Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 315 c.p.p. – Procedimento per la riparazione

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Procedimento per la riparazione

1. La domanda di riparazione deve essere proposta, a pena di inammissibilità, entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è divenuta irrevocabile, la sentenza di non luogo a procedere è divenuta inoppugnabile o è stata effettuata la notificazione del provvedimento di archiviazione alla persona nei cui confronti è stato pronunciato a norma del comma 3 dell’articolo 314;

2. L’entità della riparazione non può comunque eccedere lire un miliardo

3. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sulla riparazione dell’errore giudiziario.

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

In sintesi

  • La domanda di riparazione deve essere presentata entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento è divenuta irrevocabile
  • Per archiviazione e non luogo a procedere, il termine decorre dalla notificazione del provvedimento
  • La domanda è presentata al tribunale, osservando forme scritte e procedurali ordinarie (artt. 582-583)
  • Si applicano in quanto compatibili le norme sulla riparazione dell'errore giudiziario (artt. 643-647)
Indice dei contenuti

La domanda di riparazione per custodia ingiusta deve essere proposta entro due anni dal proscioglimento o dalla notificazione dell'archiviazione.

Ratio

La norma disciplina il procedimento per ottenere riparazione da custodia ingiusta, fissando termini e forme procedurali. Il termine di due anni è ragionevole compromesso tra diritto del cittadino a chiedere risarcimento e necessità dello Stato di chiudere i conti definitivamente. Le forme scritte ordinarie garantiscono trasparenza e documentazione del processo risarcitorio.

Analisi

Il comma 1 fissa termine perentorio di 2 anni dal giorno sentenza proscioglimento divenuta irrevocabile. Il comma 2 specifica: per archiviazione (art. 409-411) e non luogo a procedere (art. 425), il termine decorre dalla notificazione del provvedimento alla persona. La domanda è depositata presso la cancelleria del tribunale, seguendo forme ex artt. 582-583 (istanza scritta, sottoscritta, allegati documentali). Il comma 3 rinvia alle norme sulla riparazione dell'errore giudiziario (artt. 643-647), che forniscono procedure, criteri di liquidazione e termini di decisione del giudice.

Quando si applica

Subito dopo il provvedimento di proscioglimento irrevocabile (o notificazione di archiviazione/non luogo), il cittadino ha diritto di proporre domanda di riparazione entro 2 anni. Non c'è automatismo: deve agire entro il termine, altrimenti diritto decade. Esempio: proscioglimento 1° marzo 2024 divenuto irrevocabile 1° maggio 2024 (scadenza termine impugnazione); la domanda di riparazione deve essere proposta entro 1° maggio 2026.

Connessioni

Rimandi a artt. 314 (presupposti riparazione), 409-411 (archiviazione), 425 (non luogo procedere), 643-647 (errore giudiziario e procedimento), 582-583 (forme istanza), art. 101 (ricevimento atti).

Casi pratici

Caso 1: Tizio è prosciolto il 15 febbraio 2026 da sentenza di primo grado

Ricorre in appello il PM, ma il 15 marzo 2026 l'appello è rigettato (proscioglimento confermato e divenuto irrevocabile). Tizio ha subito 7 mesi di custodia cautelare nel 2025. Entro il 15 marzo 2028 (2 anni dal proscioglimento irrevocabile), deve depositare domanda scritta di riparazione presso il tribunale, allegando copia sentenza irrevocabile, prospetto detenzione (giorni/mesi), e calcolo danno richiesto.

Caso 2: Caso 2

Caio riceve notificazione di archiviazione il 20 giugno 2026 (il PM ha chiesto archiviazione, il GIP l'ha accolta). Caio era stato in custodia per 3 mesi prima dell'archiviazione. Deve presentare domanda di riparazione entro 20 giugno 2028 (2 anni dalla notificazione dell'archiviazione). La domanda, seguendo forme ordinarie, è depositata presso il tribunale con allegati comprovanti la custodia.

Domande frequenti

Entro quanto tempo devo chiedere la riparazione per custodia ingiusta?

Due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento è divenuta irrevocabile, oppure dalla notificazione dell'archiviazione o non luogo a procedere. Decorso il termine, diritto decade.

Come presento la domanda di riparazione?

Presentando istanza scritta al tribunale (forma ex artt. 582-583), allegando copia della sentenza/provvedimento, prospetto detentivo e calcolo danno. Puoi farla tramite avvocato o di persona.

Dove presento la domanda?

Presso il tribunale ordinario (di solito quello del luogo dove hai subito la custodia, oppure del luogo di residenza attuale).

Che documenti devo allegare?

Sentenza irrevocabile di proscioglimento (o archiviazione/non luogo), documento di identità, prospetto dei giorni di detenzione, e calcolo del danno che rivendichi.

Come il giudice decide la riparazione?

Il giudice applica i criteri della riparazione dell'errore giudiziario (artt. 643-647): valuta il danno morale, patrimoniale, reputazionale, e quantifica il compenso. Non ha limite massimo fisso, ma deve essere equo e proporzionato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 9 maggio 2026
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.