Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1767 c.c. – Presunzione di gratuità
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Il deposito si presume gratuito, salvo che dalla qualità professionale del depositario o da altre circostanze si debba desumere una diversa volontà delle parti.
Vedi anche
→Cod. civ. art. 1766 - Art. 1766 Codice Civile: Nozione→Cod. civ. art. 1768 - Articolo 1768 Codice Civile: Diligenza nella custodia→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Articolo 1765 Codice Civile: Leggi speciali→Articolo 1769 Codice Civile: Responsabilità del depositario incapace→Art. 1764 Codice Civile: Sanzioni→Articolo 1770 Codice Civile: Modalità della custodia→Articolo 1763 Codice Civile: Fideiussione del mediatore→Art. 1771 c.c.: Richiesta di restituzione e obbligo di ritirare→Articolo 1762 Codice Civile: Contraente non nominato
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In sintesi
Indice dei contenuti
La natura giuridica del deposito e la gratuità come regola residuale
L'articolo 1767 del Codice Civile enuncia la presunzione di gratuità del deposito, che costituisce il criterio residuale per qualificare il contratto quando le parti non abbiano espressamente pattuito un corrispettivo. Il deposito e' storicamente concepito come contratto di amicizia (negotium amicitiae), fondato sulla fiducia tra depositante e depositario, il che giustifica la gratuità come regola di default.
La presunzione di onerosita' per il depositario professionale
La norma introduce un'eccezione di grande rilevanza pratica: quando il depositario ha una qualità professionale che comprende la custodia come elemento tipico della propria attività, la presunzione si inverte e il deposito si presume oneroso. Rientrano in questa categoria i magazzini generali (disciplinati dagli artt. 1787 ss. c.c.), i vettori che custodiscono merci prima della consegna, le società di custodia titoli, i parcheggi custoditi e le strutture alberghiere per i bagagli degli ospiti.
Esempio: Tizio consegna la propria auto a un parcheggio custodito gestito da Caio Srl senza discutere il prezzo. Il deposito si presume oneroso perché la qualità professionale di Caio Srl comprende la custodia retribuita come elemento essenziale del servizio offerto.
Altre circostanze rilevanti
Il legislatore ha volutamente lasciato aperta la valutazione alle altre circostanze, attribuendo al giudice un margine di apprezzamento. Possono rilevare: la consuetudine del luogo, il comportamento tenuto dalle parti in precedenti rapporti, la natura degli oggetti custoditi (beni di valore elevato che normalmente implicano un compenso), la durata del deposito.
Effetti sulla disciplina della responsabilità
La distinzione tra deposito gratuito e oneroso ha conseguenze dirette sul regime di responsabilità del depositario. L'art. 1768 c.c. prevede che nel deposito gratuito la responsabilità per colpa sia valutata con minor rigore: in sostanza, si applica la colpa lieve in concreto (diligenza del buon padre di famiglia in astratto mitigata dalle circostanze del caso). Nel deposito oneroso, invece, si applica la diligenza ordinaria piena ex art. 1176 c.c. senza attenuazioni.
Profili processuali
Trattandosi di presunzione relativa (iuris tantum), chi vuole rovesciarla deve fornire prova contraria. Il depositante che affermi la gratuità contro l'eccezione di onerosita' del professionista dovrà dimostrare che le parti avevano escluso qualsiasi compenso. Viceversa, il depositario non professionale che voglia provare l'onerosita' dovrà produrre documenti, e-mail o testimonianze che attestino l'accordo sul corrispettivo.
Coordinamento con le fattispecie speciali
La presunzione dell'art. 1767 cede di fronte alle norme speciali che disciplinano depositi tipicamente onerosi: il deposito bancario (artt. 1834 ss. c.c.), il deposito nei magazzini generali (artt. 1787 ss. c.c.) e il deposito alberghiero (artt. 1783 ss. c.c.). In questi ambiti l'onerosita' e' insita nella struttura contrattuale e non occorre alcuna prova.
Domande frequenti
Il contratto di deposito e' sempre gratuito?
No: e' gratuito per presunzione, ma la presunzione si inverte se il depositario e' un professionista della custodia (parcheggio, magazzino, custode commerciale) o se altre circostanze fanno desumere la volontà di un corrispettivo.
Cosa cambia tra deposito gratuito e oneroso?
Cambia il grado di diligenza richiesta: nel deposito gratuito la responsabilità per colpa e' valutata con minor rigore (art. 1768 c.c.); in quello oneroso si applica la diligenza ordinaria piena senza attenuazioni.
Un parcheggio custodito e' sempre oneroso?
Si', perché la qualità professionale del gestore include la custodia retribuita come elemento essenziale. Anche se il prezzo non viene discusso, il deposito si presume oneroso ex art. 1767 c.c.
La presunzione di gratuità può essere superata?
Si', e' una presunzione relativa (iuris tantum): entrambe le parti possono rovesciarla con prova contraria, ad esempio documenti, e-mail o testimonianze che attestino la pattuizione di un corrispettivo o la sua esclusione.
Il deposito bancario rientra nella presunzione di gratuità?
No: il deposito bancario (artt. 1834 ss. c.c.) e' disciplinato da norme speciali e l'onerosita' e' insita nella struttura contrattuale, senza necessità di applicare la presunzione dell'art. 1767.