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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Lavori in Svizzera e vivi in Italia, e dal cambio delle regole non capisci più dove e quanto paghi di tasse? È la confusione più diffusa tra i frontalieri, e nasce da un punto preciso: dal 1° gennaio 2024 è in vigore un nuovo accordo che divide i lavoratori in due categorie con regimi opposti. I “vecchi frontalieri” continuano a pagare le imposte solo in Svizzera. I “nuovi frontalieri” entrano invece nella tassazione concorrente: pagano in Svizzera e poi dichiarano in Italia, con un credito per le imposte già versate e una franchigia di 10.000 euro. C’è poi il nodo del telelavoro, con un tetto del 25% oltre il quale si perde lo status. Questa guida chiarisce in quale categoria rientri e cosa devi davvero fare.

La divisione che cambia tutto: vecchi e nuovi frontalieri

Il nuovo accordo Italia-Svizzera, firmato nel 2020 ed entrato in applicazione dal 1° gennaio 2024, distingue due categorie in base alla data in cui hai acquisito lo status di frontaliere:

Vecchi frontalieri: chi ha svolto attività come frontaliere nella fascia di confine tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023. Restano nel regime previgente: imposte pagate al 100% in Svizzera, nessuna imposizione in Italia sul reddito da lavoro dipendente.
Nuovi frontalieri: chi ha acquisito lo status dopo il 17 luglio 2023. Rientrano nella tassazione concorrente, pienamente operativa dal 1° gennaio 2024.

Capire in quale gruppo sei è il primo passo: i due regimi portano a conti molto diversi.

Come funziona la tassazione concorrente (nuovi frontalieri)

Per i nuovi frontalieri il meccanismo è questo: la Svizzera trattiene l’imposta alla fonte sul reddito da lavoro (fino a un massimo dell’80% di quanto previsto dalle proprie regole), e poi l’Italia, Stato di residenza, tassa lo stesso reddito riconoscendo un credito d’imposta per quanto già pagato in Svizzera. In questo modo si evita la doppia imposizione, ma il prelievo complessivo si allinea, di fatto, a quello italiano, generalmente più alto.

La prima dichiarazione in Italia riguarda i redditi 2024 ed è avvenuta nel 2025, grazie allo scambio automatico di dati tra le autorità fiscali, che si trasmettono le informazioni entro il 20 marzo di ogni anno. Significa che il Fisco italiano conosce il reddito svizzero: non dichiararlo è un rischio concreto.

La franchigia di 10.000 euro

C’è una mitigazione importante per i nuovi frontalieri: i redditi da lavoro dipendente svolto nella zona di frontiera, con rientro giornaliero al proprio domicilio, beneficiano di un’esenzione fino a 10.000 euro. È una franchigia che riduce la base imponibile in Italia e che va applicata correttamente in dichiarazione: un dettaglio che incide sul conto finale.

Il nodo telelavoro: il tetto del 25%

È il tema più attuale e fonte di errori. Un protocollo modificativo del giugno 2024 ha fissato la regola: il frontaliere può svolgere fino al 25% dell’orario di lavoro in telelavoro dal proprio domicilio in Italia senza perdere lo status fiscale di frontaliere. Superare il 25% significa perdere lo status per quell’anno, con conseguenze sul regime applicabile. Per chi lavora ibrido è una soglia da monitorare con attenzione, giorno per giorno.

Definizione di frontaliere: la fascia dei 20 km

Non basta lavorare in Svizzera per essere “frontaliere” ai fini dell’accordo. Servono requisiti precisi: residenza in un Comune entro 20 km dal confine, lavoro dipendente nella zona di frontiera dell’altro Stato e rientro giornaliero al proprio domicilio. Chi non rientra ogni giorno, o risiede oltre la fascia, segue regole diverse: è un punto che cambia il regime applicabile e va verificato.

Due casi pratici

Caso 1 – Tizio, frontaliere storico in Ticino. Tizio lavora in Ticino dal 2015 e risiede a 10 km dal confine. È un “vecchio frontaliere”: continua a pagare le imposte solo in Svizzera, senza dichiarare quel reddito da lavoro in Italia. Il suo regime non cambia.

Caso 2 – Caia, assunta in Svizzera nel 2024. Caia è una “nuova frontaliera”: subisce la ritenuta in Svizzera, poi dichiara il reddito in Italia con credito d’imposta e franchigia di 10.000 euro. Se lavora da casa più del 25% del tempo, rischia di perdere lo status: deve tenere il conto delle giornate.

Gli errori che costano caro

Non sapere in quale categoria sei. Vecchio o nuovo frontaliere cambia completamente il regime.
Pensare di non dover dichiarare in Italia. I nuovi frontalieri dichiarano qui, con credito d’imposta; il Fisco riceve i dati dalla Svizzera.
Dimenticare la franchigia di 10.000 euro. Va applicata in dichiarazione per non pagare più del dovuto.
Superare il 25% di telelavoro senza accorgersene. Si perde lo status di frontaliere per l’anno.
Trascurare la fascia di 20 km e il rientro giornaliero. Senza i requisiti, l’accordo non si applica.

Domande frequenti

Sono un vecchio o un nuovo frontaliere?

Sei “vecchio frontaliere” se hai lavorato come frontaliere nella fascia di confine tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023; sei “nuovo frontaliere” se hai acquisito lo status dopo il 17 luglio 2023. I due regimi sono molto diversi.

I nuovi frontalieri pagano due volte le tasse?

No. Pagano in Svizzera alla fonte e poi dichiarano in Italia, dove ottengono un credito d’imposta per quanto già versato. Il risultato evita la doppia imposizione, ma allinea il prelievo a quello italiano.

Cos’è la franchigia di 10.000 euro?

È un’esenzione sul reddito da lavoro dipendente di frontiera con rientro giornaliero, prevista per i nuovi frontalieri: riduce la base imponibile in Italia fino a 10.000 euro.

Quanto telelavoro posso fare?

Fino al 25% dell’orario dal domicilio in Italia senza perdere lo status di frontaliere. Superando questa soglia, si perde lo status fiscale di frontaliere per quell’anno.

Chi è considerato frontaliere?

Chi risiede in un Comune entro 20 km dal confine, lavora come dipendente nella zona di frontiera dell’altro Stato e rientra giornalmente al proprio domicilio. Senza questi requisiti si applicano regole diverse.

Fonti normative

• Accordo Italia-Svizzera sull’imposizione dei lavoratori frontalieri (firmato il 23 dicembre 2020, in vigore dal 17 luglio 2023, applicazione dal 1° gennaio 2024)
• L. 83/2023 — ratifica ed esecuzione dell’Accordo
• Protocollo modificativo del giugno 2024 — disciplina del telelavoro (soglia 25%)
• Convenzione Italia-Svizzera contro le doppie imposizioni

Guida aggiornata a giugno 2026. La posizione del frontaliere dipende dalla categoria, dal Comune di residenza e dalle giornate di telelavoro: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale sul caso concreto.

In sintesi

Dal 2024 i 'vecchi frontalieri' pagano solo in Svizzera; i 'nuovi' dichiarano anche in Italia con credito d'imposta, franchigia di 10.000 euro e telelavoro max 25%.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-26
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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