Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 365 c.p. – Omissione di referto

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Chiunque, avendo nell’esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere d’ufficio, omette o ritarda di riferirne all’Autorità indicata nell’articolo 361, è punito con la multa fino a lire cinquemila.

Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale.

In sintesi

  • Obbligo per professionisti sanitari (medici, infermieri, psicologi) di riferire delitti rilevati nel corso dell'attività professionale
  • Sanzione: multa fino a 516 euro per omissione o ritardo
  • Eccezione fondamentale: non sussiste obbligo se il referto espone il paziente a procedimento penale
  • Deve essere comunicato all'autorità indicata nell'art. 361 (procura della Repubblica)
Indice dei contenuti

Professionista sanitario che omette di segnalare un delitto rilevato durante assistenza è punito con multa fino a 516 euro, salvo rischio auto-incriminazione.

Ratio

La norma bilanciare due esigenze: (1) garantire che delitti rilevati in ambito sanitario siano segnalati alla giustizia; (2) proteggere il paziente da auto-incriminazione. È un dovere specifico per i professionisti sanitari, fondato sulla loro posizione di «testimoni privilegiati» di delitti (lesioni, avvelenamenti, violenza sessuale). La relazione medico-paziente non rompe il dovere civico, ma lo adatta: la segnalazione è un referto, non una «specie» generica.

Analisi

Il reato è strutturato così: (1) «avendo prestato assistenza in casi che possono presentare i caratteri di un delitto»: il medico riconosce o dovrebbe riconoscere elementi criminali (ferite sospette, fratture da percosse, avvelenamento); (2) «per il quale si debba procedere d'ufficio»: delitti pubblici, non querellabili; (3) «omette o ritarda di riferirne»: la segnalazione deve essere completa (non frammentaria) e tempestiva. La sanzione è una multa (non reclusione), il che riflette minor gravità rispetto all'art. 365 (rifiuto di uffici giudiziari). L'eccezione «se il referto espone la persona assistita a procedimento penale» è cruciale: se il medico sa che la segnalazione trasformerebbe la vittima in imputato (es., incidente di guida ubriaca dove il paziente era alla guida), il referto non è obbligatorio.

Quando si applica

Caso 1: Caio, medico del Pronto Soccorso, riceve Tizio con evidenti ferite da arma da taglio. Tizio confessa che è stato aggredito da Sempronio. Caio sa che deve riferire alle autorità. Se omette di farlo, incorre nella multa. Caso 2: Mevio, ginecologa, visita Filano (donna) che sospetta violenza sessuale. Filano dice: «Se denunci, mio marito mi ammazza». Se il referto compromette direttamente Filano (perché ad es. la visita rivela che Filano era consenziente ma mente sul consenso), il referto potrebbe non essere dovuto per eccezione. Tuttavia, l'eccezione è ristretta: se il delitto è contro Filano (aggravamento della violenza), il referto resta dovuto.

Connessioni

L'art. 365 è il gemello dell'art. 364, ma specifico per professionisti sanitari. Rimanda all'art. 361 c.p. per la definizione di «autorità competente» (procura della Repubblica). La Legge di Privacy (GDPR, D.Lgs. 196/2003) protegge i dati sensibili del paziente, ma non annulla l'obbligo di referto. Si correla con il Codice di procedura penale (art. 83, sulla denuncia obbligatoria) e con l'art. 12 della Legge 94/2017 (segnalazione obbligatoria per il fenomeno del femminicidio). Il segreto professionale medico-paziente non è assoluto: cede di fronte al referto obbligatorio.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, chirurgo ospedaliero, riceve in sala operatoria un paziente con ferita da colpo di pistola. Il paziente, cosciente, dice a Tizio: «Non denunciare, è stato un incidente». Tizio comunque ha l'obbligo di fare referto all'autorità giudiziaria, indipendentemente dal consenso del paziente. Se Tizio ritarda il referto di 5 giorni, incorre nel reato di «ritardo» di referto (non solo omissione). La multa è proporzionata al ritardo e alla gravità del delitto sottostante.

Caso 2: Caso 2

Caio, infermiere pediatrico, si accorge che un bambino di 6 anni presenta segni di maltrattamento fisico (lividi, ustioni ricorrenti). I genitori implorano Caio di non denunciare per non separarsi dal bambino. Caio ha l'obbligo incondizionato di fare referto all'autorità giudiziaria. L'art. 365 non fa distinzione tra violenza e abbandono: il delitto che «presenta i caratteri» di infrazione criminale è sufficiente. Caio potrebbe lamentarsi che il referto causa danno al nucleo familiare, ma legalmente è irrilevante.

Domande frequenti

Sono medico: devo segnalare sempre un delitto che riconosco in ambulatorio?

Sì, a meno che la segnalazione esponga direttamente il tuo paziente a processo criminale (es., se il paziente è l'autore del delitto e la segnalazione lo incrimina). In quel caso, il referto non è dovuto. Se la vittima non è il paziente, il referto è obbligatorio.

Che cosa significa «delitto per il quale si debba procedere d'ufficio»?

Significa delitti di interesse pubblico: omicidio, violenza sessuale, maltrattamento, corruzione, droga. Non riguarda reati querellabili (diffamazione, ingiuria) dove è la vittima a decidere se perseguire.

Quanto tempo ho per fare il referto?

Deve essere fatto «immediatamente», cioè tempestivamente. Una denuncia il giorno stesso della visita è corretta. Ritardi ingiustificati di giorni configurano il reato di «ritardo» di referto.

Se il paziente mi dice che farà denuncia da solo, devo ugualmente fare referto?

Sì. L'obbligo di referto è indipendente dalla volontà del paziente o da sue promesse. La legge non consente eccezioni se il paziente assicura di denunciare autonomamente.

Qual è la differenza tra referto e denuncia ordinaria?

Il referto è un atto formale e documentato del professionista, fatto per obbligo di legge. La denuncia ordinaria è l'atto con cui chiunque comunica un reato all'autorità. Il referto ha forza probatoria superiore in giudizio.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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