- Il divorzio congiunto si propone con domanda congiunta quando i coniugi sono d’accordo su tutte le condizioni.
- È più rapido ed economico del divorzio giudiziale: il tribunale verifica l’accordo e lo recepisce.
- In alternativa si può divorziare con negoziazione assistita da avvocati o, in casi semplici, davanti all’ufficiale di stato civile.
- Resta fermo il termine minimo (sei o dodici mesi di separazione) introdotto dal “divorzio breve”.
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Quando i coniugi sono d’accordo, il divorzio non deve necessariamente trasformarsi in una battaglia. Il divorzio congiunto — tecnicamente la domanda congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio — è la via più rapida, economica e meno conflittuale. Vediamo quando è possibile, come si svolge e quali alternative “fuori dal tribunale” esistono oggi.
Quando è possibile
Il divorzio congiunto presuppone che i coniugi abbiano raggiunto un accordo completo su tutte le condizioni: assegni eventuali per il coniuge e per i figli, affidamento e collocamento dei figli, assegnazione della casa, rapporti patrimoniali. Deve inoltre essere decorso il termine minimo di separazione previsto dal cosiddetto “divorzio breve”: sei mesi in caso di separazione consensuale e dodici mesi in caso di separazione giudiziale, calcolati dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente.
La procedura in tribunale
Le parti, con un ricorso congiunto, sottopongono al tribunale le condizioni concordate. Il giudice verifica che gli accordi non siano contrari all’interesse dei figli e li recepisce nella sentenza. La procedura è semplificata: spesso è sufficiente un numero ridotto di udienze e, dopo la riforma del processo per la famiglia, il ricorso congiunto può essere definito in tempi rapidi. Un solo avvocato può assistere entrambi i coniugi.
Le alternative: negoziazione assistita e Comune
Dal 2014 esistono due strade alternative al tribunale:
- la negoziazione assistita: i coniugi, ciascuno assistito dal proprio avvocato (la legge richiede almeno un avvocato per parte), sottoscrivono un accordo che, dopo il controllo della Procura, produce gli stessi effetti della sentenza;
- il divorzio davanti all’ufficiale di stato civile del Comune: percorribile solo se non vi sono figli minori, maggiorenni non autosufficienti o disabili e se l’accordo non contiene trasferimenti patrimoniali.
Tempi e costi
Il divorzio congiunto in tribunale richiede in genere pochi mesi; la negoziazione assistita può chiudersi anche più rapidamente; il divorzio in Comune è il più veloce ma riservato ai casi più semplici. Sul fronte dei costi, incidono soprattutto gli onorari dell’avvocato (un solo legale riduce la spesa) e il contributo unificato; il divorzio in Comune prevede un diritto fisso contenuto. In ogni caso la via congiunta è sensibilmente meno onerosa di quella giudiziale.
Divorzio congiunto e riforma del processo
La riforma del processo per la famiglia (entrata a regime dal 2023) ha introdotto un rito unico e ha reso possibile, in presenza di accordo, presentare in un unico procedimento la domanda di separazione e quella di divorzio, da decidere quando maturano i termini. Questo accorcia ulteriormente i tempi per le coppie consensuali.
Articoli di legge da consultare
Domande frequenti
Quanto dura un divorzio congiunto?
In tribunale di solito pochi mesi; la negoziazione assistita può chiudersi in tempi anche più brevi e il divorzio in Comune è il più rapido. Resta però il termine minimo di separazione (sei mesi se consensuale, dodici se giudiziale).
Si può fare il divorzio con un solo avvocato?
Nel divorzio congiunto in tribunale sì: un unico avvocato può assistere entrambi i coniugi, riducendo i costi. Nella negoziazione assistita, invece, ciascun coniuge deve avere il proprio avvocato (almeno uno per parte).
Posso divorziare in Comune?
Solo se non ci sono figli minori, maggiorenni non autosufficienti o disabili e se l’accordo non prevede trasferimenti patrimoniali. Negli altri casi serve la negoziazione assistita o il tribunale.
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I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.