Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 737 c.p.p. – Sequestro

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Su richiesta del procuratore generale, la Corte di Appello competente per il riconoscimento di una sentenza straniera ai fini dell’esecuzione di una confisca può ordinare il sequestro delle cose assoggettabili a confisca (240 c.p.).

2. Se la Corte non accoglie la richiesta contro la relativa ordinanza può essere proposto ricorso per cassazione (606) da parte del procuratore generale. Contro l’ordinanza che dispone il sequestro può essere proposto ricorso per cassazione per violazione di legge da parte dell’interessato. Il ricorso non ha effetto sospensivo.

3. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni che regolano l’esecuzione del sequestro preventivo.

In sintesi

  • Su richiesta del procuratore generale, la Corte di Appello ordina il sequestro delle cose assoggettabili a confisca secondo l'articolo 240 c.p.
  • Contro il rifiuto della Corte di accogliere la richiesta di sequestro, il procuratore generale può ricorrere in cassazione
  • Contro l'ordinanza che dispone il sequestro, l'interessato può ricorrere in cassazione per violazione di legge, ma il ricorso non ha effetto sospensivo
  • Alle procedure di sequestro preventivo si applicano le disposizioni ordinarie in materia di esecuzione
Indice dei contenuti

La Corte di Appello può ordinare il sequestro dei beni assoggettabili a confisca su richiesta del procuratore generale nell'ambito del riconoscimento.

Ratio

L'articolo 737 introduce un meccanismo cautelare parallelo al riconoscimento della sentenza straniera: il sequestro dei beni che saranno confiscati. Mentre l'articolo 736 assicura la custodia della persona, l'articolo 737 assicura la conservazione dei beni. La norma è necessaria perché il procedimento di riconoscimento richiede tempo (da sei a dieci mesi), durante il quale i beni oggetto di confisca rischiano di essere nascosti, dispersi o trasferiti all'estero. Il sequestro ne garantisce l'integrità fino all'esecuzione della confisca definitiva.

Analisi

La norma è breve ma incisiva. Il comma 1 attribuisce alla Corte di Appello, su richiesta del procuratore generale, il potere di ordinare il sequestro delle cose assoggettabili a confisca. Il riferimento all'articolo 240 c.p. rimanda al concetto civilistico di bene confiscabile: cose che costituiscono il prezzo, il prodotto o il profitto di un reato, oppure cose che hanno servito o sono state destinate a commettere un reato. Il comma 2 regola la ricorribilità: se la Corte rifiuta la richiesta di sequestro, il procuratore generale può ricorrere in cassazione; se invece la Corte accoglie (ordina il sequestro), l'interessato può ricorrere in cassazione per violazione di legge, ma il ricorso non sospende l'esecuzione del sequestro. Il comma 3 rinvia alle disposizioni che regolano il sequestro preventivo, dunque alle norme ordinarie del codice di rito (articoli 316-323 c.p.p.).

Quando si applica

Prendiamo un caso concreto: una sentenza penale straniera ordina la confisca di un'auto utilizzata per attività criminale (furto, contrabbando). L'auto si trova parcheggiata in Italia. Durante il procedimento di riconoscimento presso la Corte di Appello italiana, il procuratore generale chiede il sequestro preventivo dell'auto. La Corte di Appello, verificati i presupposti (legittimo interesse della parte lesa, bene idoneo a confisca), ordina il sequestro. L'auto viene consegnata a un amministratore giudiziario. Nel frattempo, il proprietario non può venderla né utilizzarla. Una volta che la Corte di Appello riconosce la sentenza straniera e ordina la confisca (articolo 735), l'auto è formalmente confiscata.

Connessioni

L'articolo 737 si relaziona direttamente con l'articolo 735 (confisca conseguente al riconoscimento) e con l'articolo 240 c.p. (confiscabilità dei beni). È collegato agli articoli 316-323 c.p.p. (sequestro preventivo ordinario) e all'articolo 606 c.p.p. (ricorso per cassazione). Nel quadro del riconoscimento delle sentenze straniere, interagisce con gli articoli 732-739 c.p.p. Nel contesto più ampio della cooperazione penale internazionale, si inserisce nelle convenzioni sulle misure cautelari e sulla conservazione dei patrimoni criminali.

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio, un imprenditore italiano, è stato condannato in Belgio per riciclaggio di denaro. La sentenza belga ordina la confisca di una villa a Como (proprietà di Tizio), acquistata con proventi illeciti. La villa è iscritto al Catasto. Durante il procedimento di riconoscimento presso la Corte di Appello di Como, il procuratore generale richiede il sequestro preventivo della villa. La Corte, verificati i presupposti, ordina il sequestro della villa mediante atto notificato all'agenzia delle entrate e a Tizio. Così, Tizio non può vendere, ipotecare o gravare la villa. La Corte di Appello successivamente riconosce la sentenza belga e ordina la confisca della villa, che passa allo Stato.

Caso 2: Caio e Mevio gestiscono un traffico di merci contraffatte

Una sentenza austriaca condanna Caio a cinque anni di reclusione e ordina la confisca dei macchinari utilizzati nella fabbrica illegale di falsi (stampanti, cartucce inchiostro, packaging contaffatto), situati in un capannone nel Veneto. Durante il riconoscimento presso la Corte di Appello di Padova, il procuratore generale chiede il sequestro dei macchinari. La Corte ordina il sequestro, e l'amministratore giudiziario prende custodia dei macchinari. Caio ricorre in cassazione, contestando la necessità del sequestro, ma il ricorso non sospende il sequestro. Successivamente, la Corte delibera il riconoscimento e ordina la confisca definitiva.

Domande frequenti

Chi può richiedere il sequestro di beni secondo l'articolo 737?

Il procuratore generale presso la Corte di Appello competente per il riconoscimento. Non è consentito al ricorrente o all'interessato richiederlo direttamente; deve operare il pubblico ministero.

Quali beni possono essere sequestrati secondo l'articolo 737?

Solo le cose assoggettabili a confisca secondo l'articolo 240 c.p., dunque beni che costituiscono il prezzo, il prodotto, il profitto del reato, o cose utilizzate per commetterlo.

Se ricorro in cassazione contro un ordinanza di sequestro preventivo, il sequestro viene sospeso?

No. L'articolo 737 comma 2 specifica che il ricorso in cassazione proposto dall'interessato contro l'ordinanza di sequestro 'non ha effetto sospensivo'. Il sequestro continua durante il procedimento cassazionale.

Cosa succede al bene sequestrato durante il procedimento di riconoscimento?

Il bene sequestrato è affidato a un amministratore giudiziario che ne custodisce l'integrità. Il proprietario non può venderlo, utilisarlo né gravarlo. Se la Corte di Appello ordina la confisca, il bene passa allo Stato.

Se la Corte di Appello rifiuta il riconoscimento della sentenza straniera, il sequestro è revocato?

Sì, logicamente il rifiuto del riconoscimento comporta la revoca del sequestro e la restituzione del bene al proprietario, poiché non vi è più fondamento per la misura cautelare.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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