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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 342 c.p.p. – Richiesta di procedimento

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. La richiesta di procedimento (127-129 c.p.) è presentata al pubblico ministero con atto sottoscritto dall’autorità competente.

In sintesi

  • Richiesta di procedimento: atto formale di autorità competente per reati soggetti a iniziativa ministeriale
  • Presentazione al PM con sottoscrizione dell'autorità competente
  • Applicabile a reati contro il pubblico ministero, magistrati, organi di polizia giudiziaria (artt. 121-123 c.p.)
  • Presuppone autorizzazione politica preventiva per procedere

La richiesta di procedimento è presentata dalle autorità competenti (es. ministri, corpi dello Stato) al PM per reati che richiedono autorizzazione politica.

Ratio

L'articolo 342 c.p.p. disciplina la richiesta di procedimento, che è uno strumento mediante il quale talune autorità competenti richiedono al pubblico ministero di esercitare l'azione penale per reati che non possono essere perseguiti d'ufficio. A differenza della querela (esercizio del diritto della vittima) e dell'istanza (richiesta della persona offesa), la richiesta di procedimento è atto amministrativo che proviene da organi dello Stato che hanno interesse nella tutela penale di funzioni o di dignità istituzionale.

Analisi

La norma è minimalista: prescrive semplicemente che la richiesta sia presentata al PM «con atto sottoscritto dall'autorità competente». L'articolo non specifica ulteriori requisiti formali. La sottoscrizione è elemento essenziale per identificare l'organo richiedente. L'autorità competente varia a seconda del tipo di reato: per offese al Capo dello Stato, è il Ministro della Giustizia; per offese ai corpi di polizia, è il capo dell'organo; per reati concernenti l'amministrazione della giustizia, è il Procuratore Generale della Corte d'Appello.

Quando si applica

La richiesta di procedimento ricorre per reati soggetti a istanza di autorità competente (art. 122-123 c.p., come offese al Capo dello Stato, vilipendio della Repubblica, offese a magistrati e ufficiali di polizia giudiziaria). Presuppone dunque l'esaurimento di un procedimento amministrativo interno (es., un inquadramento politico del reato) da parte dell'autorità interessata. Una volta presentata la richiesta, il PM è obbligato a esercitare l'azione penale (principio di obbligatorietà dell'azione penale).

Connessioni

Articolo 122-123 c.p. (reati soggetti a istanza di autorità); Articolo 121 c.p. (termine per richiesta); Articolo 336-341 c.p.p. (querela e istanza a confronto); Articolo 51 c.p.p. (obbligatorietà dell'azione penale); Articolo 50 c.p.p. (esercizio dell'azione penale). Legge 17 maggio 1995 n. 206 (procedure per i reati ministeriali).

Domande frequenti

Chi può presentare una richiesta di procedimento?

Esclusivamente l'autorità competente designata dalla legge per il reato specifico: Ministro della Giustizia, Procuratore Generale, capi di organi di polizia o magistratura. Non il cittadino ordinario.

Il PM può rifiutare di procedere dopo ricevuta una richiesta?

No. Una volta ricevuta la richiesta da autorità competente, il PM è vincolato dal principio di obbligatorietà dell'azione penale e deve procedere.

Qual è il termine per presentare la richiesta di procedimento?

Varia a seconda del reato. Generalmente è di 3 mesi o diverso a seconda della natura della violazione (art. 121 c.p. per ogni tipo di reato).

La richiesta di procedimento deve specificare il fatto reato in dettaglio?

Sì, implicitamente. La richiesta deve essere sufficiente a far comprendere al PM quale fatto è oggetto della richiesta, anche se il codice non specifica requisiti formali minuzosi.

Cosa accade se l'autorità competente non presenta richiesta entro il termine?

Il reato non può essere perseguito. Il diritto di procedere si estingue (decadenza). La richiesta è obbligatoria per procedere e il suo termine è perentorio.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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