Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 455 c.p.p. – Decisione sulla richiesta di giudizio immediato

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Decisione sulla richiesta di giudizio immediato

1. Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio immediato ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero

1-bis. Nei casi di cui all’articolo 453, comma 1-bis, il giudice rigetta la richiesta se l’ordinanza che dispone la custodia cautelare è stata revocata o annullata per sopravvenuta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.

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In sintesi

  • Termine perentorio di cinque giorni per la decisione del giudice
  • Decreto che dispone il giudizio immediato o rigetta la richiesta
  • Trasmissione degli atti al pubblico ministero in caso di rigetto
  • Natura sommaria della verifica giudiziale
Indice dei contenuti

Il giudice decide sulla richiesta di giudizio immediato entro cinque giorni, disponendo il giudizio oppure rigettando la richiesta e trasmettendo gli atti al pubblico ministero.

Ratio

L'articolo 455 attua il principio della celerità procedurale, stabilendo un termine breve entro il quale il giudice deve valutare la richiesta di giudizio immediato presentata dal pubblico ministero. Il giudice effettua una verifica sommaria della sussistenza delle condizioni richieste dalla legge, senza entrare nel merito della colpevolezza o innocenza dell'imputato.

Analisi

Il comma 1 prevede un termine perentorio di cinque giorni decorrenti dalla ricezione della richiesta. Il giudice può emettere decreto che dispone il giudizio immediato (esito positivo) ovvero rigettare la richiesta e ordinare la trasmissione degli atti al pubblico ministero (esito negativo). La decisione è presa in camera di consiglio, senza necessità di contraddittorio con le parti.

Quando si applica

Si applica dopo la trasmissione della richiesta di giudizio immediato da parte del pubblico ministero. Il giudice valuta se sussistono i presupposti per il giudizio immediato, considerando ad esempio l'esistenza di una prova manifesta di responsabilità. In caso di rigetto, gli atti ritornano al pubblico ministero per procedere secondo il rito ordinario.

Connessioni

Rimanda all'art. 454 c.p.p. (trasmissione della richiesta), all'art. 429 c.p.p. (contenuto e requisiti del decreto), all'art. 419 c.p.p. (giudizio immediato richiesto dall'imputato) e all'art. 415-bis c.p.p. (giudizio immediato su richiesta del pubblico ministero).

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Il pubblico ministero trasmette richiesta di giudizio immediato il 5 maggio per Tizio, accusato di rapina a mano armata. Il giudice per le indagini preliminari riceve la richiesta il 6 maggio. Entro il 10 maggio, il giudice valuta se sussiste prova manifesta della responsabilità. Ritiene che gli elementi raccolti (testimonianze, identificazione, video di sorveglianza) siano sufficienti e emette decreto che dispone il giudizio immediato, fissando l'udienza dibattimentale.

Caso 2: Caio è indagato per riciclaggio di denaro

Il pubblico ministero presenta richiesta di giudizio immediato il 20 giugno. Il giudice per le indagini preliminari, esaminato il fascicolo, ritiene che i dati investigativi siano incompleti e non sia provata la consapevolezza di Caio circa l'origine illecita delle somme. Il giudice rigetta la richiesta il 24 giugno, ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero, che continuerà con l'udienza preliminare.

Domande frequenti

Quali sono i criteri del giudice per accogliere o rigettare la richiesta?

Il giudice valuta se sussistono i presupposti per il giudizio immediato, in particolare l'esistenza di una prova manifesta della responsabilità dell'imputato, senza effettuare una valutazione nel merito della colpevolezza.

La decisione del giudice è ricorribile?

Il rigetto della richiesta è generalmente ricorribile mediante ricorso per cassazione se fondato su errata interpretazione delle condizioni di ammissibilità. Il decreto che dispone il giudizio immediato è invece impugnabile dall'imputato mediante le vie processuali ordinarie.

Quale procedura segue il giudice per decidere?

Il giudice decide in camera di consiglio, acquisendo il fascicolo trasmesso dal pubblico ministero. Non è previsto un contraddittorio formale tra le parti per la valutazione della richiesta.

Se la richiesta è rigettata, cosa accade dopo?

Gli atti sono trasmessi al pubblico ministero, che procede secondo il rito ordinario, cioè convocando l'imputato per l'udienza preliminare davanti al giudice per le indagini preliminari.

Il termine di cinque giorni è dilazionabile?

No, il termine è perentorio e non sospendibile. Se il giudice non decide entro cinque giorni, si applica il principio della decadenza e il procedimento prosegue secondo il rito ordinario.

Ultimo aggiornamento redazionale: 9 maggio 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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