Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 1801 c.c. – Liberazione del sequestratario

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Prima che la controversia sia definita, il sequestratario non può essere liberato che per accordo delle parti o per giusti motivi.

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In sintesi

  • Prima della definizione della controversia il sequestratario non può essere liberato unilateralmente.
  • La liberazione anticipata è possibile solo per accordo di tutte le parti o per giusti motivi valutati dal giudice.
  • La norma tutela la funzione conservativa del sequestro e l'affidamento delle parti sull'integrità della custodia.

Commento all'art. 1801 c.c.

L'art. 1801 c.c. disciplina la cessazione anticipata dell'incarico del sequestratario nel sequestro convenzionale, derogando al principio generale di libera revocabilità del mandato.

Irrevocabilità unilaterale dell'incarico

Il sequestro convenzionale è funzionale alla conservazione di un bene in attesa della definizione di una controversia. Proprio per questa funzione di garanzia, il legislatore ha escluso che il sequestratario possa abbandonare l'incarico a sua discrezione o che una sola parte possa revocargli la custodia. La norma riflette la struttura trilaterale del rapporto: il sequestratario è terzo indipendente rispetto alle parti in lite, e la sua posizione non può essere modificata dalla volontà di una sola di esse.

Accordo delle parti

Il primo caso di liberazione anticipata è l'accordo di tutte le parti coinvolte nel sequestro. Quando tutti i soggetti interessati convengono sulla cessazione della custodia, ad esempio perché la controversia è stata definita stragiudizialmente o perché è venuto meno l'interesse al sequestro, il sequestratario può essere sostituito o dimesso. L'accordo deve essere unanime, poiché la modifica unilaterale pregiudicherebbe l'interesse della parte che ha voluto la custodia.

Giusti motivi

Il secondo caso è la sussistenza di giusti motivi, che legittima la liberazione anche in assenza di accordo. Rientrano in questa categoria l'impossibilità sopravvenuta di svolgere l'incarico, gravi conflitti di interesse, perdita dei requisiti di imparzialità o situazioni che rendano oggettivamente pregiudizievole la prosecuzione della custodia. La valutazione spetta al giudice in caso di contestazione.

Coordinamento con il sequestro giudiziario

A differenza del sequestro giudiziario (art. 670 c.p.c.), dove la revoca dell'incarico al custode è disposta dal giudice, nel sequestro convenzionale prevale l'autonomia negoziale temperata dalla tutela dell'affidamento delle parti.

Casi pratici

Caso 1: liberazione per accordo delle parti

Tizio e Caio hanno affidato un bene conteso a un sequestratario. Definita la lite in via stragiudiziale, entrambi concordano la cessazione della custodia: solo con l'accordo unanime il sequestratario può essere liberato prima della definizione della controversia (art. 1801 c.c.).

Caso 2: liberazione per giusti motivi

Il sequestratario non può più svolgere l'incarico per impossibilità sopravvenuta o grave conflitto di interessi. Ricorrendo giusti motivi, può essere liberato anche senza l'accordo delle parti.

Domande frequenti

Quando può essere liberato il sequestratario prima della fine della lite?

Solo per accordo di tutte le parti o per giusti motivi (art. 1801 c.c.).

Una sola parte può revocare la custodia?

No: il sequestratario è terzo indipendente e la sua posizione non può essere modificata dalla volontà di una sola parte.

Cosa sono i 'giusti motivi'?

Circostanze come l'impossibilità sopravvenuta di svolgere l'incarico o gravi conflitti di interesse, che giustificano la liberazione anche senza accordo.

Perché l'incarico non è liberamente revocabile?

Perché il sequestro convenzionale ha funzione di garanzia: la custodia deve restare stabile fino alla definizione della controversia.

L'accordo di liberazione deve essere unanime?

Sì: la modifica unilaterale pregiudicherebbe l'interesse della parte che ha voluto la custodia, quindi serve il consenso di tutte le parti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 15 giugno 2026
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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