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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 901 c.c. Luci

In vigore

Le luci che si aprono sul fondo del vicino devono: 1) essere munite di un’inferriata idonea a garantire la sicurezza del vicino e di una grata fissa in metallo le cui maglie non siano maggiori di tre centimetri quadrati; 2) avere il lato inferiore a un’altezza non minore di due metri e mezzo dal pavimento o dal suolo del luogo al quale si vuole dare luce e aria, se esse sono al piano terreno, e non minore di due metri se sono ai piani superiori; 3) avere il lato inferiore a un’altezza non minore di due metri e mezzo dal suolo del fondo vicino, a meno che si tratti di locale che sia in tutto o in parte a livello inferiore al suolo del vicino e la condizione dei luoghi non consenta di osservare l’altezza stessa.

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • Cosa sono le luci: aperture nel muro che lasciano passare aria e luce ma non consentono di affacciarsi sul fondo del vicino.
  • Inferriata e grata: la luce sul fondo altrui richiede inferriata idonea alla sicurezza del vicino e grata fissa in metallo con maglie non superiori a tre centimetri quadrati.
  • Altezza dal pavimento: il lato inferiore della luce deve stare ad almeno 2,5 metri dal pavimento del locale al piano terreno e ad almeno 2 metri ai piani superiori.
  • Altezza dal suolo del vicino: il lato inferiore della luce deve stare ad almeno 2,5 metri dal suolo del fondo confinante, salvo locali interrati o seminterrati in cui i luoghi non lo consentano.
  • Funzione del requisito: i caratteri di luce ex art. 901 c.c. servono a impedire l'affaccio e a tutelare la riservatezza e la sicurezza del proprietario del fondo vicino.
  • Rapporto con la veduta: l'apertura priva di tali caratteri, se permette di affacciarsi, viene riqualificata come veduta soggetta agli artt. 905-906 c.c.

Cosa sono le luci e a cosa servono i caratteri tecnici

L'art. 901 c.c. disciplina le cosiddette luci, cioe quelle aperture praticate nel muro che hanno la sola funzione di lasciar passare aria e luce dall'esterno verso un locale interno, senza pero consentire al proprietario del muro di affacciarsi sul fondo confinante. Si tratta di una figura intermedia tra il muro pieno e la veduta vera e propria: la legge la ammette anche quando il muro si trova al confine, ma a condizione che vengano rispettati requisiti tecnici precisi, finalizzati a tutelare la riservatezza, la sicurezza e l'integrita del fondo del vicino. Se quegli stessi caratteri non vengono rispettati e l'apertura permette di sporgersi e guardare, l'art. 902 c.c. consente al vicino di pretenderne la regolarizzazione o, in alternativa, fa ricadere l'apertura nella disciplina, ben piu rigorosa, degli artt. 905 e 906 c.c. sulle vedute.

Il primo requisito riguarda l'inferriata: deve essere idonea a garantire la sicurezza del vicino, ovvero deve impedire che persone o oggetti possano essere lanciati o passare attraverso l'apertura verso il fondo confinante. Ad essa si aggiunge una grata fissa metallica con maglie non superiori a tre centimetri quadrati: la fissita esclude che la grata possa essere rimossa con un semplice gesto, e la dimensione contenuta delle maglie impedisce di introdurre la mano o oggetti voluminosi. Tizio, proprietario di un magazzino al confine con il fondo di Caio, che voglia aprire una luce per illuminare il locale, deve quindi installare entrambi i presidi, non potendo limitarsi a una sola griglia decorativa o a una rete a maglia larga.

Le due soglie di altezza: dal pavimento e dal suolo del vicino

L'art. 901 c.c. impone una doppia misurazione dell'altezza del lato inferiore della luce. La prima soglia si calcola dall'interno: il bordo basso dell'apertura deve trovarsi ad almeno 2,5 metri dal pavimento del locale al piano terreno, e ad almeno 2 metri ai piani superiori. La ratio e impedire che la persona che si trovi all'interno possa, semplicemente stando in piedi, sporgere il capo e guardare fuori: la luce serve a illuminare, non a permettere di affacciarsi. La seconda soglia si calcola invece dall'esterno, lato vicino: il lato inferiore della luce deve stare ad almeno 2,5 metri dal suolo del fondo confinante, per evitare che qualcuno, salendo dal lato del vicino, possa facilmente raggiungere l'apertura.

La norma prevede pero una deroga ragionevole per i locali in tutto o in parte interrati: se il locale di Tizio e seminterrato e il suolo di Caio si trova piu in alto rispetto al pavimento di Tizio, puo essere materialmente impossibile rispettare i 2,5 metri dal lato esterno; in tal caso la condizione dei luoghi consente di derogare alla misura, purche restino fermi gli altri requisiti (inferriata, grata, altezza dal pavimento). E' una clausola di buon senso che evita di rendere impraticabile la luce nei piani cantinati o nei locali pertinenziali sotto strada.

Il valore tecnico-applicativo: distinguere luce e veduta

Il vero cuore dell'art. 901 c.c. e la distinzione tra luce e veduta. La giurisprudenza chiarisce ripetutamente che il discrimine non e l'intenzione del proprietario, ma il dato oggettivo: se dall'apertura, anche con qualche modesto sforzo, ci si puo affacciare e guardare verso il fondo del vicino, si esce dall'ambito dell'art. 901 c.c. e si entra in quello degli artt. 905-906 c.c. Per questo i requisiti tecnici non sono formalita burocratiche: la grata fissa, le maglie strette, le altezze minime hanno tutte la stessa funzione, ovvero rendere fisicamente impossibile l'affaccio. Un'apertura sprovvista di grata, o con una grata removibile, o posta troppo in basso rispetto al pavimento, non e una luce irregolare: e una veduta de facto, che il vicino puo contestare invocando le distanze legali di 1,5 metri o 0,75 metri.

Caio, proprietario del fondo confinante, che si accorge che Tizio ha aperto nel muro al confine una finestra schermata solo da una zanzariera, posta a 1,7 metri dal pavimento interno, puo agire in giudizio: non per chiedere la chiusura, ma per ottenere la messa in conformita dell'apertura ai caratteri di luce, ovvero, in alternativa, per far accertare che si tratta di veduta abusiva da arretrare alla distanza di legge. Sempronio, geometra che progetta una ristrutturazione, deve quindi verificare in fase progettuale ogni singola apertura sul confine: misurare le altezze, prescrivere grate fisse a maglia stretta e documentarle in tavola, perche le conseguenze di un errore tecnico possono essere la demolizione o la trasformazione dell'opera.

Aspetti pratici: condominio, ristrutturazioni e ammissibilita

Nei contesti condominiali e di edilizia urbana, le luci ex art. 901 c.c. sono frequentissime: vani scala, bagni ciechi, ripostigli, cantine, locali tecnici sono spesso illuminati e aerati da aperture sul confine, perche internamente al lotto non c'e cortile sufficiente. La regola tecnica garantisce convivenza: il proprietario puo godere di un minimo di luce e ricambio d'aria senza invadere la sfera del vicino. Tuttavia, la luce non da diritto a mantenere quell'apertura per sempre: il vicino conserva la facolta di costruire in aderenza, di alzare il proprio fabbricato, di acquistare la comunione del muro e, in tali ipotesi, l'apertura puo essere lecitamente occlusa senza che il proprietario possa pretendere indennizzo.

Mevia, che intende vendere un appartamento con un piccolo ripostiglio illuminato da una luce sul confine, deve quindi rappresentare chiaramente all'acquirente che quell'apertura e di tolleranza, condizionata al rispetto dei caratteri ex art. 901 c.c. e revocabile di fatto se il vicino edifica. In sede di progetto, l'ingegnere o l'architetto incaricato deve documentare la conformita: dimensione delle maglie, fissita della grata, altezze dal pavimento e dal suolo del fondo finitimo. Una progettazione attenta evita contenziosi e, soprattutto, evita di trasformare in veduta abusiva un'apertura nata come semplice presidio di aerazione.

Domande frequenti

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