Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Affidare una cosa a qualcuno perché la custodisca sembra semplice, ma il deposito è governato da regole precise su gratuità, obblighi del depositario e soprattutto onere della prova quando la cosa si danneggia o sparisce. Questa guida copre nozione, forma, responsabilità e le figure speciali (magazzini generali, albergo, deposito irregolare), con i riferimenti agli artt. 1766-1797 c.c.

Nozione e causa

Il deposito è il contratto con cui il depositario riceve dal depositante una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura (art. 1766 c.c.). La causa del contratto è la custodia: l’interesse tipico tutelato è la conservazione della cosa nell’interesse del depositante. Il deposito è un contratto reale, che si perfeziona con la consegna della cosa. Riguarda di regola beni mobili; per gli immobili in custodia si ricorre ad altri schemi.

Gratuità e compenso

Il deposito si presume gratuito, salvo che dalla qualità professionale del depositario o da altre circostanze risulti una diversa volontà delle parti (art. 1767 c.c.). Nella pratica d’impresa, però, il deposito è quasi sempre oneroso: chi custodisce merci per professione (magazzini, parcheggi, custodi) percepisce un corrispettivo. La distinzione non è puramente teorica, perché incide sul rigore della valutazione della colpa nella custodia.

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Gli obblighi del depositario

Il depositario deve usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia (art. 1768 c.c.); se il deposito è gratuito, la responsabilità per colpa è valutata con minor rigore. Egli non può servirsi della cosa né darla in deposito ad altri senza il consenso del depositante (art. 1770 c.c.); deve avvisare il depositante dei provvedimenti urgenti che la cosa richiede e restituirla con i frutti percetti al momento della richiesta (artt. 1771-1775 c.c.). La restituzione avviene nel luogo del deposito e con tutto ciò che è stato consegnato; il depositante deve a sua volta rimborsare le spese di conservazione e tenere indenne il depositario delle perdite cagionate dal deposito (art. 1781 c.c.).

La responsabilità del depositario e l’onere della prova

È il profilo più delicato. Il depositario è tenuto a custodire e a restituire la cosa nello stato in cui l’ha ricevuta. In caso di perdita, deterioramento o avaria, la giurisprudenza di legittimità è costante nel ripartire la prova così: il depositante deve solo provare l’avvenuta consegna e il danno, presumendosi che la cosa fosse stata consegnata in buone condizioni; spetta invece al depositario dimostrare che la perdita o il deterioramento dipendono da causa a lui non imputabile. Non basta provare di aver usato la diligenza dell’art. 1768 c.c.: il depositario non si libera dalla responsabilità “ex recepto” se non dimostra che l’inadempimento è stato provocato da una causa esterna a lui non addebitabile (ad esempio, in caso di furto, di aver adottato tutte le cautele che le circostanze concrete imponevano). Se il depositario non può restituire la cosa per fatto a lui non imputabile, deve dare al depositante quanto abbia eventualmente ottenuto in surrogazione (art. 1780 c.c.).

Forma e prova

Il deposito non richiede forma scritta a pena di nullità. Tuttavia, ai fini della prova, è essenziale documentare la consegna e lo stato della cosa: ricevute, verbali, fotografie. Nei magazzini generali la legge prevede titoli rappresentativi (fede di deposito e nota di pegno) che facilitano la prova e la circolazione della merce.

Figure speciali

Magazzini generali

I magazzini generali (artt. 1787-1797 c.c.) sono imprese che custodiscono merci per conto terzi rilasciando titoli rappresentativi. Rispondono per la conservazione delle merci secondo le regole rafforzate proprie del deposito professionale e devono dare avviso al depositante delle deficienze o avarie riscontrabili.

Deposito in albergo

Il deposito in albergo (artt. 1783-1786 c.c.) rende l’albergatore responsabile delle cose portate in albergo dal cliente, entro limiti di valore quando le cose non sono consegnate in custodia, e in misura piena quando le riceve in custodia o ne rifiuta indebitamente la consegna. È una responsabilità speciale che tutela il viaggiatore.

Deposito irregolare

Nel deposito irregolare (art. 1782 c.c.), avente a oggetto denaro o cose fungibili con facoltà del depositario di servirsene, questi ne acquista la proprietà ed è tenuto a restituire il tantundem, cioè altrettante cose della stessa specie e qualità: è lo schema che avvicina il deposito bancario al mutuo.

Tabella: tipi di deposito

Tipo Oggetto Restituzione Norma
Deposito ordinario Cosa mobile determinata La stessa cosa in natura artt. 1766-1781
Deposito irregolare Denaro/cose fungibili Tantundem art. 1782
Deposito in albergo Cose del cliente Con limiti/regime speciale artt. 1783-1786
Magazzini generali Merci Con titoli rappresentativi artt. 1787-1797

Errori frequenti

Commento articolo per articolo

La sezione sul deposito (artt. 1766-1797 c.c.) si apre con la nozione dell’art. 1766 c.c., che àncora il contratto alla custodia e restituzione di cosa mobile, e con l’art. 1767 c.c., che ne presume la gratuità salvo la qualità professionale del depositario. L’art. 1768 c.c. gradua la diligenza e attenua il rigore nel deposito gratuito. Gli artt. 1770-1772 c.c. vietano l’uso e la sub-custodia non autorizzati e impongono di avvisare dei provvedimenti urgenti. Gli artt. 1773-1776 c.c. regolano la restituzione, anche dei frutti, e l’individuazione dell’avente diritto. Gli artt. 1777-1781 c.c. disciplinano tempo e luogo della restituzione, l’ipotesi di perdita non imputabile (art. 1780) e gli obblighi del depositante (rimborso spese e indennità, art. 1781). L’art. 1782 c.c. introduce il deposito irregolare; gli artt. 1783-1786 c.c. il deposito in albergo; gli artt. 1787-1797 c.c. i magazzini generali. La struttura muove dal deposito ordinario verso le figure speciali d’impresa.

Sequestro e deposito necessario

Accanto al deposito volontario, il codice conosce il deposito necessario, imposto da una calamità o da circostanze eccezionali, soggetto alle stesse regole del deposito ordinario ma con prova ammessa con ogni mezzo data la situazione di urgenza. Diverso ancora è il sequestro convenzionale (artt. 1798-1802 c.c.), con cui due o più persone affidano a un terzo una cosa controversa perché la custodisca e la restituisca a chi spetterà: pur vicino al deposito, ha causa propria di garanzia rispetto alla lite.

Spunti pratici

Tizio consegna a Caio (autorimessa) la propria auto in custodia a pagamento. Al ritiro il veicolo presenta danni o, peggio, è stato rubato. Tizio deve provare solo la consegna del mezzo integro e il danno; tocca a Caio dimostrare che la perdita dipende da causa a lui non imputabile, ad esempio un furto avvenuto nonostante tutte le cautele esigibili nel caso concreto (sistemi di sicurezza, vigilanza). La sola allegazione di aver custodito con diligenza non basta a vincere la responsabilità ex recepto. Se Caio avesse prestato l’auto a Sempronio senza consenso (art. 1770 c.c.), risponderebbe comunque del danno, e in più della violazione del divieto d’uso. Se al contrario l’auto fosse stata distrutta da un evento naturale eccezionale e imprevedibile, Caio potrebbe liberarsi provando il caso fortuito, ma dovrebbe consegnare a Tizio l’eventuale indennizzo assicurativo percepito in surrogazione (art. 1780 c.c.). Per Tizio è decisivo conservare la ricevuta di deposito che documenta consegna e stato del bene: è la base della presunzione a suo favore.

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Domande frequenti

Cos'è il contratto di deposito?

È il contratto con cui una parte (depositario) riceve dall'altra (depositante) una cosa mobile con l'obbligo di custodirla e di restituirla in natura (art. 1766 c.c.).

Il deposito è gratuito o oneroso?

Si presume gratuito, salvo che dalla qualità professionale del depositario o da altre circostanze risulti diversamente (art. 1767 c.c.). Nei magazzini generali e nelle imprese è di regola oneroso.

Chi prova il danno alla cosa depositata?

Il depositante prova la consegna e il danno; spetta al depositario provare che il deterioramento o la perdita derivano da causa a lui non imputabile, non bastando la prova della diligenza usata.

Il depositario può usare la cosa depositata?

No, non può servirsi della cosa né darla in deposito ad altri senza il consenso del depositante (art. 1770 c.c.).

Cos'è il deposito in albergo?

È una forma speciale: l'albergatore risponde delle cose portate in albergo dal cliente entro i limiti e alle condizioni degli artt. 1783-1786 c.c.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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