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Art. 737 c.p.p. – Sequestro
In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)
1. Su richiesta del procuratore generale, la Corte di Appello competente per il riconoscimento di una sentenza straniera ai fini dell’esecuzione di una confisca può ordinare il sequestro delle cose assoggettabili a confisca (240 c.p.).
2. Se la Corte non accoglie la richiesta contro la relativa ordinanza può essere proposto ricorso per cassazione (606) da parte del procuratore generale. Contro l’ordinanza che dispone il sequestro può essere proposto ricorso per cassazione per violazione di legge da parte dell’interessato. Il ricorso non ha effetto sospensivo.
3. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni che regolano l’esecuzione del sequestro preventivo.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.
In sintesi
La Corte di Appello può ordinare il sequestro dei beni assoggettabili a confisca su richiesta del procuratore generale nell'ambito del riconoscimento.
Ratio
L'articolo 737 introduce un meccanismo cautelare parallelo al riconoscimento della sentenza straniera: il sequestro dei beni che saranno confiscati. Mentre l'articolo 736 assicura la custodia della persona, l'articolo 737 assicura la conservazione dei beni. La norma è necessaria perché il procedimento di riconoscimento richiede tempo (da sei a dieci mesi), durante il quale i beni oggetto di confisca rischiano di essere nascosti, dispersi o trasferiti all'estero. Il sequestro ne garantisce l'integrità fino all'esecuzione della confisca definitiva.
Analisi
La norma è breve ma incisiva. Il comma 1 attribuisce alla Corte di Appello, su richiesta del procuratore generale, il potere di ordinare il sequestro delle cose assoggettabili a confisca. Il riferimento all'articolo 240 c.p. rimanda al concetto civilistico di bene confiscabile: cose che costituiscono il prezzo, il prodotto o il profitto di un reato, oppure cose che hanno servito o sono state destinate a commettere un reato. Il comma 2 regola la ricorribilità: se la Corte rifiuta la richiesta di sequestro, il procuratore generale può ricorrere in cassazione; se invece la Corte accoglie (ordina il sequestro), l'interessato può ricorrere in cassazione per violazione di legge, ma il ricorso non sospende l'esecuzione del sequestro. Il comma 3 rinvia alle disposizioni che regolano il sequestro preventivo, dunque alle norme ordinarie del codice di rito (articoli 316-323 c.p.p.).
Quando si applica
Prendiamo un caso concreto: una sentenza penale straniera ordina la confisca di un'auto utilizzata per attività criminale (furto, contrabbando). L'auto si trova parcheggiata in Italia. Durante il procedimento di riconoscimento presso la Corte di Appello italiana, il procuratore generale chiede il sequestro preventivo dell'auto. La Corte di Appello, verificati i presupposti (legittimo interesse della parte lesa, bene idoneo a confisca), ordina il sequestro. L'auto viene consegnata a un amministratore giudiziario. Nel frattempo, il proprietario non può venderla né utilizzarla. Una volta che la Corte di Appello riconosce la sentenza straniera e ordina la confisca (articolo 735), l'auto è formalmente confiscata.
Connessioni
L'articolo 737 si relaziona direttamente con l'articolo 735 (confisca conseguente al riconoscimento) e con l'articolo 240 c.p. (confiscabilità dei beni). È collegato agli articoli 316-323 c.p.p. (sequestro preventivo ordinario) e all'articolo 606 c.p.p. (ricorso per cassazione). Nel quadro del riconoscimento delle sentenze straniere, interagisce con gli articoli 732-739 c.p.p. Nel contesto più ampio della cooperazione penale internazionale, si inserisce nelle convenzioni sulle misure cautelari e sulla conservazione dei patrimoni criminali.
Domande frequenti
Chi può richiedere il sequestro di beni secondo l'articolo 737?
Il procuratore generale presso la Corte di Appello competente per il riconoscimento. Non è consentito al ricorrente o all'interessato richiederlo direttamente; deve operare il pubblico ministero.
Quali beni possono essere sequestrati secondo l'articolo 737?
Solo le cose assoggettabili a confisca secondo l'articolo 240 c.p., dunque beni che costituiscono il prezzo, il prodotto, il profitto del reato, o cose utilizzate per commetterlo.
Se ricorro in cassazione contro un ordinanza di sequestro preventivo, il sequestro viene sospeso?
No. L'articolo 737 comma 2 specifica che il ricorso in cassazione proposto dall'interessato contro l'ordinanza di sequestro 'non ha effetto sospensivo'. Il sequestro continua durante il procedimento cassazionale.
Cosa succede al bene sequestrato durante il procedimento di riconoscimento?
Il bene sequestrato è affidato a un amministratore giudiziario che ne custodisce l'integrità. Il proprietario non può venderlo, utilisarlo né gravarlo. Se la Corte di Appello ordina la confisca, il bene passa allo Stato.
Se la Corte di Appello rifiuta il riconoscimento della sentenza straniera, il sequestro è revocato?
Sì, logicamente il rifiuto del riconoscimento comporta la revoca del sequestro e la restituzione del bene al proprietario, poiché non vi è più fondamento per la misura cautelare.