Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

La guida

In sintesi

Che cos'è il diritto annuale e chi deve pagarlo

Il diritto annuale è un tributo che le imprese iscritte al Registro delle Imprese – o al REA, il Repertorio Economico Amministrativo – devono versare ogni anno alla Camera di Commercio competente per territorio. Non si tratta di un corrispettivo per un servizio specifico, ma di un contributo dovuto per il solo fatto di essere iscritti, a prescindere da quanti ricavi si realizzino o addirittura se l’impresa sia temporaneamente ferma.

Sono tenuti al pagamento le imprese individuali (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, professionisti in forma individuale con obbligo di iscrizione), le società di persone (Snc, Sas) e le società di capitali (Srl, Spa, cooperative), nonché gli altri soggetti iscritti al REA. In pratica, quasi chiunque apra una partita IVA con obbligo di iscrizione camerale deve fare i conti con questo adempimento.

La misura esatta dell’importo è deliberata anno per anno dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sentita Unioncamere. Per questo motivo è importante verificare ogni anno i valori aggiornati sul sito della propria Camera di Commercio o su quello di Unioncamere, piuttosto che affidarsi a cifre di anni precedenti che potrebbero essere cambiate.

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Il versamento avviene in un’unica soluzione tramite il modello F24, entro il termine del primo acconto delle imposte sui redditi: di norma il 30 giugno, oppure entro i trenta giorni successivi (il 30 luglio) con la maggiorazione dello 0,40%. Nel 2026 i soggetti ISA, compresi i forfettari e i soci delle società che li applicano, hanno potuto pagare entro il 20 luglio senza maggiorazione o nei trenta giorni successivi con lo 0,80% (art. 6 D.L. 89/2026, poi abrogato dalla L. 113/2026 che ne ha fatto salvi gli effetti; vedi proroga versamenti ISA 2026). Chi dimentica di pagare o paga meno del dovuto può regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, strumento che permette di sanare l’errore pagando una sanzione ridotta in funzione del ritardo.

Schema del diritto annuale per forma giuridica
Soggetto Modalità di calcolo Versamento
Impresa individuale 44 € sezione speciale (+8,80 € per unità locale); 100 € sezione ordinaria — misure 2026 F24 – di norma entro il 30 giugno
Società (Srl, Spa, Snc, Sas, cooperative) Per scaglioni di fatturato; minimo 100 € fino a 100.000 € di fatturato (misure 2026) F24 – di norma entro il 30 giugno
Soggetti iscritti solo al REA (associazioni, fondazioni, comitati) Importo fisso per la sola sede (18 € dove si applica la maggiorazione del 20%) F24 – di norma entro il 30 giugno
Pagamento differito (proroga) Come sopra, più maggiorazione 0,40% F24 – di norma entro il 30 luglio

Attenzione alla maggiorazione del 20%: per il triennio 2026-2028 molte Camere di Commercio, autorizzate dal D.M. MIMIT del 17 marzo 2026 (allegato A), applicano un incremento del 20% sugli importi base. Dove è stata deliberata, l’impresa individuale in sezione speciale versa quindi 53 euro invece di 44 e quella in sezione ordinaria 120 euro invece di 100: l’importo esatto va sempre verificato sul sito della propria Camera.

Diritto annuale 2026: importi e scaglioni di fatturato

Gli importi 2026 sono quelli base ridotti del 50% dall’art. 28, comma 1, del D.L. 90/2014, confermati dalla nota MIMIT del 15 gennaio 2026; dove la Camera ha ottenuto l’incremento, si aggiunge il 20%. Il risultato si arrotonda all’unità di euro: per eccesso se la prima cifra decimale è 5 o più, per difetto se è inferiore.

Esempio: importi fissi 2026 con la maggiorazione del 20% (CCIAA Venezia Rovigo)
Soggetto Sede Ogni unità locale
Impresa individuale in sezione speciale (artigiani, piccoli imprenditori, coltivatori diretti) 53 € (44 € senza maggiorazione) 11 € (8,80 € senza maggiorazione)
Impresa individuale in sezione ordinaria 120 € (100 € senza maggiorazione) 24 €
Società semplice agricola 60 € 12 €
Società semplice non agricola 120 € 24 €
Soggetto iscritto solo al REA 18 € –
Impresa con sede principale all’estero – 66 € per ogni unità locale o sede secondaria

Per le società e le altre imprese iscritte in sezione ordinaria l’importo si calcola sul fatturato dell’anno precedente, sommando la misura fissa e le aliquote di ogni scaglione fino a quello in cui cade il fatturato. Il totale va poi ridotto del 50% e, dove previsto, aumentato del 20%. Ogni unità locale paga il 20% di quanto dovuto per la sede, alla Camera della provincia in cui si trova.

Scaglioni di fatturato del diritto annuale (misure base, prima della riduzione del 50%)
Fatturato da a Misura
0 100.000 € 200 € in misura fissa
100.000 € 250.000 € 0,015%
250.000 € 500.000 € 0,013%
500.000 € 1.000.000 € 0,010%
1.000.000 € 10.000.000 € 0,009%
10.000.000 € 35.000.000 € 0,005%
35.000.000 € 50.000.000 € 0,003%
oltre 50.000.000 € 0,001%, fino a un massimo di 40.000 € (20.000 € dopo la riduzione del 50%)

Quale fatturato si usa. Quello risultante dalla dichiarazione IRAP, secondo i righi indicati dal Ministero con la nota n. 19230 del 3 marzo 2009: per le società di capitali industriali e commerciali, per esempio, rigo IC1 + rigo IC5 del quadro IC. Il conto esatto, per qualsiasi forma giuridica, lo fa il servizio «calcola e paga» del sito dirittoannuale.camcom.it.

Come si paga il diritto annuale con l’F24: codice tributo 3850

La Camera di commercio non invia bollettini: il contribuente calcola e paga da solo, e le richieste di pagamento che arrivano per posta da soggetti diversi dalla Camera vanno trattate con sospetto. Il diritto si paga in unica soluzione con l’F24, oppure con pagoPA dal sito dirittoannuale.camcom.it, che permette anche di stampare l’F24 precompilato. Chi ha la partita IVA deve presentare l’F24 in via telematica: servizi dell’Agenzia delle Entrate, home banking o intermediario.

F24 diritto camerale: come si compila
Campo Cosa scrivere
Sezione «IMU e altri tributi locali»
Codice ente Sigla automobilistica della provincia della Camera destinataria (per esempio VE)
Codice tributo 3850 per il diritto; 3851 per gli interessi e 3852 per le sanzioni in caso di ravvedimento (questi due non compensabili)
Anno di riferimento L’anno per cui si paga il diritto (2026)
Importi a debito versati Una riga per ogni Camera se le unità locali sono in province diverse

Quando si paga il diritto camerale

Scadenze del diritto annuale 2026
Situazione Termine
Imprese già iscritte al 1° gennaio 30 giugno 2026, oppure entro i 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,40%
Soggetti ISA (anche forfettari e soci delle società ISA) 20 luglio 2026, oppure entro i 30 giorni successivi con la maggiorazione dello 0,80%
Nuove imprese iscritte nel 2026 Alla presentazione della domanda di iscrizione al Registro delle imprese
Pagamento omesso o insufficiente Ravvedimento entro un anno dalla scadenza

Il diritto è dovuto da tutte le imprese iscritte o annotate al 1° gennaio e da quelle che si iscrivono durante l’anno, e non si riduce in base ai mesi di iscrizione (art. 3, comma 2, D.M. 359/2001). Se la sede si trasferisce in un’altra provincia, il diritto va alla Camera dove la sede si trovava al 1° gennaio. Pagano anche le società in liquidazione e quelle che hanno comunicato la cessazione dell’attività ma restano iscritte.

Quando non si paga la Camera di commercio

Mancato pagamento: sanzioni e ravvedimento

Per il pagamento tardivo od omesso la sanzione va dal 10% al 100% del diritto dovuto (D.M. 54/2005). Con il ravvedimento si paga meno: entro 30 giorni dalla scadenza basta la maggiorazione dello 0,40%; entro un anno si versano il diritto, la sanzione ridotta a un ottavo del minimo del 30% (cioè il 3,75%) e gli interessi legali, tutto nello stesso F24 e nello stesso giorno. Fonte: Camera di commercio di Venezia Rovigo, ravvedimento e sanzioni.

Esempio pratico

  • Alfa Srl ha avuto nel 2025 un fatturato di 180.000 euro. Il diritto 2026 si calcola così: 200 euro di misura fissa fino a 100.000 euro, più lo 0,015% degli 80.000 euro dello scaglione successivo (12 euro), per un totale di 212 euro. Ridotto del 50% diventa 106 euro; se la Camera della sede applica la maggiorazione del 20%, 106 × 1,20 = 127,20, arrotondato a 127 euro. Il risultato si versa con F24, codice tributo 3850, entro il 30 giugno. Se Alfa Srl dimenticasse il versamento e lo regolarizzasse dopo 40 giorni dalla scadenza, dovrebbe aggiungere la sanzione ridotta del 3,75% e gli interessi legali.

Documenti necessari

  • Modello F24 (compilato con il codice tributo del diritto annuale)
  • Visura camerale dell’impresa (per verificare la forma giuridica e la data di iscrizione)
  • Bilancio o dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (per determinare il fatturato e lo scaglione applicabile alle società)
  • Tabella aggiornata degli importi del diritto annuale pubblicata da Unioncamere o dalla Camera di Commercio competente
  • Ricevuta del versamento F24 (da conservare)

Tizio, artigiano idraulico in ditta individuale

Scenario. Tizio gestisce una ditta individuale di impianti idraulici, iscritta sia al Registro delle Imprese sia all’albo artigiani. Non ha mai sentito parlare del diritto annuale e non sa se deve pagarlo.

Come si applica. Poiché Tizio è iscritto al Registro delle Imprese come imprenditore individuale, è obbligato al pagamento del diritto annuale ogni anno. Per lui l’importo è un fisso ridotto, deliberato annualmente: basta consultare il sito della propria Camera di Commercio per trovare la cifra esatta dell’anno in corso. Il versamento va fatto con F24 entro il 30 giugno (o il 30 luglio con la maggiorazione). Non riceverà alcuna bolletta: deve attivarsi da solo o affidare il compito al proprio consulente.

In pratica

  • Controlla ogni anno sul sito della Camera di Commercio provinciale l’importo aggiornato per le ditte individuali.
  • Usa il modello F24 con il codice tributo corretto: un intermediario o il servizio «calcola e paga» delle Camere dell’Agenzia delle Entrate ti guidano nella compilazione.
  • Conserva la ricevuta del versamento: in caso di controllo, è la prova del pagamento.

Caio, socio di una Srl con fatturato variabile

Scenario. Caio è amministratore di Beta Srl, un’azienda di consulenza che ha avuto ricavi in crescita negli ultimi anni. Vorrebbe capire come si calcola il diritto annuale per la sua società e se cambia ogni anno.

Come si applica. Per una società come Beta Srl, il diritto annuale si calcola per scaglioni di fatturato: più alto è il fatturato dell’anno precedente, maggiore è la fascia e quindi l’importo da versare. Esiste però un minimo garantito, che va versato anche se il fatturato è molto basso o se la società non ha ancora iniziato a operare. Dato che il fatturato di Beta Srl cresce, Caio deve verificare ogni anno in quale scaglione rientra – il dato rilevante è solitamente il fatturato (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’anno solare precedente.

In pratica

  • Ogni anno, prima del 30 giugno, verifica il fatturato dell’anno solare precedente e individua lo scaglione applicabile nella tabella ministeriale aggiornata.
  • Se la società si iscrive nel corso dell’anno, paga il diritto in misura fissa al momento della domanda di iscrizione al Registro delle imprese (120 euro dove si applica la maggiorazione del 20%): l’importo non si riduce in proporzione ai mesi.
  • In caso di ritardo, calcola subito il ravvedimento: più aspetti, più la sanzione cresce.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

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Domande frequenti

Diritto annuale e diritto camerale sono la stessa cosa?

Sì. Diritto annuale, diritto camerale e «tassa della Camera di commercio» indicano lo stesso tributo: quello che ogni impresa iscritta o annotata nel Registro delle imprese, e ogni soggetto iscritto al REA, paga ogni anno alla Camera di commercio (art. 18 della legge 580/1993).

Quanto paga una ditta individuale nel 2026?

In sezione speciale (artigiani, piccoli imprenditori, coltivatori diretti) 44 euro per la sede e 8,80 euro per ogni unità locale; in sezione ordinaria 100 euro. Dove la Camera applica la maggiorazione del 20% per il 2026-2028 gli importi diventano 53 e 11 euro, oppure 120 euro: l'importo esatto si ottiene con il servizio «calcola e paga» di dirittoannuale.camcom.it.

Qual è il codice tributo F24 per il diritto annuale?

3850 per il diritto, nella sezione «IMU e altri tributi locali», con la sigla della provincia della Camera come codice ente e l'anno di riferimento. In caso di ravvedimento gli interessi vanno con il codice 3851 e le sanzioni con il 3852.

Il diritto annuale si paga anche se l'impresa non ha fatturato nulla?

Sì. Il tributo è dovuto per il solo fatto dell'iscrizione al Registro delle imprese o al REA, anche se l'impresa è inattiva. Le società in sezione ordinaria pagano comunque la misura fissa del primo scaglione (100 euro, 120 dove c'è la maggiorazione).

Il diritto annuale si paga anche nell'anno in cui si chiude l'impresa?

Sì, se l'impresa è iscritta al 1° gennaio: l'importo non si riduce in base ai mesi. L'impresa individuale non paga dall'anno successivo alla cessazione se chiede la cancellazione entro il 30 gennaio; la società dall'anno successivo all'approvazione del bilancio finale di liquidazione, se chiede la cancellazione entro il 30 gennaio successivo.

Si può pagare il diritto annuale online o con pagoPA?

Sì. Dal sito dirittoannuale.camcom.it si può pagare con pagoPA oppure stampare l'F24 precompilato. Chi ha la partita IVA deve presentare l'F24 in via telematica (servizi dell'Agenzia delle Entrate, home banking o intermediario).

Cosa succede se non pago il diritto annuale?

La sanzione va dal 10% al 100% del diritto dovuto e la Camera può iscrivere la somma a ruolo. Entro 30 giorni dalla scadenza basta pagare con la maggiorazione dello 0,40%; entro un anno si può fare il ravvedimento versando diritto, sanzione ridotta al 3,75% e interessi legali nello stesso F24.

Posso pagare il diritto annuale a rate?

No, il diritto annuale si versa in unica soluzione entro la scadenza ordinaria (di norma il 30 giugno) o nei trenta giorni successivi con la maggiorazione. Le Camere prevedono la rateazione per le somme già iscritte a ruolo, non per il versamento ordinario.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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