Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

In sintesi

Partita IVA durante la NASpI: si può, con regole

Aprire o mantenere una partita IVA mentre si percepisce la NASpI è possibile, ma cambia l’importo dell’indennità. La logica è quella della compatibilità con riduzione: finché il reddito da lavoro autonomo resta entro il limite che consente di conservare lo stato di disoccupazione — 5.500 euro l’anno — la NASpI continua, decurtata. Oltre quel tetto la prestazione decade, perché viene meno lo stato di disoccupazione stesso.

Il primo adempimento è la comunicazione: entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (o dalla domanda di NASpI, se l’attività era già in corso) va inviato all’INPS il modello NASpI-Com con il reddito annuo presunto, anche se pari a zero. Chi non comunica rischia di dover restituire tutto. Sulla base di quel reddito, l’INPS applica la riduzione dell’80%: l’assegno viene tagliato di una cifra pari all’80% del reddito previsto, ripartita sui mesi che vanno dall’inizio dell’attività alla fine dell’indennità (o alla fine dell’anno, se anteriore). A consuntivo, con la dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, l’INPS conguaglia in base al reddito effettivo.

L’anticipazione in unica soluzione per aprire l’attività

Chi vuole mettersi in proprio ha un’alternativa: l’anticipazione della NASpI in unica soluzione (art. 8, D.Lgs. 22/2015). Invece di ricevere l’indennità mese per mese, si ottiene tutto l’importo residuo in un’unica erogazione, come incentivo all’avvio di un’attività di lavoro autonomo, di un’impresa individuale o alla sottoscrizione di quote di una cooperativa. La domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (o dalla domanda di NASpI, se l’attività è preesistente).

Ci sono due contropartite da conoscere. La prima: l’anticipazione non dà diritto alla contribuzione figurativa né agli assegni per il nucleo familiare collegati alla NASpI. La seconda, cruciale: se il beneficiario, prima della scadenza del periodo per cui la NASpI era stata riconosciuta, instaura un rapporto di lavoro subordinato, deve restituire integralmente l’anticipo ricevuto (salvo che il rapporto sorga con la cooperativa di cui ha sottoscritto le quote). La Corte costituzionale, con le sentenze n. 194/2021 e n. 90/2024, ha giudicato legittimo questo obbligo di restituzione: l’anticipazione premia chi avvia un’attività autonoma, non chi torna subito al lavoro dipendente.

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Un nuovo lavoro dipendente: sospensione o decadenza

Se durante la NASpI arriva un’offerta di lavoro subordinato, l’effetto dipende dalla durata del contratto e dal reddito:

In tutti i casi vale la regola d’oro: comunicare tempestivamente all’INPS ogni nuova attività e il relativo reddito atteso. È la comunicazione che distingue una NASpI correttamente ridotta da un indebito da restituire.

Situazione durante la NASpI Effetto sull’indennità
Lavoro autonomo/P.IVA, reddito ≤ 5.500 € l’anno NASpI ridotta dell’80% del reddito presunto
Lavoro autonomo/P.IVA, reddito > 5.500 € Decadenza dalla NASpI
Anticipazione in unica soluzione (avvio attività) Tutto l’importo residuo subito; da restituire se ci si rioccupa come dipendente
Contratto subordinato a termine ≤ 6 mesi Sospensione; riprende al termine
Contratto subordinato > 6 mesi Decadenza
Lavoro subordinato con reddito ≤ 8.500 € l’anno NASpI ridotta dell’80% del reddito presunto

Esempio pratico

  • Tizio, in NASpI, apre una partita IVA e prevede 4.000 euro di reddito nell’anno: sotto i 5.500 euro. Comunica il reddito presunto con NASpI-Com entro 30 giorni; l’INPS riduce l’indennità dell’80% di 4.000 = 3.200 euro, spalmati sui mesi residui.

  • Sempronia vuole avviare un’attività e chiede la NASpI anticipata in unica soluzione: incassa subito l’importo residuo. Dopo tre mesi accetta un posto da dipendente a tempo pieno prima della scadenza teorica della NASpI: deve restituire l’anticipo (Corte cost. n. 90/2024).

  • Caio firma un contratto a termine di 4 mesi: la NASpI viene sospesa e, finito il contratto, riprende automaticamente per le settimane che restavano.

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Domande frequenti

Posso tenere la NASpI se apro la partita IVA?

Sì, se il reddito da lavoro autonomo resta entro 5.500 euro l'anno: la NASpI prosegue ridotta dell'80% del reddito presunto. Va comunicato tutto con il modello NASpI-Com entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.

Cos'è la NASpI anticipata e quando conviene?

È la liquidazione in un'unica soluzione di tutta la NASpI residua, pensata per chi avvia un'attività autonoma o un'impresa. Va chiesta entro 30 giorni; attenzione all'obbligo di restituzione se poi si torna a lavorare come dipendente prima della scadenza.

Se trovo un lavoro a termine perdo la disoccupazione?

Dipende dalla durata: fino a 6 mesi la NASpI è solo sospesa e riprende alla fine; oltre i 6 mesi si decade. Con redditi bassi (entro 8.500 euro l'anno) la NASpI può proseguire ridotta.

Devo restituire la NASpI anticipata se cambio idea?

La restituzione integrale scatta se instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della fine del periodo per cui la NASpI era stata riconosciuta. La Corte costituzionale (sent. 194/2021 e 90/2024) ha confermato la legittimità di questo obbligo.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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