Autore: Andrea Marton

  • Art. 172 c.p.: Estinzione delle pene della reclusione e della mu

    Art. 172 c.p.: Estinzione delle pene della reclusione e della mu

    Art. 172 c.p. – Estinzione delle pene della reclusione e della multa per decorso del tempo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La pena della reclusione si estingue col decorso di un tempo pari al doppio della pena inflitta e, in ogni caso, non superiore a trenta e non inferiore a dieci anni.

    La pena della multa si estingue nel termine di dieci anni.

    Quando, congiuntamente alla pena della reclusione, è inflitta la pena della multa, per l’estinzione dell’una e dell’altra pena si ha riguardo soltanto al decorso del tempo stabilito per la reclusione.

    Il termine decorre dal giorno in cui la condanna è divenuta irrevocabile, ovvero dal giorno in cui il condannato si è sottratto volontariamente alla esecuzione già iniziata della pena.

    Se l’esecuzione della pena è subordinata alla scadenza di un termine o al verificarsi di una condizione, il tempo necessario per la estinzione della pena decorre dal giorno in cui il termine è scaduto o la condizione si è verificata.

    Nel caso di concorso di reati si ha riguardo, per l’estinzione della pena, a ciascuno di essi, anche se le pene sono state inflitte con la medesima sentenza.

    L’estinzione delle pene non ha luogo, se si tratta di recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, o di delinquenti abituali, professionali o per tendenza; ovvero se il condannato, durante il tempo necessario per l’estinzione della pena, riporta una condanna alla reclusione per un delitto della stessa indole.

  • Art. 173 c.p.: Estinzione delle pene dell’arresto e dell’ammenda

    Art. 173 c.p.: Estinzione delle pene dell’arresto e dell’ammenda

    Art. 173 c.p. – Estinzione delle pene dell’arresto e dell’ammenda per decorso del tempo

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Le pene dell’arresto e dell’ammenda si estinguono nel termine di cinque anni. Tale termine è raddoppiato se si tratta di recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, ovvero di delinquenti abituali, professionali o per tendenza.

    Se, congiuntamente alla pena dell’arresto, è inflitta la pena dell’ammenda, per l’estinzione dell’una e dell’altra pena si ha riguardo soltanto al decorso del termine stabilito per l’arresto.

    Per la decorrenza del termine si applicano le disposizioni del terzo, quarto e quinto capoverso dell’articolo precedente.

  • Articolo 174 Codice Penale: Indulto e grazia

    Articolo 174 Codice Penale: Indulto e grazia

    Art. 174 c.p. – Indulto e grazia

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    L’indulto o la grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta, o la commuta in un’altra specie di pena stabilita dalla legge. Non estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna.

    Nel concorso di più reati, l’indulto si applica una sola volta, dopo cumulate le pene, secondo le norme concernenti il concorso dei reati.

    Si osservano, per l’indulto, le disposizioni contenute nei tre ultimi capoversi dell’articolo 151.

  • Art. 175 c.p.: Non menzione della condanna nel certificato del c

    Art. 175 c.p.: Non menzione della condanna nel certificato del c

    Art. 175 c.p. – Non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Se, con una prima condanna, è inflitta una pena detentiva non superiore a due anni, ovvero una pena pecuniaria non superiore a un milione, il giudice, avuto riguardo alle circostanze indicate nell’articolo 133, può ordinare in sentenza che non sia fatta menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, spedito a richiesta di privati, non per ragione di diritto elettorale.

    La non menzione della condanna può essere altresì concessa quando è inflitta congiuntamente una pena detentiva non superiore a due anni ed una pena pecuniaria che, ragguagliata a norma dell’articolo 135 e cumulata alla pena detentiva, priverebbe complessivamente il condannato della libertà personale per un tempo non superiore a trenta mesi.

    La non menzione della condanna può essere concessa anche in caso di condanna a pena sostitutiva di una pena detentiva, entro i limiti di pena di cui al primo e al secondo comma.

    Se il condannato commette successivamente un delitto, l’ordine di non fare menzione della condanna precedente è revocato.

    COMMA ABROGATO DALLA L. 7 FEBBRAIO 1990, N. 19.

  • Articolo 176 Codice Penale: Liberazione condizionale

    Articolo 176 Codice Penale: Liberazione condizionale

    Art. 176 c.p. – Liberazione condizionale

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Il condannato a pena detentiva che, durante il tempo di esecuzione della pena, abbia tenuto un comportamento tale dal far ritenere sicuro il suo ravvedimento, può essere ammesso alla liberazione condizionale, se ha scontato almeno trenta mesi e comunque almeno metà della pena inflittagli, qualora il rimanente della pena non superi i cinque anni.

    Se si tratta di recidivo, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, il condannato, per essere ammesso alla liberazione condizionale, deve avere scontato almeno quattro anni di pena e non meno di tre quarti della pena inflittagli.

    Il condannato all’ergastolo può essere ammesso alla liberazione condizionale quando abbia scontato almeno ventisei anni di pena .

    La concessione della liberazione condizionale è subordinata all’adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo che il condannato dimostri di trovarsi nell’impossibilità di adempierle.

  • Art. 177 c.p.: Revoca della liberazione condizionale o estinzion

    Art. 177 c.p.: Revoca della liberazione condizionale o estinzion

    Art. 177 c.p. – Revoca della liberazione condizionale o estinzione della pena

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Nei confronti del condannato ammesso alla liberazione condizionale resta sospesa la esecuzione della misura di sicurezza detentiva cui il condannato stesso sia stato sottoposto con la sentenza di condanna o con un provvedimento successivo. La liberazione condizionale è revocata, se la persona liberata commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole, ovvero trasgredisce agli obblighi inerenti alla libertà vigilata, disposta a termini dell’articolo 230, n. 2. In tal caso, il tempo trascorso in libertà condizionale non è computato nella durata della pena e il condannato non può essere riammesso alla liberazione condizionale.

    Decorso tutto il tempo della pena inflitta, ovvero cinque anni dalla data del provvedimento di liberazione condizionale, se trattasi di condannato all’ergastolo, senza che sia intervenuta alcuna causa di revoca, la pena rimane estinta e sono revocate le misure di sicurezza personali, ordinate dal giudice con la sentenza di condanna o con provvedimento successivo.

  • Articolo 178 Codice Penale: Riabilitazione

    Articolo 178 Codice Penale: Riabilitazione

    Art. 178 c.p. Riabilitazione

    In vigore dal 1° luglio 1931

    La riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga altrimenti.(1)

  • Articolo 179 Codice Penale: Condizioni per la riabilitazione

    Articolo 179 Codice Penale: Condizioni per la riabilitazione

    Art. 179 c.p. – Condizioni per la riabilitazione

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    La riabilitazione è conceduta quando siano decorsi almeno tre anni dal giorno in cui la pena principale sia stata eseguita o siasi in altro modo estinta, e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.

    Il termine è di almeno otto anni se si tratta di recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99.

    Il termine è di dieci anni se si tratta di delinquenti abituali, professionali o per tendenza e decorre dal giorno in cui sia stato revocato l’ordine di assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro.

    Qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena ai sensi dell’articolo 163, primo, secondo e terzo comma, il termine di cui al primo comma decorre dallo stesso momento dal quale decorre il termine di sospensione della pena.

    Qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena ai sensi del quarto comma dell’articolo 163, la riabilitazione è concessa allo scadere del termine di un anno di cui al medesimo quarto comma, purché sussistano le altre condizioni previste dal presente articolo.

    La riabilitazione non può essere conceduta quando il condannato:

    1° sia stato sottoposto a misura di sicurezza, tranne che si tratti di espulsione dello straniero dallo Stato ovvero di confisca, e il provvedimento non sia stato revocato;

    2° non abbia adempiuto le obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo che dimostri di trovarsi nella impossibilità di adempierle.

    La riabilitazione concessa a norma dei commi precedenti non produce effetti sulle pene accessorie perpetue. Decorso un termine non inferiore a sette anni dalla riabilitazione, la pena accessoria perpetua è dichiarata estinta, quando il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta .

  • Articolo 180 Codice Penale: Revoca della sentenza di riabilitazione

    Articolo 180 Codice Penale: Revoca della sentenza di riabilitazione

    Art. 180 c.p. Revoca della sentenza di riabilitazione

    In vigore dal 1° luglio 1931

    La sentenza di riabilitazione è revocata di diritto se la persona riabilitata commette entro sette anni (1) un delitto non colposo, per il quale sia inflitta la pena della reclusione per un tempo non inferiore a due anni (1) od un’altra pena più grave.

  • Art. 181 c.p.: Riabilitazione nel caso di condanna all’estero

    Art. 181 c.p.: Riabilitazione nel caso di condanna all’estero

    Art. 181 c.p. – Riabilitazione nel caso di condanna all’estero

    Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

    Le disposizioni relative alla riabilitazione si applicano anche nel caso di sentenze straniere di condanna, riconosciute a norma dell’articolo 12.

  • Art. 182 c.p.: Effetti delle cause di estinzione del reato o del

    Art. 182 c.p.: Effetti delle cause di estinzione del reato o del

    Art. 182 c.p. Effetti delle cause di estinzione del reato o della pena

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Salvo che la legge disponga altrimenti, l’estinzione del reato o della pena ha effetto soltanto per coloro ai quali la causa di estinzione si riferisce.

  • Articolo 183 Codice Penale: Concorso di cause estintive

    Articolo 183 Codice Penale: Concorso di cause estintive

    Art. 183 c.p. Concorso di cause estintive

    In vigore dal 1° luglio 1931

    Le cause di estinzione del reato o della pena operano nel momento in cui esse intervengono.

    Nel concorso di una causa che estingue il reato con una causa che estingue la pena, prevale la causa che estingue il reato, anche se è intervenuta successivamente.

    Quando intervengono in tempi diversi più cause di estinzione del reato o della pena, la causa antecedente estingue il reato o la pena, e quelle successive fanno cessare gli effetti che non siano ancora estinti in conseguenza della causa antecedente.

    Se più cause intervengono contemporaneamente, la causa più favorevole opera l’estinzione del reato o della pena; ma anche in tal caso, per gli effetti che non siano estinti in conseguenza della causa più favorevole, si applica il capoverso precedente.