Commi 824-826 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Migrazione Esteri
In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.
⚠️ Norma in attesa di decreto attuativo. Comma 824 prevede uno o più decreti del Ministro della cultura (anche di concerto con il Ministro degli affari esteri) per attuare lettere a) e b) del comma 823; per il fondo del comma 825 sarà necessario un decreto attuativo che definisca modalità di accesso, requisiti e criteri di selezione. Questa pagina sarà aggiornata quando il decreto verrà pubblicato.
Testo coordinato
. Con uno o più decreti del Ministro della cultura sono individuate le modalità di attuazione delle disposizioni di cui alla lettera b) del comma
823. Con decreto del Ministro della cultura, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sono individuate le modalità di attuazione della disposizione di cui alla lettera a) del comma
823. . Nello stato di previsione del Ministero della cultura è istituito un fondo, con una dotazione di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, per il finanziamento di interventi per lo sviluppo, per il rafforzamento e per il rilancio della competitività, nonché per la promozione del sistema musicale italiano costituito da imprese produttrici e organizzatrici di spettacoli di musica popolare contemporanea, esistenti da almeno un anno prima della richiesta di accesso al contributo. . Ai fini dell’applicazione dei commi da 825 a 827: a) per «imprese produttrici e organizzatrici di spettacoli di musica popolare contemporanea» si intendono le imprese che hanno come finalità unica o principale la produzione e l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni musicali; b) per «musica popolare contemporanea» si intendono forme di espressione musicale, quali, a titolo indicativo, il pop, il rock, la canzone dei cantautori e ambiti musicali creativi che non rientrano nel settore classico, lirico o sinfonico.
Norme modificate da questi commi
- Art. 9 Costituzione (comma 825): il fondo musica popolare attua il dovere repubblicano di promuovere la cultura
- Art. 88 TUIR (comma 825): il contributo si configura come sopravvenienza attiva tassabile ai fini IRES
- Art. 2 TUIVA (comma 825): il contributo pubblico senza controprestazione è fuori campo IVA
In sintesi
Quadro generale
I commi 824-826 della Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) rappresentano un blocco normativo dedicato alla politica culturale, e in particolare al sostegno della musica popolare contemporanea italiana. Pur essendo classificato nel batch come area MIGRAZIONE_ESTERI (per via dei riferimenti a decreti concertati con il Ministro degli affari esteri previsti dal comma 824), il contenuto sostanziale è nettamente culturale. Si propone pertanto la riclassificazione in area CULTURA_TURISMO_SPORT.
Comma 824: decreti attuativi per la cultura
Il comma 824 LB 2026 prevede l'adozione di uno o più decreti del Ministro della cultura per individuare le modalità di attuazione della lettera b) del comma 823, e di un decreto del Ministro della cultura di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per la lettera a) del medesimo comma 823 (non inclusa nel batch). Il rinvio al comma 823 impedisce di precisare ulteriormente l'oggetto: si tratta presumibilmente di iniziative culturali con dimensione internazionale.
Comma 825: il fondo per la musica popolare contemporanea
Il comma istituisce, nello stato di previsione del Ministero della cultura, un fondo con dotazione di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2026. La finalità è il finanziamento di interventi per lo sviluppo, il rafforzamento e il rilancio della competitività, nonché la promozione del sistema musicale italiano costituito da imprese produttrici e organizzatrici di spettacoli di musica popolare contemporanea.
Un requisito specifico è il radicamento temporale: le imprese devono esistere da almeno un anno prima della richiesta di accesso al contributo. La condizione, espressione del principio di selettività tipica degli aiuti di Stato, esclude i soggetti di nuova costituzione e mira a riservare le risorse a operatori con un minimo di esperienza nel settore.
Il quadro normativo di riferimento per il sostegno pubblico allo spettacolo musicale è il Fondo unico per lo spettacolo (FUS), istituito dalla L. 30 aprile 1985, n. 163. Il fondo dei commi 825-826 LB 2026 ha però perimetro autonomo, mirato esclusivamente alla musica popolare contemporanea, segmento storicamente meno sostenuto rispetto al classico, lirico e sinfonico.
Comma 826: le definizioni
La norma fornisce due definizioni tecniche, necessarie per l'applicazione delle disposizioni dei commi 825 e 827.
La lettera a) definisce «imprese produttrici e organizzatrici di spettacoli di musica popolare contemporanea» le imprese che hanno come finalità unica o principale la produzione e l'organizzazione di spettacoli e manifestazioni musicali. Si tratta di una nozione funzionale, che prescinde dalla forma giuridica (S.r.l., S.p.A., società cooperative, imprese individuali) e si concentra sull'oggetto sociale prevalente. La verifica del requisito si effettuerà sulla base della visura camerale, del bilancio (ricavi prevalenti) e dell'effettiva attività svolta.
La lettera b) definisce «musica popolare contemporanea» le forme di espressione musicale quali, a titolo indicativo, il pop, il rock, la canzone dei cantautori e gli ambiti musicali creativi che non rientrano nel settore classico, lirico o sinfonico. L'elenco è esemplificativo e non tassativo, consentendo di includere altri generi (jazz, blues, elettronica, hip-hop, world music, indie) che si collochino nel perimetro della musica popolare. La nozione «contemporanea», in opposizione a «classica», è di natura sostanziale e non meramente temporale.
Quadro costituzionale
La misura si inquadra nell'art. 9 Cost., che impone alla Repubblica di promuovere lo sviluppo della cultura e di tutelare il patrimonio storico e artistico della Nazione. Rileva inoltre l'art. 33 Cost., che afferma la libertà dell'arte e della scienza. La promozione del sistema musicale italiano si lega anche alle politiche di valorizzazione del made in Italy culturale e alla diplomazia culturale (art. 35 D.P.R. 5 gennaio 1967, n. 18, sull'ordinamento del Ministero degli affari esteri).
Profili fiscali
Per le imprese beneficiarie, i contributi pubblici ricevuti costituiscono in genere sopravvenienze attive tassabili ai fini IRES ai sensi dell'art. 88 del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), salvo specifiche disposizioni di esenzione che il decreto attuativo potrà introdurre. Ai fini IRAP, il contributo rileva nel valore della produzione netta ex art. 5 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446. Sotto il profilo IVA, l'erogazione di contributi pubblici senza controprestazione è fuori campo IVA ai sensi dell'art. 2 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come confermato da costante prassi (cfr. circolari Agenzia delle entrate in materia di contributi a fondo perduto).
Aiuti di Stato e cumulabilità
La misura, per quanto di importo contenuto, presenta i caratteri dell'aiuto di Stato ex art. 107 TFUE. Troverà presumibilmente applicazione il Regolamento UE 651/2014 GBER, sezione dedicata agli aiuti per la cultura e la conservazione del patrimonio (artt. 53 e 54), o in subordine il regime de minimis (Reg. UE 1407/2013 e successivi). La cumulabilità con altre agevolazioni (Tax credit musica, art. 7 D.Lgs. 28 marzo 2014, n. 60; FUS L. 163/1985; Fondo per lo spettacolo dal vivo) sarà consentita nei limiti del divieto di sovracompensazione.
Implicazioni operative
Per le imprese del settore (etichette discografiche indipendenti, organizzatori di concerti e festival, agenzie di booking, promoter), la misura rappresenta un'opportunità concreta. La preparazione delle domande richiederà la verifica del radicamento temporale (almeno un anno di attività), della prevalenza dell'oggetto sociale e della coerenza dei progetti con le finalità di sviluppo, rafforzamento e rilancio della competitività. Il professionista che assiste tali imprese dovrà coordinare la consulenza fiscale con la verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dal futuro decreto attuativo.
Conclusioni
I commi 824-826 LB 2026 introducono un sostegno mirato alla musica popolare contemporanea italiana, settore di rilievo economico e culturale ma storicamente meno tutelato rispetto al classico e al lirico. L'importo, contenuto (1,5 milioni annui), è comunque significativo per il segmento delle PMI culturali. Il successo della misura dipenderà dalla qualità del decreto attuativo e dalla capacità delle imprese di presentare progetti competitivi e ben rendicontabili.
Domande frequenti
Chi sono le imprese ammissibili al fondo del comma 825 LB 2026?
Il comma 826 LB 2026, lettera a), definisce le imprese ammissibili come quelle che hanno come finalità unica o principale la produzione e l'organizzazione di spettacoli e manifestazioni musicali. Non è richiesta una specifica forma giuridica: possono partecipare S.r.l., S.p.A., società cooperative, imprese individuali, purché l'oggetto sociale prevalente sia coerente. Il comma 825 aggiunge un requisito temporale: l'impresa deve esistere da almeno un anno prima della richiesta di accesso. La verifica avverrà presumibilmente sulla base della visura camerale (data di iscrizione al Registro delle imprese), del bilancio (composizione dei ricavi) e di documentazione che attesti l'effettivo svolgimento dell'attività. Sono escluse le imprese di nuova costituzione e quelle con finalità musicali soltanto residuali.
Quali generi musicali rientrano in «musica popolare contemporanea»?
Il comma 826 LB 2026, lettera b), fornisce un elenco esemplificativo non tassativo: pop, rock, canzone dei cantautori, ambiti musicali creativi che non rientrano nel settore classico, lirico o sinfonico. La giurisprudenza amministrativa e la prassi del Ministero della cultura tipicamente includono in questa categoria anche jazz, blues, elettronica, hip-hop, world music, indie, folk contemporaneo, sperimentazione musicale. La nozione di «contemporanea», in opposizione a «classica», ha rilievo sostanziale e non meramente temporale: si riferisce a generi nati e sviluppatisi nel Novecento e nel Duemila come prodotto dell'industria musicale moderna. Restano esclusi i settori del classico, del lirico e del sinfonico, che beneficiano di propri canali di finanziamento, come il FUS (L. 30 aprile 1985, n. 163).
Come si dichiara fiscalmente il contributo ricevuto?
I contributi pubblici del fondo dei commi 825-826 LB 2026 si configurano, salvo diversa previsione del decreto attuativo, come sopravvenienze attive tassabili ai fini IRES ai sensi dell'art. 88 del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917). Per le imprese minori in regime di cassa o forfettario si applicano le regole specifiche di tali regimi. Ai fini IRAP, il contributo rileva nel valore della produzione netta ex art. 5 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, salvo esclusioni. Sotto il profilo IVA, l'erogazione di contributi pubblici senza controprestazione è fuori campo IVA ai sensi dell'art. 2 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. L'impresa deve registrare il contributo in contabilità secondo i principi contabili applicabili (OIC 16, OIC 12 per imprese minori, IAS 20 per soggetti IFRS).
Il contributo è cumulabile con il Tax credit musica e con il FUS?
La cumulabilità non è disciplinata espressamente dai commi 824-826 LB 2026 e sarà presumibilmente regolata dal decreto attuativo. In via di principio, il cumulo con altre agevolazioni che incidano sui medesimi costi ammissibili è ammesso nei limiti del divieto di sovracompensazione previsto dalla disciplina europea degli aiuti di Stato (art. 8 del Reg. UE 651/2014 GBER e art. 5 del Reg. UE 1407/2013 de minimis). Le agevolazioni potenzialmente cumulabili includono il Tax credit musica per produzioni fonografiche (art. 7 del D.Lgs. 28 marzo 2014, n. 60) e gli interventi del Fondo unico per lo spettacolo (FUS, L. 30 aprile 1985, n. 163). L'impresa deve mantenere un registro di tutti gli aiuti ricevuti per il monitoraggio.
Come si presenterà la domanda di contributo al Ministero della cultura?
Il comma 825 LB 2026 non specifica le modalità di presentazione delle domande, che saranno individuate da un futuro decreto attuativo del Ministro della cultura. La prassi del Ministero, per misure analoghe, prevede l'apertura di bandi annuali o pluriennali con piattaforma telematica dedicata, presentazione di un progetto contenente le finalità di sviluppo, rafforzamento e rilancio della competitività, allegati relativi all'impresa (visura, bilancio, organigramma) e al progetto (budget di spesa, cronoprogramma, indicatori di risultato). L'istruttoria potrà essere svolta direttamente dal Ministero o tramite società in house (es. Cinecittà Luce, ALES). La selezione avverrà presumibilmente in base a criteri di merito tecnico, valore artistico e impatto sul sistema musicale italiano.