In sintesi
- Incremento di 10 mln annui a decorrere dal 2026 per gli Istituti zooprofilattici sperimentali (IZS).
- La quota integra il Fondo sanitario nazionale, nella parte destinata al funzionamento degli IZS.
- Finalità: fronteggiare l’aumento dei costi e le emergenze sanitarie ricorrenti.
- Ambiti coperti: sicurezza alimentare, sanità animale, igiene zootecnica.
- Coordinamento con il D.Lgs. 270/1993 sugli IZS e con il Reg. (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Comma 348 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Calamita Emergenze
In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.
Testo coordinato
. Al fine di garantire le risorse necessarie per far fronte alle maggiori spese derivanti dall’aumento del costo dei servizi nonché dalle ricorrenti emergenze sanitarie nei settori della sicurezza alimentare, della sanità animale e dell’igiene zootecnica, la quota destinata al funzionamento degli Istituti zooprofilattici sperimentali nell’ambito del Fondo sanitario nazionale, è incrementata di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.
Norme modificate da questi commi
- Art. 32 Costituzione (comma 348): tutela della salute come diritto fondamentale, anche nel profilo veterinario e alimentare
- Art. 117 Costituzione (comma 348): tutela della salute materia di legislazione concorrente; finanziamento statale dei LEA
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
Inquadramento
Il comma 348 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) dispone un incremento di 10 milioni di euro annui, a decorrere dal 2026, della quota del Fondo sanitario nazionale destinata al funzionamento degli Istituti zooprofilattici sperimentali (IZS). La finalità, espressa direttamente nel testo, è duplice: fronteggiare l’aumento del costo dei servizi e rispondere alle ricorrenti emergenze sanitarie nei settori della sicurezza alimentare, della sanità animale e dell’igiene zootecnica.
Gli Istituti zooprofilattici sperimentali
Gli IZS sono dieci enti sanitari di diritto pubblico, distribuiti su base interregionale, che operano nell’ambito del Servizio sanitario nazionale ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 1993, n. 270. Costituiscono lo strumento tecnico-scientifico delle Regioni e dello Stato per la sanità veterinaria. Le competenze comprendono: diagnosi di malattie animali, sorveglianza epidemiologica veterinaria, controllo della qualità degli alimenti di origine animale, ricerca sperimentale, formazione del personale del SSN, supporto alle Aziende sanitarie locali nelle indagini di polizia veterinaria. Costituiscono inoltre la rete dei Laboratori nazionali di riferimento (LNR) ai sensi del Regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali.
Il finanziamento ordinario
Il finanziamento degli IZS è ripartito tra Stato e Regioni. La quota statale, all’interno del Fondo sanitario nazionale, viene riconosciuta annualmente con decreto del Ministro della Salute, sentita la Conferenza Stato-Regioni, ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 270/1993. La quota regionale è corrisposta da ciascuna Regione partecipante secondo i criteri stabiliti dalla L. 23 dicembre 1978, n. 833 (istituzione SSN) e dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (riordino sanità). Il comma 348 incrementa la quota statale, lasciando inalterati i meccanismi di partecipazione regionale.
Ricorrenza delle emergenze sanitarie
La motivazione esplicita del comma 348 fa riferimento alle «ricorrenti emergenze sanitarie». Negli ultimi anni il settore zootecnico italiano è stato interessato da: peste suina africana (dal 2022, con focolai in Piemonte, Liguria, Lombardia, Calabria), influenza aviaria altamente patogena (cicli stagionali), West Nile (annuale), Bluetongue (ovini), brucellosi, tubercolosi bovina. Ogni emergenza comporta intensificazione dei controlli, prelievi, analisi di laboratorio, sorveglianza attiva, abbattimento e indennizzo agli allevatori. La spesa degli IZS aumenta in modo non programmabile. Il rifinanziamento ha quindi natura strutturale: serve a rendere stabile la capacità di risposta.
La sicurezza alimentare
Gli IZS sono uno dei pilastri del sistema italiano di sicurezza alimentare, che attua il pacchetto igiene UE (Regolamenti (CE) 178/2002, 852/2004, 853/2004, 882/2004 e ora 2017/625). Le funzioni comprendono analisi su alimenti di origine animale (latte, carni, pesce, uova), controlli su residui di farmaci veterinari, contaminanti chimici, micotossine, pesticidi. Le risorse del comma 348 finanziano sia attività ordinarie di sorveglianza sia interventi straordinari in caso di allerte rapide (Rasff). La filiera della sicurezza alimentare ha rilievo anche per la libera circolazione delle merci nel mercato unico e per le esportazioni verso Paesi terzi.
Profilo costituzionale
La sanità rientra nelle materie di legislazione concorrente ex art. 117, terzo comma, Cost. La tutela della salute è diritto fondamentale (art. 32 Cost.) e include la prevenzione e la sanità veterinaria, intese come tutela indiretta della salute umana tramite la sicurezza degli alimenti e il controllo delle zoonosi. La Corte costituzionale (sent. 134/2006, sent. 121/2018) ha riconosciuto la legittimità di interventi statali di finanziamento per garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA), che includono la sanità pubblica veterinaria. Il comma 348 è coerente con questa cornice.
Profilo unionale
Il Regolamento (UE) 2017/625 impone agli Stati membri di garantire risorse adeguate per i controlli ufficiali lungo la filiera agroalimentare. Gli IZS, designati Laboratori nazionali di riferimento per molte matrici, rappresentano lo strumento operativo per il rispetto degli obblighi unionali. Il rifinanziamento contribuisce ad assicurare la conformità del sistema italiano alle ispezioni della Commissione (DG Sante) e ai requisiti del Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rasff). Sono inoltre rilevanti il Regolamento (UE) 2016/429 sulle malattie animali (Animal Health Law) e il Regolamento (UE) 2019/6 sui medicinali veterinari.
Riparto della spesa
Il decreto annuale di riparto del FSN dovrà recepire l’incremento di 10 milioni, distribuendolo tra i dieci IZS secondo criteri che tengono conto del bacino di utenza, della consistenza zootecnica regionale, del numero di analisi effettuate, dei piani straordinari di sorveglianza in corso. La governance interna del riparto è affidata al Ministero della Salute, in raccordo con la Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari.
Cantierabilità
La norma è pienamente self-executing: lo stanziamento è già quantificato e ha decorrenza dal 1° gennaio 2026. Non sono richiesti decreti attuativi speciali; basta che il decreto ordinario di riparto del FSN per il 2026 e per gli anni successivi includa la quota aggiuntiva. Il monitoraggio è affidato alla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero e alla Corte dei conti per i profili di controllo. Per gli operatori della filiera (allevatori, industria alimentare) l’effetto sarà il rafforzamento delle attività di analisi, certificazione e supporto tecnico.
Domande frequenti
Cosa sono gli Istituti zooprofilattici sperimentali?
Sono dieci enti sanitari di diritto pubblico, costituiti su base interregionale, che operano nell’ambito del Servizio sanitario nazionale ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 1993, n. 270. Sono il braccio tecnico-scientifico delle Regioni in materia di sanità animale, sicurezza alimentare e igiene zootecnica. Svolgono diagnosi di malattie degli animali, sorveglianza epidemiologica veterinaria, analisi sugli alimenti di origine animale, ricerca scientifica, formazione del personale, supporto alle Aziende sanitarie locali. Sono inoltre Laboratori nazionali di riferimento per molte matrici, designati ai sensi del Regolamento (UE) 2017/625. La rete italiana è considerata un’eccellenza europea nel campo veterinario.
A cosa servono i 10 milioni aggiuntivi del comma 348?
Servono a coprire l’aumento dei costi di funzionamento ordinario degli IZS e a fronteggiare le emergenze sanitarie ricorrenti. Negli ultimi anni gli IZS hanno dovuto gestire focolai di peste suina africana, influenza aviaria altamente patogena, West Nile, Bluetongue, brucellosi, oltre alle attività ordinarie di analisi su milioni di campioni. I costi sono cresciuti per inflazione, costi energetici, reagenti, personale, manutenzione di strumenti di laboratorio sofisticati. Le emergenze richiedono inoltre attività aggiuntive di sorveglianza attiva. L’incremento del FSN destinato agli IZS è permanente (10 milioni annui dal 2026) e si somma alle quote regionali.
Come si raccorda con il Fondo sanitario nazionale?
Il Fondo sanitario nazionale (FSN) finanzia il livello essenziale delle prestazioni sanitarie su tutto il territorio. Una quota del FSN è destinata agli IZS, secondo l’art. 5 del D.Lgs. 270/1993. Il riparto è effettuato annualmente con decreto del Ministro della Salute, sentita la Conferenza Stato-Regioni. Il comma 348 incrementa di 10 milioni annui la quota destinata al funzionamento degli IZS, lasciando inalterato il meccanismo di finanziamento misto Stato-Regioni: alla quota statale gli IZS aggiungono il contributo delle Regioni partecipanti, secondo i criteri stabiliti dalla L. 833/1978 e dal D.Lgs. 502/1992. Il finanziamento integrativo non riduce le altre voci del FSN.
Quali emergenze sanitarie ha affrontato il sistema veterinario di recente?
Dal 2022 l’Italia è interessata dalla peste suina africana (PSA), con focolai inizialmente in Piemonte e Liguria, poi estesi a Lombardia, Calabria, Campania, con abbattimenti di animali infetti e quarantene. L’influenza aviaria altamente patogena (HPAI) ha ciclici picchi stagionali con impatto su allevamenti avicoli, soprattutto nella pianura padana. Il West Nile ha incidenza annuale crescente, anche per la sorveglianza degli equidi e dei volatili selvatici. La Bluetongue colpisce ovini in alcune zone del Sud. Si aggiungono i tradizionali piani contro brucellosi e tubercolosi bovina. Tutti questi piani comportano analisi su decine di migliaia di campioni l’anno presso gli IZS.
C’è un impatto sul mondo agricolo e zootecnico?
Sì, indiretto ma significativo. Il rafforzamento degli IZS migliora la capacità di risposta alle emergenze, riducendo i tempi di diagnosi e di contenimento dei focolai. Per gli allevatori questo significa minore durata dei vincoli sanitari, riduzione delle perdite economiche, maggiore certezza nella commercializzazione degli animali e dei prodotti. Migliori controlli aumentano anche la fiducia sui mercati esteri, importante per le esportazioni di carni e prodotti lattiero-caseari italiani. Il sistema, inoltre, sostiene la filiera DOP/IGP che dipende dalla qualità e sicurezza riconosciute. Indirettamente, l’intervento del comma 348 sostiene la competitività dell’intero settore agroalimentare nazionale.