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Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • L'accertata permanente inidoneita psicofisica al servizio legittima l'amministrazione a risolvere il rapporto di lavoro.
  • Un regolamento attuativo disciplina la procedura di verifica dell'idoneita, anche su iniziativa della PA.
  • In caso di pericolo per l'incolumita propria o altrui, e prevista la sospensione cautelare in attesa della visita.
  • La mancata presentazione ingiustificata alla visita di idoneita comporta anch'essa la sospensione cautelare.
  • Il rifiuto reiterato di sottoporsi alla visita autorizza la risoluzione del rapporto di lavoro.
  • La norma bilancia tutela del lavoratore, salute degli utenti e continuita dei servizi pubblici.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 55 octies D.Lgs. 165/2001 (TUPI) – Articolo

In vigore dal 9/5/2001

((

1. Nel caso di accertata permanente inidoneità psicofisica al servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 2, l'amministrazione può risolvere il rapporto di lavoro. Con regolamento da emanarsi, ai sensi dell' articolo 17, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988, n. 400 , sono disciplinati, per il personale delle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, nonché degli enti pubblici non economici: a) la procedura da adottare per la verifica dell'idoneità al servizio, anche ad iniziativa dell'Amministrazione; b) la possibilità per l'amministrazione, nei casi di pericolo per l'incolumità del dipendente interessato nonché per la sicurezza degli altri dipendenti e degli utenti, di adottare provvedimenti di sospensione cautelare dal servizio, in attesa dell'effettuazione della visita di idoneità, nonché nel caso di mancata presentazione del dipendente alla visita di idoneità, in assenza di giustificato motivo; c) gli effetti sul trattamento giuridico ed economico della sospensione di cui alla lettera b), nonché il contenuto e gli effetti dei provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in seguito all'effettuazione della visita di idoneità; d) la possibilità, per l'amministrazione, di risolvere il rapporto di lavoro nel caso di reiterato rifiuto, da parte del dipendente, di sottoporsi alla visita di idoneità. ))

L'art. 55-octies del TUPI disciplina una delle ipotesi piu delicate di estinzione del rapporto di pubblico impiego: l'inidoneita psicofisica permanente al servizio. La norma, riscritta dal D.Lgs. 150/2009 e successivamente integrata, ha lo scopo di consentire all'amministrazione di tutelare la propria efficienza organizzativa e la sicurezza degli utenti e degli altri dipendenti, senza pero abdicare alle garanzie del lavoratore in tema di accertamento medico-legale.

Inquadramento e presupposti

L'inidoneita rilevante e quella permanente: una condizione patologica - fisica o psichica - irreversibile o comunque non suscettibile di miglioramento prevedibile, che impedisce in modo strutturale lo svolgimento delle mansioni. Si distingue dall'inidoneita temporanea, che genera assenza per malattia, e dall'inidoneita parziale, che obbliga la PA a verificare la possibilita di reimpiego in mansioni equivalenti o inferiori prima di risolvere il rapporto. La giurisprudenza di legittimita ha piu volte ribadito l'obbligo di repechage anche nel pubblico impiego, sebbene declinato secondo i vincoli organizzativi propri della PA.

Procedura di verifica

La norma rinvia a un regolamento ex art. 17, comma 1, lett. b), L. 400/1988 per la disciplina di dettaglio (D.P.R. 171/2011 per le amministrazioni statali e gli enti pubblici non economici). La verifica puo essere attivata d'ufficio dall'amministrazione o su richiesta del dipendente; e affidata alla Commissione medica di verifica del Ministero dell'economia o, per il personale del SSN, alle commissioni mediche di verifica delle ASL. L'esito puo essere: idoneita piena, idoneita con limitazioni, inidoneita temporanea, inidoneita permanente parziale (mansioni diverse), inidoneita permanente assoluta (risoluzione).

Sospensione cautelare

La lettera b) del comma 1 autorizza la PA a sospendere cautelarmente il dipendente dal servizio in due ipotesi: (a) pericolo per l'incolumita del dipendente stesso, degli altri dipendenti o degli utenti - ipotesi tipica nelle aree sanitarie, scolastiche o di pubblica sicurezza; (b) mancata presentazione ingiustificata alla visita di idoneita. La sospensione e provvisoria, in attesa dell'esito della verifica medica, e produce effetti sul trattamento giuridico ed economico secondo quanto previsto dal regolamento attuativo (di norma con assegno alimentare).

Effetti del rifiuto di sottoporsi alla visita

La lettera d) chiude il cerchio: il rifiuto reiterato del dipendente di presentarsi alla visita di idoneita legittima la risoluzione del rapporto di lavoro. Si tratta di una sanzione tipica, di natura organizzativa piu che disciplinare, perche colpisce un comportamento incompatibile con l'esercizio dei poteri datoriali di verifica. Il professionista che assiste il dipendente deve dunque valutare attentamente la posizione del proprio assistito: un rifiuto strumentale, anche se motivato da diffidenza verso la commissione, espone alla perdita del posto senza possibilita di reintegra.

Tutela del dipendente e diritto al repechage

Prima di risolvere il rapporto, l'amministrazione deve valutare l'eventuale ricollocazione in mansioni equivalenti o inferiori compatibili con lo stato di salute. Solo l'inidoneita assoluta, accertata in modo definitivo e a fronte dell'impossibilita oggettiva di reimpiego, giustifica la risoluzione. La giurisprudenza tende a interpretare in senso restrittivo i presupposti del licenziamento per inidoneita, considerandolo extrema ratio. Il dipendente puo impugnare l'atto risolutivo davanti al giudice del lavoro ex art. 63 TUPI, contestando sia i profili medico-legali (con CTU) sia il difetto di motivazione sull'impossibilita di repechage.

Profili previdenziali

L'inidoneita permanente assoluta puo aprire la strada alla pensione di inabilita ex L. 222/1984 se ricorrono i requisiti contributivi (cinque anni di contribuzione di cui tre nell'ultimo quinquennio). Vanno coordinati i due procedimenti: il dipendente puo presentare istanza all'INPS contestualmente o subito dopo l'accertamento della commissione medica di verifica, evitando vuoti di tutela economica tra cessazione del servizio ed erogazione del trattamento previdenziale.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Ministero Economia def.finanze.it — testo coordinato D.Lgs. 165/2001

Leggi il documento su def.finanze.it

Gazzetta Ufficiale G.U. D.Lgs. 165/2001 — pubblicazione originaria

Leggi il documento su www.gazzettaufficiale.it

Domande frequenti

Quando un dipendente pubblico puo essere licenziato per inidoneita?

Solo a seguito di accertamento di inidoneita psicofisica permanente da parte della commissione medica competente e dopo aver valutato l'impossibilita di ricollocazione in mansioni diverse, equivalenti o inferiori, compatibili con la patologia.

Cosa accade se il dipendente non si presenta alla visita medica di idoneita?

L'amministrazione puo sospenderlo cautelarmente dal servizio e, in caso di rifiuto reiterato, risolvere il rapporto di lavoro: e una conseguenza tipica, distinta dal procedimento disciplinare.

La sospensione cautelare comporta perdita totale dello stipendio?

No, di norma e previsto un assegno alimentare nella misura stabilita dal regolamento attuativo e dai contratti collettivi, in attesa dell'esito definitivo della verifica medica.

E possibile impugnare l'atto di risoluzione per inidoneita?

Si, davanti al giudice del lavoro ex art. 63 TUPI, contestando l'accertamento medico (con eventuale CTU) e l'eventuale violazione dell'obbligo di valutare la ricollocazione in altre mansioni.

Spetta una pensione al dipendente licenziato per inidoneita?

Puo spettare la pensione di inabilita ex L. 222/1984 se ricorrono i requisiti contributivi minimi; va presentata istanza all'INPS contestualmente o subito dopo la cessazione del rapporto.

Fonti consultate: 3 fontei verificate
Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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