Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 513 c.p. – Turbata libertà dell’industria o del commercio

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque adopera violenza sulle cose ovvero mezzi fraudolenti per impedire o turbare l’esercizio di un’industria o di un commercio è punito, a querela della persona offesa, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione fino a due anni e con la multa da lire mille a diecimila.

In sintesi

  • Criminalizza la violenza o frode diretta a turbare industria e commercio
  • Azione querellabile: deve esserci denuncia della parte offesa
  • Pene: reclusione fino a 2 anni, multa 103-1.032 euro
  • Non punibile se il fatto configura reato più grave
Indice dei contenuti

Chiunque usa violenza o frode per impedire attività industriale o commerciale rischia fino a due anni di reclusione.

Ratio

L'articolo 513 protegge la libertà economica e il diritto di impresa dagli attacchi violenti e fraudolenti. Sia l'imprenditore che il lavoratore autonomo hanno diritto di svolgere la propria attività senza interferenze coercitive o ingannevoli. La norma mira a prevenire comportamenti mafiosi, sabotaggi industriali e pratiche di corruzione commerciale che minacciano il mercato libero.

Analisi

La fattispecie richiede: (1) atto di violenza sulle cose (danneggiamento, incendio) oppure mezzi fraudolenti (contraffazione, inganno); (2) finalità di impedire o turbare l'esercizio di industria/commercio; (3) nesso causale diretto. La responsabilità è personale. Le pene sono cumulative: reclusione fino a 2 anni E multa tra 103 e 1.032 euro. È reato a querela di parte (punibile solo su denuncia della vittima), salvo il caso in cui il fatto integri fattispecie più grave.

Quando si applica

Esempi concreti: danneggiare macchinari di un concorrente, tagliare linee telefoniche, inquinare materie prime, falsificare documenti doganali, minacciare fornitori per impedire contratti. Anche il sabotaggio di una catena di montaggio rientra nella norma. La violenza può essere esercitata su cose o su persone (ma in quest'ultimo caso si configurerebbe anche violenza personale ex art. 582 ss. c.p.).

Connessioni

Rapporti con: art. 581 c.p. (percosse), artt. 582-589 c.p. (lesioni personali), art. 635 c.p. (danneggiamento), art. 582 c.p. (violenza), artt. 640-645 c.p. (frodi commerciali), art. 513-bis c.p. (illecita concorrenza con violenza, versione aggravata). Se il fatto integra reato associativo o mafioso, si applica la norma speciale.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, proprietario di un negozio di abbigliamento, per ritorsione contro il concorrente Caio che gli ha sottratto clienti, taglia i fili dell'impianto elettrico del negozio rivale provocando blackout. Scoperto, è punito per violenza sulle cose con finalità di turbare commercio. Rischia 1-2 anni di reclusione più multa, fatto salvo che il danno non configuri reato più grave (es. incendio doloso, sabotaggio critico per la sicurezza).

Caso 2: Caso 2

Sempronio, agente commerciale, diffonde volantini fraudolenti affermando (falsamente) che il produttore Mevio ha violato standard ambientali, al fine di scoraggiare i fornitori dall'acquistare da lui. Scoperto l'inganno organizzato, Sempronio è perseguibile per frode ai danni dell'attività commerciale di Mevio. La sanzione è la reclusione fino a 2 anni e multa, purché Mevio presenti querela.

Domande frequenti

Devo presentare denuncia o querela per farmi giustizia dopo violenza su macchinari del mio negozio?

Sì, è reato a querela di parte. Devi sporgere querela presso i carabinieri o la polizia entro 3 mesi dal fatto (o 6 mesi se torto visibile). Senza querela, la forza pubblica non può procedere.

Se il danno è enorme (milioni di euro), il reato è punito più gravemente?

La norma non prevede aggravanti per entità del danno. La pena rimane 0-2 anni reclusione e multa 103-1.032 euro. Se però il danneggiamento mette in pericolo vite umane, si applica una norma diversa più grave.

Posso agire in sede civile per ottenere il risarcimento danni?

Sì, indipendentemente da denuncia penale. In parallelo al procedimento penale puoi chiedere al giudice civile il risarcimento del danno economico subito dalla tua attività.

Se il fatto è commesso per errore (non intenzionalmente), sono lo stesso punito?

No, il reato richiede dolo (intenzione). Se danneggi per errore il negozio del vicino non è reato penale, ma potresti essere responsabile civilmente per negligenza.

Il mio dipendente agisce violenza per proteggere il negozio: è punibile?

Se usa violenza legittima (es. allontana un ladro), è esclusa la punibilità per legittima difesa. Se eccede, potrebbe essere punito. Valuta il giudice caso per caso.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.