← Torna a Casi pratici applicati
Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026

Il comma 153 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) destina risorse — 154 milioni per il 2026 — per un esonero parziale dai contributi previdenziali dei datori di lavoro privati (escluso INAIL), per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni, entro il 31 dicembre 2026, di personale non dirigenziale. La durata massima e’ di 24 mesi. Il perimetro delle lavoratrici svantaggiate e della ZES unica e’ rinviato a decreto attuativo non ancora pubblicato.

Approfondimento normativo completo: Comma 153 LB 2026: esonero contributivo giovani, donne, ZES unica.

L'esonero per lavoratrici svantaggiate e ZES unica: cosa prevede la norma

Il comma 153 della legge di bilancio 2026 individua tre distinte finalita’ per l’esonero contributivo: l’occupazione giovanile stabile, le pari opportunita’ nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, e lo sviluppo occupazionale della ZES unica del Mezzogiorno. Le risorse stanziate costituiscono un limite di spesa, il che significa che l’accesso all’agevolazione potra’ essere contingentato in base all’ordine di presentazione delle domande o ad altri criteri definiti dal decreto attuativo.

La norma non definisce autonomamente il significato di ‘lavoratrice svantaggiata’: questa categoria richiamitera’ probabilmente la definizione gia’ in uso in altri provvedimenti di incentivo occupazionale (es. regolamento UE sugli aiuti di Stato all’occupazione), ma il decreto attuativo dovra’ stabilirlo con precisione. Analogamente, per la ZES unica, la norma indica l’obiettivo di ridurre i divari territoriali ma non fissa la misura specifica dell’esonero ne’ esclude che possa essere soggetto ad autorizzazione europea in materia di aiuti di Stato.

Per il datore di lavoro che opera nel Mezzogiorno o che intende assumere personale femminile potenzialmente in condizione di svantaggio, il comma 153 rappresenta un segnale positivo da parte del legislatore. Tuttavia, senza il decreto attuativo non e’ possibile determinare l’entita’ dell’esonero, le condizioni documentali richieste e le procedure di accesso: la pianificazione delle assunzioni deve tenere conto di questa incertezza normativa.

Requisiti e adempimenti principali

  • Essere datore di lavoro privato (escluso il settore pubblico)
  • Assumere o trasformare in tempo indeterminato personale non dirigenziale entro il 31 dicembre 2026
  • La lavoratrice deve rientrare nella definizione di ‘svantaggiata’ del decreto attuativo
  • Per la ZES: verificare che la struttura produttiva rientri nel perimetro geografico della ZES unica
  • Attendere il decreto attuativo per procedure di domanda e codici UNIEMENS specifici

Caso 1: Tizio, imprenditore che assume una donna disoccupata di lungo periodo

Scenario. Tizio gestisce una piccola manifattura tessile in Campania, territorio incluso nella ZES unica. Nel marzo 2026 intende assumere con contratto a tempo indeterminato una donna di 45 anni, disoccupata da oltre dodici mesi, con retribuzione lorda mensile di 1.600 euro. La sua impresa e’ privata e non ha particolari limitazioni dimensionali. Vuole capire se puo’ beneficiare dell’esonero previsto dal comma 153 della legge di bilancio 2026 sia per la ZES sia per la categoria delle lavoratrici svantaggiate.

Come si legge in pratica. La lavoratrice potrebbe rientrare in due delle finalita’ esplicitate dal comma 153: quella relativa alle lavoratrici svantaggiate e quella legata alla ZES unica del Mezzogiorno. Se il decreto attuativo confermasse entrambe le condizioni, Tizio potrebbe beneficiare dell’esonero parziale per un massimo di ventiquattro mesi a decorrere dall’assunzione. La misura esatta dell’esonero — percentuale sui contributi datoriali — non e’ determinabile prima del decreto. Tizio deve monitorarne la pubblicazione e preparare la documentazione che attesti lo stato di disoccupazione della lavoratrice e la localizzazione dell’unita’ produttiva nella ZES.

Riepilogo Caso 1

  • Lavoratrice: donna 45 anni, disoccupata da oltre 12 mesi (potenzialmente svantaggiata)
  • Ubicazione: ZES unica Mezzogiorno (Campania)
  • Durata massima esonero: ventiquattro mesi
  • Contributi esclusi: premi e contributi INAIL restano dovuti
  • Documento da preparare: prova dello stato di disoccupazione e localizzazione ZES

Caso 2: Caia, HR manager di una SRL siciliana che trasforma un contratto

Scenario. Caia gestisce le risorse umane di una SRL con sede in Sicilia, territorio della ZES unica. La societa’ ha in forza una collaboratrice con contratto a tempo determinato, retribuzione lorda mensile 2.000 euro. Nel novembre 2026 la SRL intende trasformare il contratto in tempo indeterminato. Caia verifica se la trasformazione possa beneficiare dell’esonero del comma 153 e per quale durata.

Come si legge in pratica. La trasformazione da tempo determinato a indeterminato e’ espressamente inclusa nel comma 153, che la affianca all’assunzione diretta. Per la componente ZES unica, l’eventuale beneficio dipende dalle condizioni definite dal decreto attuativo e da un’eventuale autorizzazione europea in materia di aiuti di Stato. La durata massima dell’esonero parziale sarebbe ventiquattro mesi dalla data di trasformazione. Caia deve verificare che la collaboratrice rientri nelle categorie destinatarie e attendere le istruzioni operative prima di procedere con le denunce UNIEMENS specifiche per questo tipo di agevolazione.

Riepilogo Caso 2

  • Operazione: trasformazione da determinato a indeterminato (novembre 2026)
  • Ubicazione: ZES unica Mezzogiorno (Sicilia)
  • Retribuzione lorda mensile: 2.000 euro (esempio)
  • Durata massima esonero: ventiquattro mesi dalla trasformazione
  • Attenzione: possibile autorizzazione UE per la componente ZES aiuti di Stato

Caso 3: Sempronio, imprenditore al Nord che assume una donna svantaggiata

Scenario. Sempronio ha un’impresa di logistica con sede in Lombardia, fuori dalla ZES unica. Nel settembre 2026 intende assumere con contratto a tempo indeterminato una donna di 32 anni con difficolta’ di reinserimento lavorativo dopo un lungo periodo di inattivita’, retribuzione lorda mensile 1.900 euro. Si chiede se, senza operare nella ZES, possa comunque beneficiare dell’esonero del comma 153 della legge di bilancio 2026 per la componente ‘lavoratrici svantaggiate’.

Come si legge in pratica. Il comma 153 cita le lavoratrici svantaggiate e la ZES unica come finalita’ distinte: non e’ quindi necessario operare nel Mezzogiorno per accedere alla componente relativa alle pari opportunita’ nel mercato del lavoro. Se il decreto attuativo definira’ la categoria in modo da includere la lavoratrice di Sempronio, l’esonero parziale potrebbe applicarsi per ventiquattro mesi. Sempronio deve pero’ attendere il decreto per conoscere la definizione operativa di ‘lavoratrice svantaggiata’ e le condizioni documentali da soddisfare, che potrebbero includere periodi minimi di inattivita’ o altri requisiti specifici.

Riepilogo Caso 3

  • Ubicazione: Lombardia — fuori ZES unica
  • Categoria rilevante: lavoratrice svantaggiata (pari opportunita’)
  • Retribuzione lorda mensile: 1.900 euro (esempio)
  • Durata massima esonero: ventiquattro mesi dall’assunzione
  • Definizione ‘lavoratrice svantaggiata’: da confermare con decreto attuativo

Quando conviene una verifica

Il decreto attuativo del comma 153 e’ atteso per definire categorie e procedure: pianifica l’assunzione con il supporto di un esperto. Parla con un consulente del lavoro.

Norme e fonti collegate

Domande frequenti

Cosa si intende per 'lavoratrice svantaggiata' nel comma 153 della legge di bilancio 2026?

Il comma 153 non fornisce una definizione autonoma di ‘lavoratrice svantaggiata’: la norma si limita a indicare come finalita’ ‘favorire le pari opportunita’ nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate’, rinviando al decreto attuativo la definizione delle categorie ammissibili. In analoghi incentivi del passato, la categoria ha fatto riferimento a profili quali la disoccupazione di lunga durata, l’eta’ anagrafica o la condizione di inattivita’, spesso richiamando le definizioni dei regolamenti europei sugli aiuti di Stato: attendere il decreto e’ indispensabile per confermare l’accesso.

Le aziende del Nord possono accedere all'esonero del comma 153 per le lavoratrici svantaggiate?

Si’, in linea di principio. Il comma 153 distingue la finalita’ ZES unica da quella relativa alle lavoratrici svantaggiate: quest’ultima non e’ geograficamente limitata al Mezzogiorno. Un datore di lavoro privato ubicato in qualsiasi regione italiana potrebbe accedere all’esonero per la componente delle pari opportunita’, a condizione che la lavoratrice rientri nella definizione che sara’ fornita dal decreto attuativo. La componente ZES unica, invece, richiede una struttura produttiva nel perimetro della ZES unica del Mezzogiorno.

L'esonero del comma 153 per la ZES unica richiede autorizzazione europea?

Il testo del comma 153 segnala questa possibilita’: la norma prevede la finalita’ di sostenere la ZES unica e di ridurre i divari territoriali, profili che in sede europea possono configurare un regime di aiuti di Stato soggetto a notifica o autorizzazione della Commissione europea. Il decreto attuativo dovra’ chiarire se sia richiesta un’autorizzazione preventiva e, in tale caso, l’operativita’ dell’esonero per la componente ZES potrebbe essere posticipata rispetto all’entrata in vigore del decreto stesso.

Qual e' la durata dell'esonero contributivo per donne e ZES previsto dal comma 153?

Il comma 153 fissa una durata massima di ventiquattro mesi per l’esonero parziale, decorrenti dalla data di assunzione a tempo indeterminato o dalla data di trasformazione del contratto da determinato a indeterminato. Non e’ prevista nella norma una durata differenziata per le diverse categorie di beneficiari (giovani, lavoratrici svantaggiate, ZES): il limite di ventiquattro mesi si applica uniformemente, fermo restando che il decreto attuativo potrebbe eventualmente articolarne l’applicazione.

I contributi INAIL sono esonerabile nell'ambito del comma 153?

No. Il comma 153 esclude espressamente i premi e contributi dovuti all’INAIL: questi restano integralmente a carico del datore di lavoro. L’esonero parziale riguarda unicamente la quota dei contributi previdenziali dovuta dal datore di lavoro privato, ovvero la componente INPS (o delle casse equivalenti), calcolata sulla retribuzione imponibile del lavoratore. Il datore di lavoro deve quindi continuare a versare regolarmente i premi assicurativi INAIL senza alcuna riduzione.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-29
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.