Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 1300 c.c. Novazione

In vigore

La novazione tra il creditore e uno dei debitori in solido libera gli altri debitori. Qualora però si sia voluto limitare la novazione a uno solo dei debitori, gli altri non sono liberati che per la parte di quest’ultimo. Se convenuta tra uno dei creditori in solido e il debitore, la novazione ha effetto verso gli altri creditori solo per la parte del primo.

In sintesi

  • L'art. 1300 disciplina gli effetti della novazione nelle obbligazioni solidali.
  • La novazione tra il creditore e uno dei debitori in solido libera, di regola, anche gli altri debitori.
  • Se le parti hanno voluto limitare la novazione a un solo debitore, gli altri restano obbligati, ma decurtati della parte di quest'ultimo.
  • Nella solidarietà attiva, la novazione tra un creditore e il debitore ha effetto verso gli altri creditori solo per la parte del primo.
  • La norma bilancia l'efficacia espansiva della novazione con la volontà delle parti.
Indice dei contenuti

L'articolo 1300 del codice civile affronta un tema di raccordo tra due istituti centrali del diritto delle obbligazioni: la novazione e la solidarietà. La novazione è il modo di estinzione dell'obbligazione che si realizza con la sostituzione di una nuova obbligazione a quella originaria; la solidarietà, dal lato passivo o attivo, lega più debitori o più creditori al medesimo rapporto. Quando questi due fenomeni si incontrano, occorre stabilire quali effetti la novazione conclusa con uno dei coobbligati produca verso gli altri.

Il principio generale: estensione dell'effetto liberatorio

La norma stabilisce, in via di principio, che la novazione tra il creditore e uno dei debitori in solido libera gli altri debitori. Si tratta di un effetto espansivo: poiché nella solidarietà passiva l'obbligazione è unica, l'estinzione realizzata con la novazione si comunica a tutti i condebitori. La ratio è coerente con la natura della solidarietà: il vincolo che lega i debitori è uno solo, e la sua sostituzione con una nuova obbligazione, in linea generale, ne determina la cessazione anche per chi non ha partecipato all'accordo.

La deroga pattizia: novazione limitata a un solo debitore

Il secondo comma introduce un temperamento fondato sull'autonomia delle parti. Qualora si sia voluto limitare la novazione a uno solo dei debitori, gli altri non sono liberati integralmente, ma solo per la parte di quest'ultimo. In altri termini, l'obbligazione originaria sopravvive nei confronti dei restanti debitori, ridotta della quota del debitore con cui è intervenuta la novazione. Questa soluzione consente al creditore di rinnovare il rapporto con un solo coobbligato senza rinunciare alla garanzia patrimoniale degli altri, salvo lo scomputo della parte interna del debitore novato.

Il ruolo della volontà delle parti

Il punto centrale della disposizione è il rilievo attribuito alla volontà. La regola dell'estensione opera in mancanza di una diversa intenzione; la limitazione a un solo debitore richiede invece una volontà specifica delle parti. In linea generale, dunque, occorre interpretare l'accordo novativo per stabilire se si sia inteso liberare tutti i condebitori o circoscrivere l'operazione. La corretta ricostruzione dell'intento è decisiva, perché da essa dipende la permanenza o meno dell'obbligazione verso gli altri.

Il rilievo delle quote interne

La regola sulla liberazione parziale presuppone l'esistenza delle quote interne tra i condebitori solidali. Nella solidarietà passiva, infatti, ciascun debitore è tenuto per l'intero verso il creditore, ma nei rapporti interni risponde solo della propria parte. Quando la novazione è limitata, la liberazione degli altri "per la parte" del debitore novato riflette proprio questa ripartizione interna. La norma, così, evita che il creditore possa pretendere due volte la medesima quota.

La solidarietà attiva

L'ultimo comma estende la logica alla solidarietà attiva. Se la novazione è convenuta tra uno dei creditori in solido e il debitore, essa ha effetto verso gli altri creditori solo per la parte del primo. Anche qui la disposizione tutela gli altri creditori, i quali non possono vedersi pregiudicati oltre la quota di colui che ha concluso l'accordo novativo. Il creditore che nova dispone della propria parte, non di quella altrui, coerentemente con la struttura della solidarietà attiva.

Distinzione dalla semplice modificazione del rapporto

È importante distinguere la novazione, che richiede l'animus novandi e un mutamento oggettivo o, nei limiti previsti, soggettivo del rapporto, dalle semplici modificazioni che non estinguono l'obbligazione originaria. Solo la vera novazione produce gli effetti dell'articolo 1300. In linea generale, una modifica accessoria o una mera dilazione non determina la liberazione dei condebitori. La qualificazione dell'operazione è quindi preliminare all'applicazione della norma.

La collocazione tra le vicende dell'obbligazione solidale

L'articolo 1300 fa parte di un gruppo di norme che regolano l'incidenza, sulla solidarietà, di vicende che coinvolgono uno solo dei coobbligati o dei concreditori. Insieme a istituti come la remissione, la confusione e la transazione, la novazione è considerata sotto il profilo della sua propagazione o meno agli altri soggetti del rapporto. Il filo conduttore di queste disposizioni è il bilanciamento tra l'unità del vincolo solidale e l'esigenza di rispettare la sfera dei soggetti che non hanno partecipato all'atto. La lettura coordinata di tali norme consente di cogliere la logica complessiva del sistema della solidarietà.

L'animus novandi e i suoi effetti

Affinché operi l'articolo 1300 è indispensabile che ricorra una vera novazione, caratterizzata dalla volontà delle parti di estinguere l'obbligazione precedente sostituendola con una nuova. Questa volontà, comunemente indicata come animus novandi, deve risultare in modo non equivoco. In sua mancanza, la modifica del rapporto non produce effetto novativo e, di conseguenza, non determina la liberazione dei condebitori. La distinzione è cruciale, perché molte vicende modificative del rapporto, come dilazioni o variazioni accessorie, non integrano novazione e quindi non attivano la disciplina dell'articolo in esame.

Gli effetti nei rapporti interni tra coobbligati

La norma incide anche sui rapporti interni tra i coobbligati. Quando la novazione estesa libera tutti i debitori, viene meno l'obbligazione originaria e con essa il sistema delle quote interne ad essa collegato; subentra la nuova obbligazione, con i soggetti e il contenuto da essa previsti. Quando, invece, la novazione è limitata, la sopravvivenza dell'obbligazione per gli altri debitori, decurtata della parte del debitore novato, presuppone la corretta individuazione delle quote interne. In linea generale, l'assetto dei rapporti di regresso va ricostruito tenendo conto della portata, estesa o limitata, dell'operazione novativa.

Rilievo pratico nei rapporti plurisoggettivi

Nella pratica, l'articolo 1300 assume rilievo ogni volta che un'obbligazione solidale venga rinegoziata con uno solo dei coobbligati. Per il professionista, è essenziale chiarire nell'accordo se la novazione abbia portata estesa o limitata, per evitare contestazioni sulla persistenza del vincolo. Una clausola precisa sull'intento delle parti previene incertezze sugli effetti verso i condebitori o i concreditori non partecipanti all'operazione, oltre che sui successivi rapporti di regresso.

Domande frequenti

La novazione con un solo debitore solidale libera anche gli altri?

Di regola sì: la novazione tra il creditore e uno dei debitori in solido libera gli altri, perché l'obbligazione solidale è unica e la sua estinzione si comunica a tutti.

È possibile limitare la novazione a un solo debitore?

Sì. Se le parti lo hanno voluto, gli altri debitori non sono liberati integralmente, ma solo per la parte del debitore con cui è intervenuta la novazione.

Cosa significa liberazione 'per la parte' del debitore novato?

Significa che l'obbligazione verso gli altri sopravvive, ma ridotta della quota interna del debitore con cui è stata conclusa la novazione, evitando duplicazioni a favore del creditore.

Come opera la norma nella solidarietà attiva?

La novazione convenuta tra uno dei creditori in solido e il debitore ha effetto verso gli altri creditori solo per la parte del primo, che può disporre solo della propria quota.

Ogni modifica del rapporto produce questi effetti?

No. Solo la vera novazione, con animus novandi e mutamento dell'obbligazione, produce gli effetti dell'articolo 1300. Le semplici modificazioni accessorie non liberano i condebitori.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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