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In sintesi
- Il TFR è a tassazione separata: non si somma agli altri redditi dell’anno di incasso.
- Il datore applica una tassazione provvisoria; l’imposta definitiva usa l’aliquota media di tassazione degli ultimi 5 anni del lavoratore, con riliquidazione finale da parte dell’Agenzia delle Entrate.
- Le rivalutazioni annuali del fondo (indice ISTAT + 1,5% fisso) scontano ogni anno un’imposta sostitutiva del 17% e restano fuori dalla base tassata alla fine.
- Stesso regime per gli importi collegati: incentivo all’esodo, indennità di preavviso, altre somme erogate alla cessazione.
- Gli anticipi di TFR sono tassati con la stessa logica, con conguaglio alla liquidazione finale.
Perché il TFR ha un binario suo
Il TFR matura lungo l’intera vita lavorativa (una mensilità circa per anno: la meccanica civilistica è nella guida al calcolo del TFR ex art. 2120 c.c.): tassarlo con gli scaglioni dell’anno di uscita sarebbe una stangata da 43% su gran parte dell’importo. Il sistema lo separa dal reddito ordinario e lo divide in due componenti:
- la quota capitale (accantonamenti annuali), tassata alla corresponsione con il metodo dell’aliquota media;
- le rivalutazioni maturate anno per anno, già tassate ciascun 31 dicembre con l’imposta sostitutiva del 17% (versata dal datore con i codici 1712/1713): alla liquidazione finale escono dalla base imponibile.
Il calcolo in tre passi
- 1. Base imponibile: TFR maturato meno le rivalutazioni già tassate al 17% (per le quote maturate fino al 2000 opera anche la vecchia riduzione fissa per anno di servizio);
- 2. Tassazione provvisoria del datore: si determina il “reddito di riferimento” (TFR × 12 / anni di servizio), si calcola l’IRPEF teorica con le aliquote correnti e se ne ricava l’aliquota da applicare alla base;
- 3. Riliquidazione dell’Agenzia: l’imposta definitiva si ricalcola con l’aliquota media di tassazione dei 5 anni precedenti quello in cui matura il diritto. Se più favorevole al contribuente, per le somme erogate dal 2001 si applica una clausola di salvaguardia (aliquote e scaglioni vigenti al 31/12/2006 se migliori). Il conguaglio — a debito o a rimborso — arriva con comunicazione, senza sanzioni.
Le altre indennità erogate in occasione della cessazione (esodo, preavviso, transattive legate al rapporto) si tassano con la stessa aliquota del TFR e vengono riliquidate nella stessa proporzione.
Anticipi, acconti e fondi pensione
L’anticipazione di TFR (fino al 70% nei casi dell’art. 2120: spese sanitarie, prima casa) è tassata provvisoriamente con l’aliquota calcolata sul maturato al momento della richiesta; il conguaglio complessivo avviene alla cessazione. Chi ha destinato il TFR alla previdenza complementare gioca un altro campionato: la prestazione del fondo pensione sconta la ritenuta a titolo d’imposta del 15%, ridotta fino al 9% con l’anzianità di iscrizione — quasi sempre più conveniente dell’aliquota media (motivo per cui il confronto va fatto prima di scegliere dove lasciare il TFR).
Esempio pratico
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Tizio esce dopo 25 anni con TFR lordo 75.000 euro, di cui 15.000 di rivalutazioni già tassate al 17%. Base imponibile: 60.000. Il datore applica la tassazione provvisoria (~28%): ritenuta 16.800. Nei 5 anni precedenti l’aliquota media effettiva di Tizio era il 24%: l’Agenzia riliquida a 14.400 e rimborsa 2.400. L’incentivo all’esodo di 20.000 euro concordato all’uscita segue la stessa aliquota.
Domande frequenti
Il TFR in busta paga (Quir) o gli acconti mensili convengono?
Il TFR anticipato in busta è tassato in via ordinaria: entra negli scaglioni correnti e perde il beneficio dell’aliquota media. Quasi sempre è la scelta fiscalmente peggiore, da valutare solo per esigenze di liquidità.
Quanto tempo ha l’Agenzia per la riliquidazione?
Il termine ordinario è il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione del sostituto: decorso quello, la tassazione provvisoria si consolida. Molte riliquidazioni a rimborso arrivano comunque negli anni immediatamente successivi.
Il TFR degli eredi come si tassa?
Le indennità percepite dagli eredi (art. 2122 c.c.) restano a tassazione separata con le regole del de cuius e sono escluse dall’attivo ereditario ai fini dell’imposta di successione.