma 737 cambia la tassazione delle società e associazioni sportive?
No. Il riferimento del comma 737 LB 2026 ai tributi IRES, IVA, IRAP e IRPEF e ai settori sportivi serve esclusivamente a determinare la base di calcolo del finanziamento pubblico. Non incide sulle modalità di tassazione di società sportive professionistiche, ASD/SSD, palestre, club sportivi. Per le società sportive continuano ad applicarsi: la disciplina IRES del Titolo II del TUIR (D.P.R. 917/1986), con la nuova art. 86 c. 4 sulla rateizzazione delle plusvalenze sui diritti pluriennali atleti come modificata dai commi 42-43 LB 2026; il regime IVA ordinario o quello speciale forfetario L. 398/1991 per ASD/SSD non lucrative; la disciplina dei compensi sportivi dilettantistici di cui al D.Lgs. 36/2021 (riforma sport). Le imposte calcolate confluiscono nel gettito generale dello Stato e una quota torna al sistema sportivo via Sport e salute Spa.
Chi sono i destinatari finali delle risorse dopo il passaggio attraverso Sport e salute Spa?
Della quota Sport e salute Spa (minimo 385,3 milioni annui), una porzione inizialmente non inferiore a 292,3 milioni è destinata a: federazioni sportive nazionali (FIGC, FIPAV, FIN, FIDAL, ecc.); discipline sportive associate riconosciute dal CONI; enti di promozione sportiva (UISP, CSI, AICS, ACSI, CUSI universitario, ecc.); gruppi sportivi militari (Fiamme Gialle Guardia di Finanza, Carabinieri, Aeronautica Militare, Esercito, Marina, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco); corpi civili dello Stato; associazioni benemerite (Panathlon, AIA arbitri, ecc.). I criteri di riparto sono stabiliti da Sport e salute Spa in accordo con CONI, considerando parametri come numero di tesserati, attività nazionale e internazionale, risultati sportivi, presenza territoriale. La restante parte della quota Sport e salute Spa finanzia attività di base, impiantistica, programmi di salute attraverso lo sport.