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Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 43 GDPR disciplina gli organismi di certificazione ex art. 42.
  • Accreditati dall'Autorità di controllo o dall'organismo nazionale (Accredia in Italia).
  • Requisiti: indipendenza, competenza, procedure di rilascio/revoca, gestione reclami, no conflitti.
  • Coordinamento con ISO/IEC 17065 e standard tecnici internazionali.
  • Procedura: audit documentale + on-site, validità 3 anni, sorveglianza periodica.
  • Revoca dell'accreditamento (par. 7) per non conformità o violazioni.

Testo dell'articoloVigente

Articolo 43 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) — Organismi di certificazione.

Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.

Commento

Il ruolo degli organismi di certificazione

L'art. 43 GDPR disciplina gli organismi di certificazione che rilasciano le certificazioni ex art. 42. Sono soggetti privati o pubblici accreditati a svolgere audit di conformità e a emettere certificati con valore probatorio. La governance dell'accreditamento è essenziale per la credibilità del sistema: senza organismi indipendenti e competenti, le certificazioni perderebbero valore. Il par. 1 prevede che gli organismi siano accreditati dall'Autorità di controllo competente o dall'organismo nazionale di accreditamento (in Italia, Accredia).

Accreditamento (par. 1)

L'accreditamento opera secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17065/2012 (organismi che certificano prodotti, processi e servizi) o, dal 2024-2025, lo standard ISO/IEC 17029 per i servizi di valutazione della conformità. La norma definisce i requisiti tecnici, organizzativi e di indipendenza. La giurisprudenza europea ha consolidato la coerenza tra accreditamenti GDPR e standard tecnici internazionali.

Requisiti dell'organismo (par. 2)

Il par. 2 elenca i requisiti specifici dell'organismo: (a) dimostrato indipendenza e competenza; (b) si impegna a rispettare i criteri approvati dall'Autorità di controllo competente o dall'EDPB; (c) ha stabilito procedure per il rilascio, riesame periodico e revoca della certificazione; (d) ha stabilito procedure e strutture per gestire reclami su violazioni della certificazione; (e) dimostra che i compiti non determinano conflitti di interesse. Sono requisiti cumulativi.

Procedura di rilascio

La procedura di rilascio prevede: domanda del titolare/responsabile; documentazione tecnica; audit documentale; audit on-site con verifica delle misure tecniche e organizzative; gap analysis e raccomandazioni; rilascio del certificato. La validità è max 3 anni con sorveglianza periodica (audit annuali di mantenimento). La certificazione può essere revocata in caso di non conformità persistente. Le procedure sono trasparenti e pubblicate dall'organismo.

Coordinamento con organismi nazionali di accreditamento

L'organismo di certificazione è coordinato con l'organismo nazionale di accreditamento (in Italia Accredia, Ente Italiano di Accreditamento). L'organismo nazionale di accreditamento rilascia l'accreditamento secondo standard tecnici; l'Autorità di controllo (Garante) approva i criteri di certificazione specifici per il GDPR. La doppia governance (tecnica + privacy) garantisce competenze multidisciplinari. La coerenza europea è assicurata dall'EDPB ex art. 63.

Revoca dell'accreditamento (par. 7)

Il par. 7 prevede che l'Autorità di controllo competente o l'organismo nazionale di accreditamento revochi l'accreditamento di un organismo di certificazione quando le condizioni dell'accreditamento non sono o non sono più soddisfatte o quando le azioni intraprese da tale organismo violano il presente Regolamento. La revoca comporta cessazione del rilascio e può richiedere la sospensione delle certificazioni esistenti, con effetti significativi per gli aderenti. La governance è soggetta a controllo continuo.

Regola pratica e checklist operativa

Compliance art. 43: per organismi: (i) accreditamento secondo ISO/IEC 17065; (ii) approvazione criteri dal Garante; (iii) procedure documentate; (iv) auditori formati; (v) sorveglianza periodica. Per aderenti: (i) verificare accreditamento dell'organismo; (ii) valutare esperienza settoriale; (iii) valutare costo/qualità del processo.

Accountability e documentazione

Tutti gli adempimenti relativi a questa disposizione devono essere documentati ai fini del principio di accountability di cui all'art. 5, par. 2 GDPR: integrazione nel registro dei trattamenti (art. 30), valutazione del rischio in DPIA quando applicabile (art. 35), formazione del personale autorizzato al trattamento (art. 29), audit periodici e tracciamento delle decisioni. Le sanzioni amministrative di cui all'art. 83 GDPR e la responsabilità civile dell'art. 82 presuppongono la dimostrazione, da parte del titolare, di aver adottato misure tecniche e organizzative adeguate. La consulenza del DPO, ove designato, è strumento prezioso per la corretta declinazione operativa.

Coordinamento con il Codice Privacy italiano

L'applicazione di questa disposizione in Italia avviene in coordinamento con il D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) come modificato dal D.Lgs. 101/2018 di adeguamento al GDPR. Il Codice integra il Regolamento europeo nelle materie specifiche lasciate alla discrezionalità degli Stati membri: lavoro (art. 88 D.Lgs. 196/2003), sanità (artt. 75 ss.), ricerca scientifica e statistica (artt. 99-110), giornalismo (art. 137), archivi (artt. 99-103), trattamento di categorie particolari (art. 2-septies), dati di condanne penali (art. 2-octies), limitazioni (art. 2-undecies). I provvedimenti generali e le regole deontologiche approvati dal Garante per la protezione dei dati personali hanno valore precettivo e devono essere considerati. La giurisprudenza della Cassazione e del Tribunale di Roma (competente per ricorsi ex art. 152 D.Lgs. 196/2003) ha consolidato la prassi interpretativa nazionale, coerente con la giurisprudenza CGUE. Per il consulente privacy, l'approccio sistematico richiede integrazione di GDPR, Codice Privacy e provvedimenti del Garante in un framework unitario di compliance.

Casi pratici

Caso 1: Tizio: organismo italiano di certificazione

Tizio organizza ente che vuole certificare GDPR. Domanda ad Accredia per accreditamento tecnico; criteri specifici approvati dal Garante. Procedura di valutazione, audit pilota, accreditamento.

Caso 2: Caio: PMI sceglie organismo accreditato

Caio, PMI, sceglie organismo accreditato per Europrivacy. Verifica accreditamento sul sito Accredia. Audit documentale + on-site, rilascio certificato, sorveglianza annuale.

Caso 3: Sempronio: revoca accreditamento

Sempronio, organismo certificatore, è oggetto di reclamo per audit superficiali. Garante revoca l'accreditamento. Certificazioni esistenti sono sospese; aderenti devono rivolgersi ad altri organismi.

Caso 4: Commento applicativo

L'art. 43 è la governance della certificazione. La scelta di un organismo accreditato è cruciale: certificazioni rilasciate da soggetti non accreditati non hanno valore probatorio. Verifica sempre l'accreditamento.

Domande frequenti

Chi accredita gli organismi di certificazione?

L'Autorità di controllo competente o l'organismo nazionale di accreditamento (in Italia, Accredia). Doppia governance: tecnica + privacy.

Quali requisiti deve avere l'organismo?

Indipendenza e competenza, procedure di rilascio/riesame/revoca, procedure di reclamo, no conflitti di interesse (par. 2). Cumulativi.

Come scelgo un organismo affidabile?

Verifica accreditamento sul sito dell'organismo nazionale (Accredia in Italia). Verifica esperienza nel settore di appartenenza, referenze, standard adottati (ISO 27701, Europrivacy).

Cosa succede se l'organismo è revocato?

Cessazione del rilascio e possibile sospensione delle certificazioni esistenti. Aderenti devono rivolgersi ad altri organismi per mantenere la validità.

Quanto dura un accreditamento?

L'accreditamento è soggetto a sorveglianza periodica (annuale) e a riconferma. La durata massima è variabile per standard (tipicamente 4-5 anni con riconferma periodica).

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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