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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

La logica: il debitore è chi compra

Quando il fornitore non è stabilito in Italia, il meccanismo ordinario si inverte (art. 17, co. 2, D.P.R. 633/1972): l’italiano che riceve il bene o il servizio deve assolvere lui l’imposta. Tecnicamente in due modi: integrazione della fattura del fornitore UE (che è già un documento valido) o autofattura vera e propria per i fornitori extra-UE. Con la fatturazione elettronica entrambe le strade passano dallo SDI con un tipo documento dedicato, che alimenta anche l’esterometro.

Quale TD usare

Tipo Quando Esempi
TD17 Servizi ricevuti da soggetti esteri (UE: integrazione; extra-UE: autofattura) Consulenza da studio tedesco, licenze software USA, pubblicità Google/Meta (Irlanda)
TD18 Acquisti intracomunitari di beni (merce che arriva da altro Stato UE) Merce da fornitore francese con trasporto in Italia
TD19 Beni già presenti in Italia ceduti da fornitore non residente (art. 17, co. 2) Acquisto da deposito italiano di un fornitore olandese; beni estratti da deposito IVA

La distinzione TD18/TD19 è il punto dove si sbaglia di più: conta dove si trova il bene al momento della cessione. Se la merce parte da un magazzino italiano del fornitore estero non è un acquisto intracomunitario: è TD19. Per le importazioni con bolletta doganale, invece, non si trasmette nulla: l’IVA è assolta in dogana.

Termini e registrazione

Il documento va trasmesso allo SDI entro il 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura estera (acquisti UE) o di effettuazione dell’operazione (extra-UE). L’annotazione segue il doppio registro del reverse charge: a debito nel registro vendite (con riferimento al mese di ricezione, per far confluire l’imposta nella liquidazione giusta) e a credito nel registro acquisti. Per il soggetto con piena detraibilità il saldo è zero; l’IVA diventa un costo reale solo con pro-rata o indetraibilità specifiche.

Se la fattura del fornitore UE non arriva entro il secondo mese successivo all’operazione, scatta l’obbligo di autofattura-denuncia entro il 15 del terzo mese (tipo documento TD20 per le fattispecie di regolarizzazione).

Le sanzioni

L’omessa o tardiva trasmissione dei dati delle operazioni estere sconta la sanzione di 2 euro per fattura, con tetto di 400 euro al mese (dimezzabile se si rimedia entro 15 giorni). Ma attenzione: se oltre alla comunicazione manca anche l’assolvimento dell’imposta (integrazione non fatta), si entra nelle sanzioni sostanziali del reverse charge — in misura fissa se l’imposta era detraibile, proporzionale negli altri casi. Il ravvedimento operoso resta la via d’uscita standard.

Esempio pratico

  • Alfa S.r.l. a giugno riceve: la fattura di Meta Ireland per 1.000 euro di pubblicità (TD17, integrazione con IVA 22%: 220 a debito e 220 in detrazione), un carico di componenti dalla Polonia per 15.000 (TD18) e merce comprata dal magazzino di Bologna di un fornitore svizzero (TD19). Tutti e tre i documenti partono per lo SDI entro il 15 luglio e confluiscono nella liquidazione di giugno. Costo IVA effettivo: zero, avendo Alfa piena detraibilità.

Domande frequenti

Il forfettario deve fare TD17/TD18/TD19?

Sì: dal 2024 anche i forfettari sono nell’obbligo di fatturazione elettronica e per gli acquisti esteri devono integrare/autofatturare e versare l’IVA entro il 16 del mese successivo — senza detrazione. È uno dei costi nascosti degli acquisti esteri in regime forfettario.

Serve ancora l’Intrastat acquisti?

Gli elenchi Intrastat degli acquisti di beni (e dei servizi ricevuti) restano dovuti ai fini statistici sopra le soglie mensili (350.000 euro trimestrali per i beni ai fini fiscali semplificati): la trasmissione TD non li sostituisce.

Posso fare un TD17 cumulativo mensile?

La prassi ammette documenti riepilogativi per fatture dello stesso fornitore nel mese, purché la liquidazione dell’imposta resti corretta; la via maestra resta un documento per fattura, che facilita i controlli incrociati.

Da leggere insieme

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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