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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

I diritti previsti dal GDPR

Gli interessati (clienti, dipendenti, utenti) hanno una serie di diritti che il titolare deve garantire: diritto di accesso ai propri dati (art. 15), di rettifica (art. 16), di cancellazione o “oblio” (art. 17), di limitazione del trattamento (art. 18), alla portabilità dei dati (art. 20), di opposizione (art. 21) e di non essere sottoposti a decisioni automatizzate, compresa la profilazione, con effetti significativi (art. 22).

Il punto di vista dell’impresa

Per l’impresa questi diritti si traducono in un obbligo: ricevere le richieste, verificarle e dare seguito. Non è sufficiente conoscerli in astratto; serve un processo concreto. Per questo le informative devono indicare come esercitare i diritti e fornire un contatto dedicato (email o modulo), e il personale deve sapere come gestire le richieste.

I termini di risposta

Il titolare deve fornire riscontro senza ingiustificato ritardo e comunque entro un mese dalla richiesta (art. 12 GDPR). Il termine può essere prorogato di due mesi per richieste complesse o numerose, informando l’interessato. Se non dà seguito, deve comunque informare l’interessato delle ragioni e della possibilità di reclamo al Garante.

Verifica dell’identità e gratuità

Prima di rispondere, il titolare deve accertarsi ragionevolmente dell’identità del richiedente, per non comunicare dati alla persona sbagliata. L’esercizio dei diritti è in linea di principio gratuito; solo per richieste manifestamente infondate o eccessive (ripetitive) si può chiedere un contributo o rifiutare, motivando.

Limiti ai diritti

I diritti non sono assoluti: ad esempio la cancellazione può essere rifiutata se i dati servono per adempiere a un obbligo legale (come la conservazione delle fatture) o per accertare/esercitare un diritto in giudizio. È importante saper distinguere quando il diritto va soddisfatto e quando, motivatamente, prevale un’altra esigenza.

Esempio pratico

Un ex cliente chiede a una SRL la cancellazione dei suoi dati. La SRL verifica l’identità, cancella i dati di marketing, ma conserva i dati fiscali e contabili che la legge le impone di mantenere, spiegando all’interessato il motivo. Risponde entro un mese e, in caso di rifiuto parziale, indica la possibilità di rivolgersi al Garante.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

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Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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