Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Assegno al coniuge separato/divorziato: deducibile se disposto dal giudice e pagato periodicamente; non si deducono gli importi destinati al mantenimento dei figli.
- Assegno alimentare ai familiari: deducibile nella misura in cui risulta da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, per i familiari elencati dall’art. 433 del codice civile.
- Rendite e vitalizi da testamento o donazione modale: deducibili se corrisposti in base a un testamento o a una donazione che prevede un obbligo periodico.
- Non deducibile: la somma corrisposta in un’unica soluzione al coniuge separato e gli assegni destinati ai figli.
- Obbligo di indicare il codice fiscale del coniuge: per l’assegno al coniuge bisogna compilare la colonna 1 del rigo E22 con il suo codice fiscale.
- Dove si indicano: l’assegno al coniuge va nel rigo E22; le altre rendite e assegni alimentari ai familiari vanno nel rigo E26 con il codice ’21’.
Assegni periodici e rendite: la differenza tra ciò che si deduce e ciò che non si deduce
Quando ti separi o divorzi, spesso il giudice stabilisce che devi versare un assegno periodico al tuo ex coniuge. Questo assegno – a differenza di tanti altri costi della vita – riduce il reddito su cui paghi le tasse: si chiama ‘deduzione’. Ma attenzione: la regola vale solo per l’assegno destinato al coniuge, non per la parte che serve a mantenere i figli.
Oltre all’assegno di separazione/divorzio, esistono altri pagamenti periodici che puoi dedurre: le rendite e i vitalizi stabiliti da un testamento o da una donazione che impone un obbligo periodico (cosiddetta ‘donazione modale’), e gli assegni alimentari verso certi familiari, ma solo se l’obbligo risulta da un provvedimento del giudice.
Nel 730/2026, questi importi vanno dichiarati nel Quadro E, Sezione II: l’assegno al coniuge nel rigo E22, gli altri assegni e rendite nel rigo E26 con il codice ’21’. Non è necessario allegare i documenti alla dichiarazione, ma devi conservarli in caso di controllo.
- Tutte le spese che riducono le imposte, con i tetti aggiornati
- Le 4 regole che fanno perdere le detrazioni (tracciabilit\xc3\xa0, tetto oltre 75.000 \xe2\x82\xac...)
- Documenti da preparare e date del 730/2026
| Tipo di pagamento | Deducibile? | Rigo nel 730 |
|---|---|---|
| Assegno periodico al coniuge separato/divorziato (disposto dal giudice) | Sì, per intero (esclusa quota figli) | E22 (con codice fiscale del coniuge) |
| Quota per mantenimento figli inclusa nell'assegno | No | Non va indicata |
| Somma corrisposta in unica soluzione al coniuge | No | Non va indicata |
| Assegni alimentari a familiari ex art. 433 c.c. (da provvedimento giudiziario) | Sì, nella misura risultante dal provvedimento | E26, codice '21' |
| Rendite e vitalizi da testamento o donazione modale | Sì | E26, codice '21' |
Esempio pratico
-
Tizio versa alla ex moglie un assegno mensile di 1.200 euro disposto dal tribunale, di cui 400 euro sono destinati al mantenimento del figlio. Nel 730/2026 Tizio indica nel rigo E22 l’importo annuo deducibile: 800 euro x 12 = 9.600 euro (solo la quota per la moglie). I 400 euro mensili per il figlio non vengono indicati: non sono deducibili. Se il provvedimento non distinguesse le due quote, per le istruzioni AdE metà dell’assegno totale si considera per il coniuge e metà per i figli.
Documenti necessari
- Sentenza o decreto del giudice che fissa l’assegno periodico al coniuge
- Ricevute o estratti conto bancari che documentano i pagamenti effettuati nel 2025
- Codice fiscale del coniuge destinatario dell’assegno
- Provvedimento dell’autorità giudiziaria per gli assegni alimentari ai familiari
- Atto testamentario o rogito notarile della donazione modale per le rendite da testamento
Caso 1: separazione con assegno misto (coniuge e figli)
Scenario. Caio è separato legalmente. Il giudice ha stabilito un assegno di 1.500 euro al mese: 900 euro per la moglie e 600 euro per i due figli. Il provvedimento distingue chiaramente le due quote.
Come si applica. Nel 730/2026 Caio compila il rigo E22, colonna 1 con il codice fiscale della ex moglie e colonna 2 con 10.800 euro (900 x 12). I 7.200 euro per i figli (600 x 12) non vengono indicati da nessuna parte: non sono deducibili. Il reddito imponibile di Caio si riduce di 10.800 euro.
In pratica
- Se il provvedimento del giudice non distingue le quote, per legge metà dell’assegno totale si considera per il coniuge (deducibile) e metà per i figli (non deducibile).
- Non sono deducibili le somme corrisposte in un’unica soluzione anche se il giudice le ha disposte.
Caso 2: vitalizio da donazione modale a favore di un genitore
Scenario. Sempronio ha ricevuto in donazione un immobile dal padre, con l’obbligo testamentario di versare 500 euro al mese alla madre come rendita vitalizia. Nel 2025 ha versato 6.000 euro.
Come si applica. Sempronio compila il rigo E26, indicando in colonna 1 il codice ’21’ e in colonna 2 l’importo di 6.000 euro. Questo importo riduce il suo reddito complessivo: non c’è un massimale specifico per questa categoria, ma l’importo deve essere quello realmente corrisposto e documentabile.
In pratica
- Conserva l’atto di donazione (o il testamento) che fissa l’obbligo periodico: è la base giuridica della deduzione.
- Tieni anche le ricevute o gli estratti conto che documentano ogni singolo versamento effettuato nel 2025.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Quanta IRPEF devi pagare?
Calcola l'IRPEF lorda e netta con scaglioni, aliquote e detrazioni aggiornati, per capire cosa aspettarti dal modello 730.
Domande frequenti
Posso dedurre l'assegno al coniuge se siamo separati di fatto ma non legalmente?
No. Per la deduzione è richiesta la separazione legale ed effettiva o il divorzio, con un provvedimento dell’autorità giudiziaria che fissi l’assegno. La separazione di fatto non è sufficiente.
Devo indicare il codice fiscale del coniuge nel 730?
Sì, è obbligatorio. Il codice fiscale del coniuge va nella colonna 1 del rigo E22. Senza di esso l’Agenzia delle Entrate non può verificare la coerenza tra ciò che tu deduci e ciò che il tuo ex dichiara come reddito assimilato.
L'assegno al coniuge è tassato in capo a chi lo riceve?
Sì: chi riceve l’assegno lo dichiara come reddito. Questo è il meccanismo simmetrico: chi paga deduce, chi riceve tassa. Per i figli vale il contrario: non è deducibile per chi paga e non è tassabile per chi riceve.
E se ho versato un assegno alimentare a un fratello per decreto del giudice?
È deducibile, a condizione che l’obbligo risulti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria. Va indicato nel rigo E26, codice ’21’. Senza provvedimento giudiziario, il pagamento volontario non è deducibile.
Un vitalizio che percepisco da un contratto privato è deducibile se lo trasferisco ad altri?
No. La deduzione riguarda solo ciò che tu paghi: le rendite e i vitalizi che corrisposti in esecuzione di un testamento o di una donazione modale. Se ricevi un vitalizio e lo giri a un’altra persona, la situazione è diversa e va valutata caso per caso.
Quanto posso dedurre complessivamente per assegni e rendite?
Non esiste un massimale specifico: si deduce l’importo effettivamente corrisposto, purché rientri nelle categorie previste (assegno al coniuge da provvedimento giudiziario, assegni alimentari ai familiari ex art. 433 c.c., rendite da testamento o donazione modale).
Domande frequenti
Posso dedurre l'assegno al coniuge se siamo separati di fatto ma non legalmente?
No. Per la deduzione è richiesta la separazione legale ed effettiva o il divorzio, con un provvedimento dell'autorità giudiziaria che fissi l'assegno. La separazione di fatto non è sufficiente.
Devo indicare il codice fiscale del coniuge nel 730?
Sì, è obbligatorio. Il codice fiscale del coniuge va nella colonna 1 del rigo E22. Senza di esso l'Agenzia delle Entrate non può verificare la coerenza tra ciò che tu deduci e ciò che il tuo ex dichiara come reddito assimilato.
L'assegno al coniuge è tassato in capo a chi lo riceve?
Sì: chi riceve l'assegno lo dichiara come reddito. Questo è il meccanismo simmetrico: chi paga deduce, chi riceve tassa. Per i figli vale il contrario: non è deducibile per chi paga e non è tassabile per chi riceve.
E se ho versato un assegno alimentare a un fratello per decreto del giudice?
È deducibile, a condizione che l'obbligo risulti da un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Va indicato nel rigo E26, codice '21'. Senza provvedimento giudiziario, il pagamento volontario non è deducibile.
Un vitalizio che percepisco da un contratto privato è deducibile se lo trasferisco ad altri?
No. La deduzione riguarda solo ciò che tu paghi: le rendite e i vitalizi che corrisposti in esecuzione di un testamento o di una donazione modale. Se ricevi un vitalizio e lo giri a un'altra persona, la situazione è diversa e va valutata caso per caso.
Quanto posso dedurre complessivamente per assegni e rendite?
Non esiste un massimale specifico: si deduce l'importo effettivamente corrisposto, purché rientri nelle categorie previste (assegno al coniuge da provvedimento giudiziario, assegni alimentari ai familiari ex art. 433 c.c., rendite da testamento o donazione modale).