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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 314 c.p.p. – Presupposti e modalità della decisione

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile (648) perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, ha diritto a un’equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave.

2. Lo stesso diritto spetta al prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto a custodia cautelare, quando con decisione irrevocabile risulti accertato che il provvedimento che ha disposto la misura è stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilità previste dagli artt. 273 e 280.

3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano, alle medesime condizioni, a favore delle persone nei cui confronti sia pronunciato provvedimento di archiviazione (409, 411) ovvero sentenza di non luogo a procedere (425).

4. Il diritto alla riparazione è escluso per quella parte della custodia cautelare che sia computata ai fini della determinazione della misura di una pena ovvero per il periodo in cui le limitazioni conseguenti all’applicazione della custodia siano state sofferte anche in forza di altro titolo.

5. Quando con la sentenza o con il provvedimento di archiviazione è stato affermato che il fatto non è previsto dalla legge come reato per abrogazione della norma incriminatrice (2 c.p.), il diritto alla riparazione è altresì escluso per quella parte di custodia cautelare sofferta prima della abrogazione medesima.

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • Hai diritto a riparazione pecuniaria se sei stato prosciolto con sentenza irrevocabile (non colpevole, fatto inesistente, non reato) e hai subito custodia cautelare
  • Requisito: la custodia non sia stata causata da tua dolo o colpa grave; se hai contribuito alla custodia per negligenza, riparazione è esclusa
  • Anche condannati hanno diritto a riparazione se provano che l'ordinanza cautelare era illegittima (mancanza presupposti artt. 273-280)
  • L'entità della riparazione è determinata dal giudice, con limite massimo di un miliardo di lire (attualmente non aggiornato)

Chi è prosciolto perché il fatto non sussiste o non ha commesso il fatto ha diritto a equa riparazione per custodia cautelare subita senza colpa sua.

Ratio

La norma riconosce un valore giuridico fondamentale: nessuno deve rimanere ingiustamente detenuto senza compenso. La riparazione per ingiusta custodia cautelare è forma di ricognizione del danno morale e patrimoniale derivato da provvedimento cautelare privo di fondamento. Incentiva i giudici a maggiore prudenza nella custodia e protegge il cittadino innocente dall'arbitrio.

Analisi

Il comma 1 riconosce diritto a riparazione per chi è prosciolto (sent. irrev.) con: fatto non sussiste, non ha commesso il fatto, fatto non costituisce reato, fatto non previsto da legge come reato. Requisito: assenza colpa/dolo nel provocare custodia. Il comma 2 estende diritto anche a condannati (che non hanno ottenuto proscioglimento) se provano che l'ordinanza cautelare era priva di presupposti legittimi (violazione artt. 273, 280). Il comma 3 applica medesime condizioni a favore di chi ottiene archiviazione (art. 409-411) o non luogo a procedere (art. 425). Il comma 4 esclude riparazione per custodia computata nella pena (sconto detentivo) o sofferta per altri titoli. Il comma 5 esclude riparazione per periodo precedente abrogazione norma incriminatrice.

Quando si applica

Dopo proscioglimento definitivo, archiviazione o non luogo a procedere, se hai subito custodia cautelare. Riguarda anche condannati che provino illegittimità della custodia. Esempio: sei arrested ingiustamente per omicidio, stai 6 mesi in carcere, il giudice accerta fatto inesistente (sentenza irrev. proscioglimento). Hai diritto a riparazione per i 6 mesi. Se sei condannato ma la custodia era illegittima (giudice ha violato art. 273), puoi ancora chiedere riparazione.

Connessioni

Rimandi a artt. 273-280 (presupposti custodia legittima), 409-411 (archiviazione), 425 (non luogo a procedere), 315 (procedimento riparazione), 643-647 (errore giudiziario), 648 (assoluzione).

Domande frequenti

Ho diritto a riparazione se sono prosciolto per mancanza di prove?

Sì, se la sentenza dichiara esplicitamente che il fatto non sussiste o che non hai commesso il fatto. Requisito: la custodia non sia stata causata da tua colpa (es. hai consegnato prove tardivamente).

E se sono condannato? Posso avere riparazione?

Sì, se provi che l'ordinanza di custodia cautelare era illegittima (mancavano i presupposti degli artt. 273-280), anche se sei stato condannato nel merito.

Quanto ricevo come riparazione?

Il giudice determina l'entità in base al danno morale e patrimoniale. Massimo teorico: un miliardo di lire (norma non aggiornata). In pratica, 500-1500 euro per mese di custodia, a seconda circostanze.

Devo presentare una richiesta speciale oppure è automatico?

Devi presentare una domanda di riparazione presso il tribunale. Hai due anni di tempo dalla sentenza irrevocabile di proscioglimento (o archiviazione/non luogo a procedere).

Se parte della custodia è stata conteggiata nella pena, posso ricevere riparazione per quella parte?

No. La legge esclude riparazione per custodia che è stata computata (sconta) nella condanna, per evitare doppio beneficio.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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