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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Hai già un lavoro, studi o sei in pensione e vuoi aprire la partita IVA per un’attività in proprio? Nella maggior parte dei casi si può, ma le regole cambiano molto a seconda della tua situazione — e un dettaglio sbagliato può farti perdere il regime forfettario o metterti in conflitto con il datore di lavoro. Il nodo principale per i dipendenti e i pensionati è una soglia: per il 2026 puoi accedere al forfettario solo se i tuoi redditi da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente non superano 35.000 euro. Per gli studenti conta invece restare entro i limiti per essere “a carico”. Questa guida spiega, caso per caso, chi può aprirla e cosa deve sapere prima.

Dipendente: sì, ma occhio a due cose

Un lavoratore dipendente può tranquillamente aprire la partita IVA per un’attività autonoma. Due aspetti però vanno verificati prima.

1. La soglia per il forfettario. Costituisce causa ostativa all’accesso al regime forfettario aver percepito, nell’anno precedente, redditi da lavoro dipendente e assimilati (pensione compresa) superiori a 35.000 euro. È una soglia innalzata e confermata per il 2026 (in assenza di nuovi interventi tornerebbe a 30.000 euro dal 2027). La causa ostativa non si applica se il rapporto di lavoro è cessato nell’anno precedente e non percepisci altri redditi da dipendente o pensione.

2. Il vincolo con il datore di lavoro. Non puoi accedere al forfettario se fatturi in prevalenza verso il tuo datore di lavoro attuale o verso quello dei due anni precedenti: è la regola anti “finto autonomo”. Attenzione poi alle clausole del contratto: esclusiva, patto di non concorrenza e dovere di fedeltà (art. 2105 c.c.). Per i dipendenti pubblici serve di norma l’autorizzazione dell’amministrazione.

I contributi non si pagano due volte

Un timore frequente: “pago i contributi sia da dipendente sia da autonomo?”. Per l’attività professionale ci si iscrive alla Gestione Separata INPS, ma chi è già assicurato presso un’altra gestione (come il lavoratore dipendente) o è pensionato applica l’aliquota ridotta del 24%, invece di quella piena del 26,07%. I contributi da autonomo si calcolano solo sul reddito dell’attività, non si sovrappongono a quelli già versati sul lavoro dipendente.

Studente: nessun ostacolo, ma attento al “a carico”

Uno studente può aprire la partita IVA senza limiti particolari e accedere al forfettario. Il punto da non trascurare riguarda lo status di familiare a carico: si resta fiscalmente a carico dei genitori se il proprio reddito complessivo non supera 4.000 euro (per i figli fino a 24 anni) o 2.840,51 euro (dai 25 anni in su). Superando questi importi con l’attività, si esce dal carico e i genitori perdono le relative detrazioni: un effetto da mettere in conto.

Pensionato: sì, con attenzione al cumulo

Anche un pensionato può aprire la partita IVA. Per il forfettario vale la stessa soglia dei dipendenti: la pensione dell’anno precedente non deve superare i 35.000 euro (regola 2026). C’è però un aspetto ulteriore: alcune pensioni anticipate prevedono limiti o divieti di cumulo con i redditi da lavoro (autonomo o dipendente). Prima di avviare l’attività conviene verificare il tipo di pensione, per non incorrere in trattenute o nella sospensione dell’assegno.

Disoccupato e percettore di NASpI

Chi percepisce la NASpI può avviare un’attività autonoma, ma con regole specifiche su comunicazioni, riduzione o sospensione dell’indennità ed eventuale erogazione anticipata in un’unica soluzione. È un capitolo a sé, con tempistiche da rispettare per non perdere il sussidio.

Tabella: chi può e cosa verificare

Situazione Può aprire? Da verificare
Dipendente privato Reddito ≤ 35.000 € per il forfettario; ex datore; clausole contratto
Dipendente pubblico Sì, con autorizzazione Nulla osta dell’amministrazione
Studente Soglie per restare a carico (4.000 / 2.840,51 €)
Pensionato Soglia 35.000 €; limiti di cumulo della pensione

Due casi pratici

Caso 1 – Tizio, impiegato che vuole fare il consulente la sera. Tizio guadagna 28.000 euro da dipendente: sotto i 35.000, può aprire la partita IVA in forfettario. Deve solo evitare di lavorare in prevalenza per il proprio datore e controllare le clausole del contratto. Sui contributi, gestione separata al 24%.

Caso 2 – Caia, studentessa che fa grafica freelance. Caia apre la partita IVA forfettaria. Se con l’attività supera i 4.000 euro di reddito, esce dal carico dei genitori, che perdono le detrazioni: un calcolo da fare in famiglia prima di partire.

Gli errori che costano caro

Superare la soglia di 35.000 euro. Oltre, niente forfettario: si va in regime ordinario.
Fatturare al proprio datore di lavoro. È causa ostativa al forfettario (datore attuale o degli ultimi due anni).
Ignorare le clausole del contratto. Esclusiva e non concorrenza possono vietare l’attività; nel pubblico serve l’autorizzazione.
Dimenticare il “a carico”. Lo studente che supera le soglie fa perdere le detrazioni ai genitori.
Trascurare il cumulo della pensione. Alcune pensioni anticipate non si cumulano con i redditi da lavoro.

Domande frequenti

Sono dipendente: posso aprire la partita IVA in forfettario?

Sì, se i tuoi redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente non superano 35.000 euro (soglia 2026) e non fatturi in prevalenza verso il tuo datore attuale o degli ultimi due anni. Vanno verificate anche le clausole del contratto.

Il datore di lavoro deve essere informato?

Nel settore privato dipende dal contratto: clausole di esclusiva e non concorrenza possono limitare l’attività. Nel pubblico impiego serve di regola l’autorizzazione dell’amministrazione.

Pago i contributi due volte?

No. Per l’attività autonoma ci si iscrive alla Gestione Separata INPS, ma chi è già assicurato come dipendente o è pensionato applica l’aliquota ridotta del 24%, calcolata solo sul reddito dell’attività.

Sono studente a carico: cosa rischio aprendo la partita IVA?

Puoi aprirla, ma se superi 4.000 euro di reddito (fino a 24 anni) o 2.840,51 euro (dai 25), esci dal carico dei genitori, che perdono le relative detrazioni.

Da pensionato posso avere la partita IVA?

Sì. Vale la soglia di 35.000 euro per il forfettario, ma attenzione ai limiti di cumulo: alcune pensioni anticipate non sono cumulabili con i redditi da lavoro, con possibili trattenute.

Fonti normative

• L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 — regime forfettario e cause ostative (lett. d-bis e d-ter)
• Legge di Bilancio 2026 — conferma soglia 35.000 euro per redditi da dipendente/pensione
• D.Lgs. 165/2001, art. 53 — incompatibilità e autorizzazioni per i dipendenti pubblici; art. 2105 c.c. — obbligo di fedeltà
• TUIR, art. 12 — limiti di reddito per i familiari a carico

Guida aggiornata a giugno 2026. Soglie e regole possono variare con le leggi di bilancio: il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce una valutazione professionale sul caso concreto.

In sintesi

Dipendenti, studenti e pensionati possono aprire la partita IVA. Per il forfettario serve che i redditi da lavoro dipendente o pensione dell'anno prima non superino 35.000 euro (soglia confermata per il 2026), e non si puo' fatturare in prevalenza all'ex datore. I contributi alla Gestione Separata sono ridotti al 24% per chi e' gia' assicurato o pensionato. Lo studente esce dal carico oltre 4.000/2.840,51 euro; il pensionato deve verificare i limiti di cumulo.
Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-26
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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