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La guida
Gli accordi di ristrutturazione sono una via intermedia tra la trattativa privata e il concordato: il debitore si accorda con una parte qualificata dei creditori e fa omologare l’intesa dal tribunale, ottenendo stabilità, protezione dalle azioni esecutive e copertura dalle revocatorie.
Cosa sono
Disciplinati dagli artt. 57-64 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), gli accordi di ristrutturazione dei debiti consentono al debitore in crisi o insolvenza di raggiungere un’intesa con i creditori sulla base di un piano e di farla omologare dal tribunale. Sono più flessibili del concordato (niente voto assembleare, meno formalità), ma richiedono la relazione di un professionista indipendente sull’attuabilità del piano e sull’idoneità ad assicurare il pagamento dei creditori estranei.
La soglia del 60%
L’accordo “ordinario” (art. 57 CCII) richiede l’adesione di creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti. I creditori estranei all’accordo vanno pagati integralmente, entro termini di legge dall’omologazione (di norma 120 giorni dalla scadenza, se già scaduti, o dall’omologazione). La relazione dell’esperto attesta proprio l’idoneità del piano a pagarli: è la garanzia per chi non partecipa.
Gli accordi agevolati (30%)
L’art. 60 CCII prevede gli accordi agevolati: la soglia di adesione scende alla metà (30%) se il debitore rinuncia alle misure protettive e alla moratoria per i creditori estranei, che vanno quindi pagati senza dilazione. È utile quando non serve bloccare i creditori e si vuole solo cristallizzare l’intesa con i principali.
Gli accordi a efficacia estesa
L’art. 61 CCII consente, in presenza di categorie omogenee di creditori (tipicamente banche e intermediari finanziari), di estendere l’accordo anche ai creditori non aderenti della stessa categoria, se vi aderisce una maggioranza qualificata (di norma il 75% della categoria) e ricorrono le condizioni di legge. È un’eccezione al principio per cui l’accordo vincola solo chi lo sottoscrive, pensata per superare i dissenzienti quando l’esposizione è concentrata sul ceto bancario.
| Tipo di accordo | Soglia di adesione | Trattamento degli estranei |
|---|---|---|
| Ordinario (art. 57) | 60% dei crediti | Pagamento integrale, di norma entro 120 giorni |
| Agevolato (art. 60) | 30% dei crediti | Pagamento senza dilazione (no moratoria né protezioni) |
| A efficacia estesa (art. 61) | 75% della categoria omogenea | Vincola anche i non aderenti della categoria |
Misure protettive e omologazione
Dalla pubblicazione nel registro delle imprese possono operare misure protettive, come nel concordato. Il tribunale, verificati i requisiti, omologa l’accordo (art. 48 CCII), eventualmente anche con cram down fiscale se l’adesione di Fisco o enti è determinante (art. 63). Gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione dell’accordo omologato sono protetti dall’azione revocatoria (art. 166 CCII) in caso di successiva liquidazione: è la sicurezza che rende lo strumento appetibile.
Errori frequenti
- Trascurare i creditori estranei: il loro pagamento è condizione di omologazione.
- Scegliere l’agevolato senza valutare le protezioni: si rinuncia a misure protettive e moratoria.
- Non sfruttare l’efficacia estesa quando l’esposizione è bancaria e concentrata.
Accordo di ristrutturazione o concordato preventivo?
L’accordo è più snello e riservato del concordato, ma non vincola di per sé i creditori estranei (salvo l’efficacia estesa). La scelta dipende dalla struttura del debito e dal grado di consenso.
| Profilo | Accordo di ristrutturazione (artt. 57-64) | Concordato preventivo (artt. 84 ss.) |
|---|---|---|
| Consenso necessario | 60% dei crediti (30% nell’agevolato) | Maggioranza dei crediti ammessi al voto |
| Creditori estranei/dissenzienti | Estranei pagati per intero; vincolo solo a chi aderisce (salvo efficacia estesa) | Vincola tutti i creditori anteriori |
| Procedura | Più snella e riservata, niente voto assembleare | Più strutturata, con commissario e voto |
| Protezione da revocatoria | Sì (art. 166 CCII) | Sì |
Per molte imprese l’accordo è la prima scelta quando l’esposizione è concentrata su pochi creditori qualificati (tipicamente banche), perché consente di chiudere in fretta senza esporre la crisi all’intero ceto creditorio.
Spunti pratici
- Mappa l’esposizione: se è concentrata sulle banche, l’accordo a efficacia estesa può superare i dissenzienti.
- Cura il pagamento degli estranei: è condizione di omologazione.
- Sfrutta la protezione dalle revocatorie: dà sicurezza ai pagamenti eseguiti in attuazione dell’accordo.
- Valuta l’agevolato quando non ti serve bloccare i creditori e vuoi solo cristallizzare l’intesa.
Esempio pratico
La Sigma S.r.l. di Tizio ha un’esposizione soprattutto bancaria. Raggiunge con istituti che rappresentano oltre il 60% dei crediti un accordo di rimodulazione, supportato dalla relazione di un esperto indipendente. I fornitori estranei (Caio e Sempronio) sono pagati per intero nei termini di legge. Il tribunale omologa l’accordo, mettendo al riparo dai successivi rischi di revocatoria i pagamenti effettuati in sua esecuzione. Se una sola banca minoritaria si fosse opposta, Tizio avrebbe potuto usare l’accordo a efficacia estesa (art. 61) per vincolarla, raggiunta la maggioranza qualificata della categoria.
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Domande frequenti
Cosa sono gli accordi di ristrutturazione dei debiti?
Accordi tra il debitore e una parte qualificata dei creditori, basati su un piano e omologati dal tribunale (artt. 57-64 CCII).
Che soglia serve?
Il 60% dei crediti per l'accordo ordinario; gli accordi agevolati scendono al 30% rinunciando a misure protettive e moratoria per gli estranei (art. 60 CCII).
Come sono trattati i creditori estranei?
Vanno pagati, di regola integralmente, entro i termini di legge dall'omologazione (di norma 120 giorni).
Cosa sono gli accordi a efficacia estesa?
Accordi che, in presenza di categorie omogenee e maggioranze qualificate (di norma 75%), vincolano anche i creditori non aderenti della stessa categoria (art. 61 CCII).
I pagamenti dell'accordo sono al sicuro?
Sì: gli atti e i pagamenti in esecuzione dell'accordo omologato sono esenti da revocatoria (art. 166 CCII).