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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 2758 c.c. Crediti per tributi indiretti

In vigore dal 19/04/1942

I crediti dello Stato per i tributi indiretti hanno privilegio sui mobili ai quali i tributi si riferiscono e sugli altri beni indicati dalle leggi relative, con l’effetto da esse stabilito.

Eguale privilegio hanno i crediti di rivalsa verso il cessionario ed il committente previsti dalle norme relative all’imposta sul valore aggiunto, sui beni che hanno formato oggetto della cessione o ai quali si riferisce il servizio.

Il privilegio, per quanto riguarda l’imposta di successione, non ha effetto in pregiudizio dei creditori che hanno esercitato il diritto di separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede.

In sintesi

  • Lo Stato ha privilegio sui mobili per i crediti relativi a tributi indiretti (registro, successione, IVA all'importazione).
  • Il privilegio segue il bene a cui il tributo si riferisce e si estende ad altri beni indicati dalle leggi tributarie.
  • Anche il credito di rivalsa IVA del cedente o prestatore verso cessionario o committente gode di privilegio sui beni ceduti.
  • Per l'imposta di successione, il privilegio non pregiudica i creditori del defunto che hanno chiesto la separazione dei beni ex art. 512 c.c.
  • Si tratta di un privilegio speciale mobiliare con grado e collocazione fissati dagli artt. 2777 e seguenti c.c.

Il privilegio dello Stato sui tributi indiretti

L'articolo 2758 del Codice Civile riconosce allo Stato un privilegio speciale mobiliare a tutela dei crediti tributari diversi dalle imposte sui redditi, ossia quelli derivanti da tributi che colpiscono singoli atti, trasferimenti o consumi. Vi rientrano l'imposta di registro, l'imposta di successione e donazione, le imposte di bollo, le accise e l'IVA all'importazione, mentre la riscossione delle imposte dirette trova disciplina nel successivo art. 2759 c.c.

Oggetto e ambito operativo

Il privilegio cade sui mobili ai quali il tributo si riferisce e, ove previsto, su altri beni indicati dalle leggi speciali. Si tratta quindi di un privilegio cosiddetto causale: presuppone un nesso oggettivo fra il bene aggredito e l'imposta non pagata. Se Tizio acquista in asta un quadro di pregio e non versa l'imposta di registro, lo Stato potrà soddisfarsi in via privilegiata proprio su quel quadro, prevalendo sui creditori chirografari di Tizio. La norma assicura coerenza fra il tributo e l'oggetto della pretesa, evitando che l'erario incida indistintamente sull'intero patrimonio del contribuente.

Il privilegio di rivalsa IVA

Il secondo comma estende il privilegio al credito di rivalsa IVA del cedente o prestatore nei confronti del cessionario o committente. Se Caio, fornitore, emette fattura con IVA per la vendita di un macchinario a Tizio e quest'ultimo non paga, Caio può rivalersi in via privilegiata sul macchinario stesso, finche resti individuabile e nella disponibilità del debitore. Il meccanismo tutela la neutralita dell'IVA, evitando che il cedente resti inciso dal tributo gia versato all'erario per conto del cessionario inadempiente.

I limiti per l'imposta di successione

Il terzo comma introduce un'eccezione importante: per l'imposta di successione, il privilegio non opera in pregiudizio dei creditori del defunto che abbiano ottenuto la separazione dei beni ex artt. 512 e seguenti c.c. La ragione e equitativa: chi era creditore del defunto in vita non puo vedere depauperata la garanzia patrimoniale a causa di un tributo nuovo che sorge solo per effetto della trasmissione ereditaria.

Collocazione nel concorso e ruolo nelle procedure esecutive

Il privilegio dell'art. 2758 c.c. e speciale e si colloca secondo l'ordine indicato dagli artt. 2777 e seguenti c.c. Nel concorso con altri privilegi speciali sugli stessi mobili occorre verificare le regole di prevalenza: ad esempio, nei rapporti con il privilegio per spese di giustizia (art. 2755 c.c.) o con quello del venditore di mobili (art. 2762 c.c.), la legge fissa graduazioni precise. La gestione operativa di questi privilegi assume rilievo nelle procedure esecutive e concorsuali, dove l'Agenzia delle Entrate-Riscossione fa valere la pretesa erariale insinuandosi al passivo con i gradi previsti dalla legge.

Rapporto con il fallimento e la liquidazione giudiziale

Nella liquidazione giudiziale disciplinata dal Codice della Crisi d'Impresa (D.Lgs. 14/2019), il privilegio dell'art. 2758 c.c. deve essere richiesto in sede di insinuazione al passivo con l'indicazione precisa del bene mobile oggetto della prelazione, del tributo e del periodo di riferimento. Se Tizio, imprenditore, e sottoposto a liquidazione giudiziale e nel suo magazzino si trovano beni soggetti a tributo di registro o a IVA all'importazione non versata, l'erario potra ottenere collocazione privilegiata sul ricavato della vendita di quei beni. La giurisprudenza ha precisato che il privilegio si trasferisce, in caso di vendita dei beni in sede concorsuale, sulla somma ricavata, conservando il grado di prelazione.

Aspetti pratici per il contribuente

Per il contribuente e per i suoi creditori e fondamentale conoscere quali beni risultino aggredibili in via privilegiata dall'erario. Un commerciante che riceve in conto vendita beni di terzi soggetti a IVA dovrebbe documentare con cura la titolarita dei beni e la natura del rapporto, per evitare contestazioni in sede esecutiva. Allo stesso modo, in caso di donazione o successione, gli eredi e i beneficiari devono verificare la presenza di crediti erariali pendenti che potrebbero gravare in via privilegiata sui beni trasferiti, attivando se del caso il rimedio della separazione patrimoniale ex art. 512 c.c. per tutelare i creditori del defunto.

Domande frequenti

Quali tributi rientrano fra quelli indiretti tutelati dall'art. 2758 c.c.?

Rientrano l'imposta di registro, di successione e donazione, di bollo, le imposte ipotecarie e catastali, le accise e l'IVA all'importazione: tutti i tributi che non colpiscono direttamente il reddito o il patrimonio in modo periodico.

Su quali beni si esercita il privilegio?

Il privilegio cade sui mobili a cui il tributo si riferisce, ad esempio sul bene compravenduto soggetto a registro, oppure sui beni ulteriori indicati dalle singole leggi d'imposta.

Cosa significa privilegio di rivalsa IVA?

E il diritto del cedente o prestatore di rivalersi in via privilegiata sui beni ceduti o sul servizio prestato per recuperare l'IVA non pagata dal cessionario o committente.

Il privilegio per l'imposta di successione prevale sempre?

No: non opera contro i creditori del defunto che abbiano chiesto la separazione dei beni ex art. 512 c.c., perche la loro garanzia patrimoniale e anteriore alla nascita del debito d'imposta.

Come si fa valere il privilegio in una procedura concorsuale?

L'Agenzia delle Entrate-Riscossione presenta domanda di ammissione al passivo indicando il grado di privilegio; il giudice delegato verifica la causa, l'oggetto e l'ordine di collocazione previsto dagli artt. 2777 ss. c.c.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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