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Il collocamento mirato (L. 68/1999) è il sistema che, tramite analisi delle capacità residue del lavoratore disabile, individua il posto di lavoro più adatto e supporta l’inserimento con interventi tecnici, formativi e incentivi. I Centri per l’Impiego gestiscono le liste e i tirocini di inserimento.
Tabella riepilogativa
| Strumento | Finalità | Chi interviene |
|---|---|---|
| Iscrizione lista disabili | Accesso al collocamento obbligatorio | Centro per l’Impiego |
| Scheda professionale | Analisi capacità e limitazioni | CPI + servizi riabilitativi |
| Tirocinio di inserimento | Valutazione pratica in azienda | CPI, datore, ente promotore |
| Convenzione di inserimento | Piano individualizzato con obiettivi | CPI + datore + lavoratore |
| Incentivi contributivi | Sgravi per assunzione di disabili | INPS / Regioni |
Chi può iscriversi e come
Possono iscriversi alle liste del collocamento mirato le persone con invalidità civile almeno del 46%, sordi, ciechi civili, invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa almeno del 33%, invalidi di guerra/servizio e soggetti equiparati. L’iscrizione avviene presso il Centro per l’Impiego territorialmente competente, presentando la certificazione di invalidità o disabilità e la documentazione medica utile. Il CPI redige una scheda professionale che descrive capacità residue, limitazioni e preferenze lavorative.
Analisi delle capacità e tirocini di inserimento
Il collocamento mirato non si limita all’avviamento numerico: prevede un’analisi della compatibilità tra il profilo del lavoratore e le mansioni disponibili. Il CPI può proporre tirocini di inserimento presso le aziende obbligate, della durata concordata nel piano individualizzato, per consentire sia la valutazione pratica sia l’adattamento progressivo dell’ambiente di lavoro. Le aziende che aderiscono possono accedere a sgravi contributivi.
Convenzione di inserimento lavorativo
La convenzione di inserimento lavorativo è un accordo tra CPI, datore di lavoro e lavoratore disabile che definisce il piano personalizzato di inserimento: mansioni, eventuali adattamenti del posto di lavoro, percorso formativo, tempi e supporto dei servizi. Le convenzioni possono prevedere la copertura della quota di riserva anche mediante inserimenti parziali e periodi di tirocinio computabili.
Casi pratici
Tizio ha perso parzialmente la mobilità del braccio destro in un infortunio sul lavoro; l’INAIL ha riconosciuto un’invalidità del 40%. Si iscrive al CPI, che redige la scheda professionale e lo avvia a un datore con obbligo di assunzione in una mansione compatibile con la sua limitazione fisica.
Caia, con disabilità psichica certificata, viene proposta dal CPI per un tirocinio di tre mesi presso un’azienda obbligata. Durante il tirocinio il tutor aziendale valuta le mansioni adatte; al termine l’azienda assume Caia con contratto a tempo indeterminato, beneficiando degli sgravi contributivi previsti.
Sempronio, non vedente, viene inserito in un’azienda di call center tramite convenzione: il piano prevede postazione con software di lettura vocale a carico dell’azienda (con contributo del Fondo regionale), affiancamento iniziale di 30 giorni e obiettivi di autonomia graduali.
Domande frequenti
Chi può iscriversi al collocamento mirato?
Persone con invalidità civile almeno del 46%, sordi, ciechi civili, invalidi del lavoro con riduzione della capacità lavorativa almeno del 33% e altri soggetti equiparati dalla L. 68/1999.
Il collocamento mirato è diverso dal normale collocamento?
Sì: il collocamento mirato implica l’analisi delle capacità residue e la ricerca del posto compatibile, con supporto tecnico e formativo, anziché un semplice avviamento numerico.
Quali incentivi spettano alle aziende che assumono disabili?
Sgravi contributivi INPS di varia entità in base alla percentuale di invalidità e alla tipologia contrattuale, contributi regionali per l’adattamento del posto di lavoro e incentivi aggiuntivi per convenzioni di inserimento.
Il datore può rifiutare l'avviamento?
No, se è obbligato dalla quota di riserva. Può però chiedere al CPI una sospensione temporanea dell’obbligo in caso di crisi aziendale accertata o di cassa integrazione.
Cosa si intende per posto di lavoro adeguato?
Un posto compatibile con le capacità residue del lavoratore, eventualmente adattato (ausili, ergonomia, orari) senza che ciò imponga oneri sproporzionati al datore.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il collocamento mirato rappresenta il superamento della vecchia logica del puro avviamento numerico: non basta riempire una quota, occorre trovare l'incontro più funzionale tra le capacità della persona e le esigenze dell'impresa. La L. 68/1999, integrata dal D.Lgs. 151/2015, costruisce un sistema di strumenti tecnici, formativi e incentivanti che accompagnano l'inserimento.
La filosofia della legge
L'obiettivo non è collocare “un disabile” ma valorizzare le capacità residue della singola persona, individuando la mansione compatibile ed eventualmente adattando l'ambiente di lavoro. È un approccio che guarda alla potenzialità lavorativa effettiva, non al deficit, e che coinvolge servizi pubblici, datore e lavoratore in un percorso condiviso.
Chi può iscriversi e come
Possono iscriversi alle liste del collocamento mirato le persone con invalidità riconosciuta nelle misure previste dalla legge, i non vedenti e i sordi, gli invalidi del lavoro e altri soggetti equiparati. L'iscrizione avviene presso il Centro per l'Impiego territorialmente competente, allegando la certificazione di invalidità o disabilità e la documentazione sanitaria utile. Per le percentuali e i requisiti specifici si rinvia al testo della L. 68/1999.
La scheda professionale
Cuore tecnico del sistema è la scheda professionale, redatta dal CPI eventualmente con il contributo dei servizi sanitari: descrive le capacità residue, le limitazioni funzionali e le preferenze del lavoratore. È lo strumento che consente di orientare l'inserimento verso mansioni realmente compatibili, evitando collocamenti inadeguati destinati a fallire.
I tirocini di inserimento
Il tirocinio di inserimento permette di valutare sul campo la compatibilità tra profilo e mansione e di favorire l'adattamento progressivo dell'ambiente di lavoro. È uno strumento ponte: consente all'azienda di conoscere il lavoratore e al lavoratore di sperimentare il contesto, prima di un'eventuale assunzione stabile.
La convenzione di inserimento
La convenzione di inserimento lavorativo è l'accordo tra CPI, datore e lavoratore che definisce un piano personalizzato: mansioni, adattamenti del posto, percorso formativo, tempi e supporto dei servizi. Può prevedere la copertura della quota di riserva anche con inserimenti graduali e periodi di tirocinio computabili.
Gli incentivi alle imprese
Le aziende che assumono lavoratori con disabilità possono accedere a incentivi contributivi, modulati in base al grado di riduzione della capacità lavorativa e alla tipologia contrattuale, oltre a contributi per l'adattamento del posto di lavoro. Gli importi e le condizioni variano nel tempo: per i valori aggiornati è bene fare riferimento alle disposizioni INPS e regionali vigenti.
Gli obblighi del datore
Il datore tenuto alla quota di riserva non può rifiutare l'avviamento disposto dal CPI. Può però chiedere la sospensione temporanea dell'obbligo nelle ipotesi previste dalla legge, come crisi aziendali accertate o ricorso agli ammortizzatori sociali, fermo l'obbligo di adeguare la postazione senza oneri sproporzionati.
Domande frequenti
Chi può iscriversi al collocamento mirato?
Le persone con invalidità riconosciuta nelle misure previste dalla legge, i non vedenti, i sordi, gli invalidi del lavoro e altri soggetti equiparati dalla L. 68/1999. Per le percentuali e i requisiti precisi si rinvia al testo della legge.
Il collocamento mirato è diverso dal normale collocamento?
Sì. Il collocamento mirato implica l'analisi delle capacità residue e la ricerca del posto compatibile, con supporto tecnico e formativo, anziché il semplice avviamento numerico tipico del vecchio sistema.
Quali incentivi spettano alle aziende che assumono disabili?
Incentivi contributivi modulati sul grado di riduzione della capacità lavorativa e sulla tipologia contrattuale, oltre a contributi per l'adattamento del posto di lavoro. Gli importi aggiornati vanno verificati nelle disposizioni INPS e regionali vigenti.
Il datore obbligato può rifiutare l'avviamento?
No, se è tenuto alla quota di riserva. Può però chiedere al CPI una sospensione temporanea dell'obbligo nei casi previsti dalla legge, come crisi aziendali accertate o ricorso agli ammortizzatori sociali.
Cosa si intende per posto di lavoro adeguato?
Un posto compatibile con le capacità residue del lavoratore, eventualmente adattato con ausili, accorgimenti ergonomici o organizzazione dell'orario, senza che ciò comporti oneri sproporzionati per il datore.