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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 660 c.p.p. – Esecuzione delle pene pecuniarie

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Le condanne a pena pecuniaria sono eseguite nei modi stabiliti dalle leggi e dai regolamenti (181 att.).

2. Quando è accertata la impossibilità di esazione della pena pecuniaria o di una rata di essa, il pubblico ministero trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza competente per la conversione, il quale provvede previo accertamento dell’effettiva insolvibilità del condannato (182 att.; 30 reg.) e, se ne è il caso, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria (534). Se la pena è stata rateizzata, è convertita la parte non ancora pagata.

3. In presenza di situazioni di insolvenza, il magistrato di sorveglianza può disporre la rateizzazione della pena a norma dell’art. 133 ter c.p., se essa non è stata disposta con la sentenza di condanna ovvero può differire la conversione per un tempo non superiore a sei mesi. Alla scadenza del termine fissato, se lo stato di insolvenza perdura, è disposto un nuovo differimento, altrimenti è ordinata la conversione. Ai fini della estinzione della pena per decorso del tempo, non si tiene conto del periodo durante il quale l’esecuzione è stata differita.

4. Con l’ordinanza che dispone la conversione, il magistrato di sorveglianza determina le modalità delle sanzioni conseguenti in osservanza delle norme vigenti.

5. Il ricorso contro l’ordinanza di conversione ne sospende l’esecuzione.

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • Le pene pecuniarie sono eseguite secondo le norme vigenti, con responsabilità del PM e del magistrato di sorveglianza
  • Se accertata l'impossibilità di esazione, il PM comunica gli atti al magistrato di sorveglianza competente per la conversione
  • Il magistrato verifica l'effettiva insolvibilità del condannato prima di ordinare la conversione
  • Il magistrato può disporre la rateizzazione della pena o differire la conversione fino a sei mesi
  • Durante il periodo di differimento, l'esecuzione è sospesa e non si conta per l'estinzione della pena per decorso del tempo

Le pene pecuniarie sono eseguite secondo le leggi applicabili. Se impossibile riscuoterle, il magistrato di sorveglianza può convertirle o differire l'esecuzione.

Ratio

L'articolo 660 c.p.p. realizza il principio costituzionale della personalità della pena (art. 27 Cost.), vietando di far gravare le conseguenze penali della condanna su soggetti diversi dal responsabile. Esso affronta il problema pratico dell'insolvenza: una persona condannata a una multa non sempre ha mezzi economici per pagarla. Permettere solo la detenzione sarebbe sproporzionato; la legge autorizza pertanto la conversione in una pena detentiva più ragionevole, previa verifica dell'insolvibilità effettiva.

Analisi

Il comma 1 stabilisce il principio generale: le pene pecuniarie si eseguono secondo le modalità ordinarie della riscossione (assegno, bonifico, decreto ingiuntivo presso l'ufficio di esecuzione). Il comma 2 introduisce il meccanismo di conversione: accertata l'impossibilità di esazione (non il semplice rifiuto, ma l'effettiva mancanza di mezzi), il PM trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza competente, il quale provvede alla conversione della pena pecuniaria in pena detentiva, previa verifica dell'insolvibilità effettiva del condannato e, se rilevante, della persona civilmente obbligata. Il comma 3 prevede due alternative al magistrato di sorveglianza: disporre la rateizzazione della pena (se non già disposta in sentenza) oppure differire la conversione per un massimo di sei mesi. Trascorso il differimento, se l'insolvenza persiste, il magistrato ordina la conversione. Il comma 4 richiede che il magistrato, con ordinanza, determini le modalità delle sanzioni conseguenti secondo la legge. Il comma 5 consente il ricorso contro l'ordinanza di conversione, che ne sospende automaticamente l'esecuzione.

Quando si applica

Tizio è condannato a pagare una multa di diecimila euro per una violazione di legge. Inizialmente paga regolarmente alcune rate mensili, poi cessa i versamenti per vera insolvenza (perdita di lavoro). Il PM trasmette il fascicolo al magistrato di sorveglianza, il quale accerta che Tizio non ha patrimonio né fonti di reddito. Il magistrato converte la multa in una pena detentiva di due mesi. Caio è condannato a una pena pecuniaria di ventimila euro ma chiede di pagarla in rate. Il magistrato di sorveglianza, verificata la situazione economica, dispone una rateizzazione mensile di cinquecento euro per quaranta mesi. Se Caio non paga due rate consecutivamente, il magistrato può procedere a nuova valutazione dell'insolvenza e eventualmente convertire la quota non pagata.

Connessioni

L'articolo 660 c.p.p. si collega all'articolo 133 ter del codice penale (rateizzazione), all'articolo 133-bis c.p. (criteri di determinazione delle pene), all'articolo 72 della legge penitenziaria (esecuzione delle pene), al regolamento di esecuzione (D.Lgs. 15 maggio 1997, n. 165), e ai principi di proporzionalità e personalità della pena sanciti dalla Costituzione e dalla Cedu.

Domande frequenti

Se non riesco a pagare una multa per mancanza di soldi, cosa succede?

Il pubblico ministero segnala l'impossibilità di pagamento al magistrato di sorveglianza. Se l'insolvenza è accertata, il magistrato può convertire la multa in una pena carceraria più breve e proporzionata, oppure differire l'esecuzione fino a sei mesi per darti tempo di trovare fondi.

Cosa significa 'insolvibilità effettiva' e chi la verifica?

Significa che non hai patrimonio o reddito sufficiente per pagare. Il magistrato di sorveglianza verifica l'insolvibilità valutando la tua situazione economica documentata (conto corrente, dichiarazione dei redditi, beni intestati), non il semplice rifiuto di pagamento.

Posso chiedere di pagare a rate anziché di stare in carcere?

Sì. Se la sentenza non ha già disposto la rateizzazione, puoi chiedere al magistrato di sorveglianza di ordinarla. Il magistrato valuta la tua situazione economica e può decidere di rateizzare la pena anziché convertirla.

Se il magistrato differisce la conversione per sei mesi, quel tempo conta per l'estinzione della pena?

No. Durante il periodo di differimento, non si conta il tempo ai fini dell'estinzione della pena per decorso del tempo. Inizia a contare solo quando il magistrato ordina la conversione in pena detentiva.

Posso ricorrere se il magistrato converte la mia multa in carcere?

Sì, puoi ricorrere contro l'ordinanza di conversione davanti al giudice competente. Il ricorso sospende automaticamente l'esecuzione dell'ordinanza. Puoi contestare l'errore nella verifica dell'insolvenza o richiedere altre misure (ad esempio, una rateizzazione aggiuntiva).

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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