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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 571 c.c. Concorso di genitori o ascendenti con fratelli e sorelle

In vigore

e sorelle Se coi genitori o con uno soltanto di essi concorrono fratelli e sorelle germani del defunto, tutti sono ammessi alla successione del medesimo per capi, purché in nessun caso la quota, in cui succedono i genitori o uno di essi, sia minore della metà. Se vi sono fratelli e sorelle unilaterali, ciascuno di essi consegue la metà della quota che consegue ciascuno dei germani o dei genitori, salva in ogni caso la quota della metà in favore di questi ultimi. Se entrambi i genitori non possono o non vogliono venire alla successione e vi sono ulteriori ascendenti, a questi ultimi si devolve, nel modo determinato dall’articolo 569, la quota che sarebbe spettata a uno dei genitori in mancanza dell’altro.

In sintesi

  • Quando con i genitori (o uno solo) concorrono fratelli e sorelle germani, tutti succedono per capi.
  • La quota dei genitori non può mai essere inferiore alla metà dell'asse.
  • I fratelli unilaterali prendono la metà della quota dei germani o dei genitori.
  • Se entrambi i genitori non possono o non vogliono accettare, agli ulteriori ascendenti spetta la quota mancante (art. 569 c.c.).
  • La disciplina è un cardine del concorso tra ascendenti diretti e collaterali nella successione legittima.

La logica del concorso

L'art. 571 c.c. regola una delle situazioni più frequenti nella successione legittima: il concorso tra genitori e fratelli del defunto privo di prole. La norma costruisce un meccanismo a tutela della linea ascendente diretta: i genitori non possono mai ricevere meno della metà dell'asse, indipendentemente dal numero dei fratelli concorrenti. Si tratta di una garanzia minima quantitativa che esprime la centralità del rapporto genitoriale anche dopo che la successione si è aperta per la morte del figlio.

Divisione per capi e tetto della metà

Quando coi genitori (o con uno solo) concorrono fratelli germani, tutti partecipano per capi, cioè in parti uguali. La regola subisce però una correzione fondamentale: la quota dei genitori, complessivamente considerati, non può scendere sotto il 50% dell'eredità. Tizio muore senza prole e lascia il padre Caio, la madre Mevia e quattro fratelli germani: la divisione per capi attribuirebbe 1/6 a ciascuno (totale genitori 2/6, fratelli 4/6). La correzione opera elevando la quota dei genitori a 1/2 (1/4 ciascuno) e i fratelli si dividono il restante 1/2 in parti uguali (1/8 ciascuno).

Fratelli unilaterali e doppio criterio

I fratelli unilaterali prendono la metà della quota spettante a ciascun germano o a ciascun genitore, ferma in ogni caso la garanzia della metà a favore dei genitori. Si applica il criterio delle quote ideali: 2 quote a genitori e germani, 1 quota agli unilaterali. Per Tizio defunto, lasciando la madre Mevia, un fratello germano Caio e un fratello unilaterale Sempronio, le quote ideali sono 5 (2+2+1) ma la madre non può prendere meno di metà: la metà va a Mevia, l'altra metà si divide tra Caio (2/3) e Sempronio (1/3), ovvero 1/3 e 1/6 sull'intero.

Mancanza dei genitori e ulteriori ascendenti

Il terzo comma disciplina l'ipotesi in cui entrambi i genitori non possano o non vogliano succedere (premorienza, indegnità, rinuncia). In tal caso la quota che sarebbe spettata a uno dei genitori si devolve agli ulteriori ascendenti secondo il meccanismo dell'art. 569 c.c. (metà alla linea paterna, metà alla materna; il più prossimo esclude il più remoto). La norma assicura continuità della linea ascendente nella successione, evitando che l'intero asse defluisca ai collaterali.

Coordinamento e rappresentazione

L'art. 571 c.c. va coordinato con l'art. 467 c.c. sulla rappresentazione: ai discendenti del fratello premorto spetta la quota che sarebbe spettata al loro ascendente. La rappresentazione, però, non altera il principio della quota minima dei genitori, che resta fissata alla metà. La giurisprudenza ha confermato che il calcolo delle quote ai fratelli (e ai loro rappresentanti) si esegue sempre sulla parte residua dopo la riserva del 50% in favore degli ascendenti.

Domande frequenti

Come si divide l'eredità tra genitori e fratelli secondo l'art. 571 c.c.?

Tutti succedono per capi, ma la quota complessiva dei genitori (o del genitore superstite) non può mai essere inferiore alla metà dell'asse ereditario. Sulla restante metà si divide in parti uguali tra i fratelli.

Cosa succede se ci sono fratelli unilaterali insieme ai genitori?

Si applica il criterio delle quote ideali: 2 quote a ciascun genitore e a ciascun germano, 1 quota a ciascun unilaterale. Resta ferma la garanzia della metà a favore dei genitori, che opera come tetto inderogabile.

Se uno dei due genitori non vuole o non può accettare, cosa accade?

Se rinuncia o non può accettare uno solo dei due genitori, l'altro non riceve automaticamente la quota dell'altro: la parte vacante si ridistribuisce secondo le regole generali. Se entrambi rinunciano, subentrano gli ulteriori ascendenti ex art. 569 c.c.

I nipoti del fratello premorto partecipano al concorso con i genitori?

Sì, per rappresentazione (art. 467 c.c.) i discendenti del fratello premorto subentrano nella quota che sarebbe spettata al loro ascendente, sempre rispettando la quota minima della metà riservata ai genitori.

Esempio pratico: Tizio muore lasciando la madre e tre fratelli germani. Come si divide l'asse?

La madre Caia prende la metà dell'asse (1/2). I tre fratelli si dividono in parti uguali l'altra metà, ricevendo ciascuno 1/6 dell'eredità.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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