Testo dell'articoloVigente
Il leasing è lo strumento con cui un’impresa usa un bene (un macchinario, un’auto, un immobile) pagando un canone, con l’opzione di acquistarlo alla fine. Per anni è stato un contratto “atipico” costruito dalla prassi; oggi la legge ne fissa la definizione e, soprattutto, le regole della risoluzione. Ecco come funziona.
Cos’è la locazione finanziaria
Con la locazione finanziaria una banca o un intermediario (concedente) si obbliga ad acquistare o far costruire un bene su scelta e indicazione dell’utilizzatore, mettendolo a sua disposizione per un tempo determinato verso un canone; alla scadenza l’utilizzatore può acquistarne la proprietà pagando il prezzo di riscatto (art. 1, commi 136-140, L. 124/2017). È un’operazione trilatera: concedente, utilizzatore e fornitore del bene.
La struttura trilatera
L’utilizzatore sceglie il bene e il fornitore; il concedente lo acquista e lo concede in godimento. Per questo, di regola, i rischi e le azioni verso il fornitore (per vizi, ritardi) vengono trasferiti contrattualmente all’utilizzatore, che è chi ha scelto il bene: è una caratteristica tipica del leasing finanziario.
Leasing finanziario e operativo
| Profilo | Leasing finanziario | Leasing operativo |
|---|---|---|
| Parti | Trilatero (concedente-utilizzatore-fornitore) | Bilatero (spesso il produttore) |
| Funzione | Finanziamento all’acquisto | Godimento del bene + servizi |
| Riscatto | Tipico, prezzo predeterminato | Spesso assente o marginale |
La risoluzione per inadempimento (commi 137-138)
È il punto più importante della disciplina del 2017. Costituisce grave inadempimento dell’utilizzatore il mancato pagamento di almeno sei canoni mensili (o due trimestrali, o comunque un importo pari al 4-5% del costo del bene, secondo il tipo di bene), comma 137. In caso di risoluzione, il concedente ha diritto alla restituzione del bene e deve venderlo o ricollocarlo a valori di mercato; trattiene quanto gli è dovuto (canoni scaduti, residui, spese) e restituisce all’utilizzatore l’eventuale eccedenza ricavata dalla vendita (comma 138). Così il concedente non si arricchisce ingiustamente.
Spunti pratici
- Soglia di risoluzione: ricorda i 6 canoni (comma 137), tutela contro risoluzioni per inadempimenti minimi.
- Restituzione dell’eccedenza: dopo la vendita del bene hai diritto al di più ricavato (comma 138).
- Vizi del bene: verifica chi esercita le azioni verso il fornitore (di regola tu).
- Riscatto: valuta il prezzo finale nel piano economico complessivo.
Esempio pratico
Un’impresa prende in leasing un macchinario. Dopo aver saltato sei canoni mensili, il concedente risolve il contratto (comma 137) e riprende il bene. Lo rivende a prezzo di mercato: con il ricavato copre i canoni scaduti e a scadere; l’eccedenza viene restituita all’impresa (comma 138). Se invece il ricavato non bastasse, l’impresa resterebbe debitrice della differenza.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
Quanta IRPEF devi pagare?
Calcola l'IRPEF lorda e netta con scaglioni, aliquote e detrazioni aggiornati, per capire cosa aspettarti dal modello 730.
Domande frequenti