Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti

La guida

In sintesi

Da cosa parte il calcolo: la retribuzione media

La NASpI non si calcola sull’ultimo stipendio, ma sulla retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni. L’INPS somma le retribuzioni assoggettate a contribuzione previdenziale nel quadriennio, le divide per il numero di settimane di contribuzione e moltiplica il risultato per il coefficiente 4,33 (le settimane medie di un mese): si ottiene così la retribuzione media mensile su cui costruire l’assegno.

Questo metodo premia le carriere continue e penalizza chi negli ultimi anni ha avuto lunghi vuoti contributivi: se le settimane lavorate sono poche, la media mensile può risultare alta ma la durata dell’indennità sarà breve, perché quest’ultima dipende dalle settimane, non dallo stipendio. Importo e durata seguono quindi due logiche diverse e vanno calcolati separatamente.

La formula: 75% fino alla soglia, poi 25%

Individuata la retribuzione media mensile, l’importo della NASpI si determina in due passaggi, con i valori aggiornati dalla circolare INPS n. 4/2026:

In ogni caso l’assegno non può superare il massimale mensile di 1.584,70 euro. Facendo i conti, il tetto viene raggiunto quando la retribuzione media supera circa 3.425 euro al mese: oltre quella soglia, retribuzioni più alte non fanno crescere la NASpI. È il meccanismo che rende l’indennità proporzionalmente più generosa per i redditi bassi (dove copre il 75% pieno) e più contenuta per quelli alti.

Retribuzione media mensile Come si calcola la NASpI 2026 Importo lordo mensile
1.200 € 75% di 1.200 (sotto soglia) 900,00 €
1.456,72 € (la soglia) 75% di 1.456,72 1.092,54 €
1.800 € 1.092,54 + 25% di (1.800 − 1.456,72) 1.178,36 €
2.500 € 1.092,54 + 25% di (2.500 − 1.456,72) 1.353,36 €
3.600 € oltre il tetto → massimale 1.584,70 €

Il décalage: quando e di quanto cala l’assegno

La NASpI non resta costante per tutta la durata. Scatta il cosiddetto décalage: una riduzione del 3% al mese, applicata a partire da un certo mese di fruizione e calcolata ogni volta sull’importo del mese precedente (non su quello iniziale), così che il taglio è progressivo e composto. La regola in vigore anche per il 2026 distingue in base all’età:

Un esempio del meccanismo: su un assegno di 1.178,36 euro, al 6° mese si scende a circa 1.143,21 euro, al 7° a circa 1.108,91 euro e così via, con un calo che si accumula mese dopo mese. È una spinta a ricollocarsi in fretta: più a lungo si resta in NASpI, meno si prende.

Per quanto tempo e con quali contributi

La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti nei quattro anni precedenti la cessazione, con il tetto dei 24 mesi (art. 5, D.Lgs. 22/2015): per arrivare al massimo servono circa quattro anni di lavoro quasi continuativo. Non si contano le settimane che hanno già dato luogo a un’erogazione NASpI in passato.

Il periodo di NASpI è coperto da contribuzione figurativa, utile sia per il diritto sia per la misura della futura pensione: è commisurata alla retribuzione di riferimento, entro un limite pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile dell’indennità. Restano validi anche gli altri paletti d’accesso: almeno 13 settimane di contributi nel quadriennio (il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nell’ultimo anno è stato abrogato per gli eventi dal 1° gennaio 2022), stato di disoccupazione involontaria, dichiarazione di immediata disponibilità e domanda entro 68 giorni dalla cessazione.

Esempio pratico

  • Tizio, retribuzione media mensile di 1.200 euro e 160 settimane di contributi nel quadriennio: NASpI = 75% di 1.200 = 900 euro al mese, per 80 settimane (metà di 160), cioè circa 18 mesi. Dal 6° mese l’assegno inizia a calare del 3% mensile.

  • Sempronia, retribuzione media di 1.800 euro: primo scaglione 1.092,54 euro (75% di 1.456,72) più il 25% dei 343,28 euro eccedenti (85,82 euro), totale 1.178,36 euro. Ha 55 anni compiuti alla domanda: per lei il décalage parte solo dall’8° mese.

  • Caio, dirigente con retribuzione media di 3.600 euro: il calcolo porterebbe oltre il tetto, quindi riceve il massimale di 1.584,70 euro, non un importo proporzionale al suo stipendio.

Da leggere insieme

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

Qual è l'importo massimo della NASpI nel 2026?

1.584,70 euro lordi al mese, il tetto fissato dalla circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 dopo la rivalutazione ISTAT dell'1,4%. Nessun assegno può superarlo, per quanto alto sia stato lo stipendio.

Da quando cala la NASpI?

Dal 6° mese di fruizione (151° giorno) l'importo si riduce del 3% al mese; per chi ha compiuto 55 anni alla data della domanda la riduzione parte dall'8° mese. Il taglio si calcola ogni mese sull'importo del mese precedente.

La NASpI è il 75% dello stipendio?

È il 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, ma solo fino a 1.456,72 euro; sulla parte eccedente si aggiunge il 25%, ed entra in gioco il massimale. Per gli stipendi medio-alti il rapporto effettivo scende sotto il 75%.

Come faccio a stimare quanto prenderò?

Puoi partire dalla retribuzione media mensile e applicare la formula 75%+25% con i valori 2026, oppure usare il calcolatore NASpI per una stima rapida di importo e durata.

La NASpI fa maturare contributi per la pensione?

Sì: il periodo è coperto da contribuzione figurativa, utile per il diritto e per il calcolo della pensione, commisurata alla retribuzione di riferimento entro 1,4 volte l'importo massimo dell'indennità.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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