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In sintesi
- Compensi occasionali: se l’attivita’ e’ saltuaria e non organizzata, le commissioni rientrano tra i redditi da lavoro autonomo non esercitato abitualmente (rigo D5, codice 2).
- Attivita’ abituale: chi fa affiliate marketing in modo continuativo e organizzato deve aprire partita IVA (lavoro autonomo professionale o, in alcuni casi, impresa).
- Ritenuta d’acconto del 20%: i committenti italiani applicano spesso una ritenuta del 20% sui compensi; la Certificazione Unica riportera’ il codice M o O.
- Regime forfetario disponibile: attivita’ professionale con ricavi fino a 85.000 euro nell’anno precedente; coefficiente 78% per attivita’ professionali, scientifiche e tecniche.
- Spese deducibili: nel regime ordinario le spese strettamente inerenti l’attivita’ (hosting, domini, strumenti software) sono deducibili dal reddito.
Affiliate marketing: quando e' un reddito da dichiarare?
L’affiliate marketing consiste nel promuovere prodotti o servizi altrui e ricevere una commissione per ogni vendita o azione generata tramite il proprio link. E’ un’attivita’ che puo’ andare da pochi euro al mese fino a cifre importanti, e la sua qualificazione fiscale dipende da come e’ organizzata.
Se promuovi qualche prodotto in modo del tutto saltuario, senza una struttura organizzata, i compensi rientrano tra i redditi da attivita’ di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, o in certi casi tra i redditi da attivita’ commerciali non esercitate abitualmente. In entrambi i casi si tratta di redditi diversi da indicare nel quadro D del 730 (o nel quadro RL del modello Redditi PF).
Se invece gestisci uno o piu’ siti web, canali social o newsletter dedicati alla promozione, con aggiornamento continuativo e struttura organizzata, l’attivita’ e’ abituale. In questo caso la partita IVA e’ necessaria e si apre un discorso diverso: regime forfetario o regime ordinario, con dichiarazione nel modello Redditi PF.
| Tipo di attivita' | Qualificazione | Modello e rigo | Ritenuta d'acconto |
|---|---|---|---|
| Saltuaria, non organizzata | Lavoro autonomo occasionale (o attivita' commerciale non abituale) | 730 rigo D5 cod. 2 (o cod. 1) / Redditi PF RL15 o RL14 | 20% (causale M, M2 o O su CU) |
| Continuativa, strutturata (es. sito web attivo) | Lavoro autonomo professionale abituale – partita IVA | Redditi PF quadro RE o regime forfetario LM | 20% da committenti con sostituto |
| Forfetario (professionisti attivita' prof./scient./tecn.) | Ricavi <= 85.000 euro anno prec. | Quadro LM – coeff. redditivita' 78% | Imposta sostitutiva 15% o 5% |
Esempio pratico
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Caio gestisce un blog di recensioni. Nel 2025 ha ricevuto commissioni da programmi di affiliazione per 9.000 euro totali. I compensi sono stati erogati senza ritenuta da piattaforme estere. Caio svolge questa attivita’ in modo continuativo, aggiornando il blog ogni settimana: si tratta di attivita’ abituale, quindi Caio avrebbe dovuto aprire partita IVA. Se invece Sempronia avesse promosso un paio di prodotti su un suo profilo social solo tre volte nell’anno intero, incassando 400 euro, quei compensi rientrerebbero nei redditi da lavoro autonomo non esercitato abitualmente: 400 euro vanno nel rigo D5 (codice 2) del 730, al netto delle spese strettamente inerenti.
Documenti necessari
- Certificazione Unica 2026 rilasciata dal committente italiano (causale M, M2 o O)
- Estratti conto o riepilogo pagamenti delle piattaforme di affiliazione (Amazon Associates, Awin, Tradedoubler, ecc.)
- Fatture emesse o note di addebito ai committenti (se si opera con partita IVA)
- Documenti delle spese inerenti (fatture hosting, domini, strumenti di marketing)
Caso 1: Tizio promuove prodotti saltuariamente senza struttura stabile
Scenario. Tizio ha inserito un link di affiliazione Amazon in un articolo del suo blog personale nel 2025. Nel corso dell’anno ha incassato 320 euro di commissioni, senza che vi fosse un’organizzazione stabile o un aggiornamento continuativo del sito per scopi commerciali.
Come si applica. I 320 euro sono redditi da lavoro autonomo non esercitato abitualmente. Sul rigo D5 del 730 (codice 2) Tizio indica i 320 euro al lordo; se ha sostenuto spese documentate strettamente inerenti (ad esempio la quota annuale del dominio del blog), le indica nella colonna spese del medesimo rigo. Il reddito netto concorre al suo reddito complessivo. Se Amazon ha operato una ritenuta del 20%, il relativo importo va indicato nella colonna ritenute.
In pratica
- Compilare il rigo D5 del 730 con codice 2, corrispettivo lordo e spese inerenti.
- Se presenti il modello Redditi PF usare il rigo RL15.
- Conservare il riepilogo pagamenti di Amazon Associates o della piattaforma usata.
Caso 2: Sempronia gestisce un sito di comparazione prezzi attivo tutto l'anno
Scenario. Sempronia aggiorna il suo sito di comparazione ogni settimana, collabora con 5 programmi di affiliazione diversi e ha incassato 28.000 euro di commissioni nel 2025. Ha aperto partita IVA nel 2024 scegliendo il regime forfetario.
Come si applica. L’attivita’ e’ chiaramente abituale e strutturata. Sempronia e’ correttamente inquadrata con partita IVA. Nel regime forfetario, per le attivita’ professionali, scientifiche e tecniche il coefficiente di redditivita’ e’ del 78%. Il reddito imponibile e’ 28.000 x 78% = 21.840 euro. Da questo si deducono i contributi previdenziali versati (gestione separata INPS). Il modello da usare e’ il Redditi PF con il quadro LM, non il 730.
In pratica
- Partita IVA obbligatoria per attivita’ abituale: usare il modello Redditi PF, non il 730.
- Nel regime forfetario il coefficiente per le attivita’ professionali/scientifiche/tecniche e’ il 78%.
- I contributi alla gestione separata INPS versati nell’anno sono deducibili dal reddito forfetario.
Quando rivolgersi a un professionista
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Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Le commissioni da Amazon Associates vanno dichiarate nel 730?
Dipende dall’entita’ e dalla continuita’. Se si tratta di piccole somme derivanti da un’attivita’ saltuaria, rientrano tra i redditi da lavoro autonomo non esercitato abitualmente (rigo D5, codice 2). Se invece l’attivita’ e’ strutturata e continuativa, serve la partita IVA e il modello Redditi PF.
Quale codice indicare nella Certificazione Unica per i compensi da affiliazione?
I committenti italiani che versano compensi per attivita’ di lavoro autonomo occasionale usano la causale M o O nella Certificazione Unica. Questi compensi vanno nel rigo D5 codice 2 del 730. Se il committente e’ estero o non ha operato ritenute, i compensi vanno dichiarati comunque.
Le commissioni da piattaforme estere (che non fanno ritenuta) vanno comunque dichiarate?
Si’. L’obbligo di dichiarazione non dipende dalla ritenuta ma dalla qualificazione del reddito. Se il compenso e’ imponibile in Italia, va dichiarato indipendentemente dal fatto che la piattaforma estera non abbia operato la ritenuta.
Qual e' il coefficiente di redditivita' per l'affiliate marketing nel regime forfetario?
Se l’attivita’ e’ classificata tra le attivita’ professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie o di istruzione (codici ATECO 64-66, 69-75, 85, 86-88), il coefficiente e’ il 78%. La classificazione esatta dipende dal codice ATECO scelto all’apertura della partita IVA.
Posso detrarre le spese di hosting e dominio se dichiaro i compensi come reddito occasionale?
Si’, le spese specificamente inerenti alla produzione dei redditi occasionali sono deducibili dal compenso lordo. Occorre conservare le fatture o ricevute e indicare le spese nell’apposita colonna del rigo D5 (730) o RL15 (Redditi PF).
Domande frequenti