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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 315 c.p.p. – Procedimento per la riparazione

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. La domanda di riparazione deve essere proposta, a pena di inammissibilità, entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è divenuta irrevocabile, la sentenza di non luogo a procedere è divenuta inoppugnabile o è stata effettuata la notificazione del provvedimento di archiviazione alla persona nei cui confronti è stato pronunciato a norma del comma 3 dell’articolo 314.

2. L’entità della riparazione non può comunque eccedere lire un miliardo.

3. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sulla riparazione dell’errore giudiziario (643-647).

In sintesi

  • La domanda di riparazione deve essere presentata entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento è divenuta irrevocabile
  • Per archiviazione e non luogo a procedere, il termine decorre dalla notificazione del provvedimento
  • La domanda è presentata al tribunale, osservando forme scritte e procedurali ordinarie (artt. 582-583)
  • Si applicano in quanto compatibili le norme sulla riparazione dell'errore giudiziario (artt. 643-647)

La domanda di riparazione per custodia ingiusta deve essere proposta entro due anni dal proscioglimento o dalla notificazione dell'archiviazione.

Ratio

La norma disciplina il procedimento per ottenere riparazione da custodia ingiusta, fissando termini e forme procedurali. Il termine di due anni è ragionevole compromesso tra diritto del cittadino a chiedere risarcimento e necessità dello Stato di chiudere i conti definitivamente. Le forme scritte ordinarie garantiscono trasparenza e documentazione del processo risarcitorio.

Analisi

Il comma 1 fissa termine perentorio di 2 anni dal giorno sentenza proscioglimento divenuta irrevocabile. Il comma 2 specifica: per archiviazione (art. 409-411) e non luogo a procedere (art. 425), il termine decorre dalla notificazione del provvedimento alla persona. La domanda è depositata presso la cancelleria del tribunale, seguendo forme ex artt. 582-583 (istanza scritta, sottoscritta, allegati documentali). Il comma 3 rinvia alle norme sulla riparazione dell'errore giudiziario (artt. 643-647), che forniscono procedure, criteri di liquidazione e termini di decisione del giudice.

Quando si applica

Subito dopo il provvedimento di proscioglimento irrevocabile (o notificazione di archiviazione/non luogo), il cittadino ha diritto di proporre domanda di riparazione entro 2 anni. Non c'è automatismo: deve agire entro il termine, altrimenti diritto decade. Esempio: proscioglimento 1° marzo 2024 divenuto irrevocabile 1° maggio 2024 (scadenza termine impugnazione); la domanda di riparazione deve essere proposta entro 1° maggio 2026.

Connessioni

Rimandi a artt. 314 (presupposti riparazione), 409-411 (archiviazione), 425 (non luogo procedere), 643-647 (errore giudiziario e procedimento), 582-583 (forme istanza), art. 101 (ricevimento atti).

Domande frequenti

Entro quanto tempo devo chiedere la riparazione per custodia ingiusta?

Due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento è divenuta irrevocabile, oppure dalla notificazione dell'archiviazione o non luogo a procedere. Decorso il termine, diritto decade.

Come presento la domanda di riparazione?

Presentando istanza scritta al tribunale (forma ex artt. 582-583), allegando copia della sentenza/provvedimento, prospetto detentivo e calcolo danno. Puoi farla tramite avvocato o di persona.

Dove presento la domanda?

Presso il tribunale ordinario (di solito quello del luogo dove hai subito la custodia, oppure del luogo di residenza attuale).

Che documenti devo allegare?

Sentenza irrevocabile di proscioglimento (o archiviazione/non luogo), documento di identità, prospetto dei giorni di detenzione, e calcolo del danno che rivendichi.

Come il giudice decide la riparazione?

Il giudice applica i criteri della riparazione dell'errore giudiziario (artt. 643-647): valuta il danno morale, patrimoniale, reputazionale, e quantifica il compenso. Non ha limite massimo fisso, ma deve essere equo e proporzionato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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