Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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In sintesi

Alla prima scadenza il proprietario può negare il rinnovo del contratto 4+4 solo per i motivi tassativi previsti dall’art. 3 della Legge 431/1998 (uso proprio o di parenti, vendita, ristrutturazione, ecc.), con un preavviso di 6 mesi e comunicazione motivata.

Scheda rapida

Quando si usa
Per non rinnovare l’affitto alla prima scadenza
Forma
Scritta (raccomandata A/R o PEC)
Invio consigliato
Raccomandata A/R o PEC
Riferimenti
Art. 3 L. 431/1998

Cos’è e quando si usa

Nei contratti a canone libero 4+4, alla prima scadenza (dopo i primi 4 anni) il locatore non può semplicemente decidere di non rinnovare: la legge impone il rinnovo automatico per altri quattro anni, salvo che ricorra uno dei motivi tassativi elencati nell’art. 3 della Legge 431/1998.

Tra i motivi previsti: necessità di destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale o professionale proprio, del coniuge o di parenti entro il secondo grado; vendita a terzi; intenzione di ristrutturare o demolire; mancata occupazione dell’immobile da parte dell’inquilino senza giustificato motivo. La comunicazione deve indicare specificamente il motivo, a pena di nullità.

Cosa deve contenere

  • Dati del locatore e del conduttore
  • Estremi del contratto e indirizzo dell’immobile
  • Indicazione del motivo tassativo di diniego (art. 3 L. 431/1998)
  • Manifestazione della volontà di non rinnovare alla scadenza
  • Data di scadenza e termine di rilascio (preavviso 6 mesi)
  • Luogo, data e firma

Fac-simile: comunicazione di diniego di rinnovo

Fac-simile da compilare
[LUOGO], [DATA]

Raccomandata A/R / PEC

Spett.le [NOME E COGNOME DEL CONDUTTORE]
[INDIRIZZO IMMOBILE LOCATO]

Oggetto: diniego di rinnovo del contratto di locazione alla prima scadenza

Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], C.F. [CODICE FISCALE], proprietario/locatore dell'immobile sito in [INDIRIZZO], oggetto del contratto di locazione stipulato in data [DATA] e registrato al n. [NUMERO],

COMUNICO

ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 431/1998 la volontà di non rinnovare il contratto alla prima scadenza del [DATA SCADENZA], per il seguente motivo: [INDICARE IL MOTIVO TASSATIVO, es. necessità di adibire l'immobile ad abitazione del figlio / vendita dell'immobile a terzi].

La invito pertanto a liberare e riconsegnare l'immobile entro il [DATA RILASCIO], nel rispetto del preavviso di legge.

Distinti saluti.

[FIRMA]

I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

Come inviarlo e conservarlo

Invia la comunicazione con raccomandata A/R o PEC almeno sei mesi prima della scadenza. Il motivo indicato è vincolante: se, ad esempio, dichiari di voler destinare l’immobile a uso proprio e poi entro 12 mesi non lo adibisci a quell’uso, l’inquilino può chiedere il ripristino del contratto o un risarcimento.

Se non invii alcuna comunicazione, il contratto si rinnova automaticamente per altri quattro anni. Alla seconda scadenza, invece, è sufficiente la disdetta con preavviso di sei mesi anche senza motivazione.

Errori da evitare

  • Negare il rinnovo senza indicare uno dei motivi tassativi: la comunicazione è inefficace
  • Inviare l’avviso con meno di 6 mesi di preavviso
  • Non rispettare poi la destinazione dichiarata (rischio risarcimento)
  • Confondere prima e seconda scadenza: alla seconda non servono motivi

Domande frequenti

Alla prima scadenza posso sfrattare l'inquilino senza motivo?
No. Alla prima scadenza dei contratti 4+4 il rinnovo è automatico, salvo uno dei motivi tassativi dell’art. 3 L. 431/1998 comunicato con sei mesi di preavviso.
Cosa succede se poi non uso l'immobile come dichiarato?
Se entro dodici mesi non adibisci l’immobile all’uso indicato, l’inquilino ha diritto al ripristino del contratto o, in alternativa, a un risarcimento del danno.
E alla seconda scadenza?
Alla seconda scadenza (dopo gli 8 anni) puoi dare disdetta con preavviso di sei mesi senza dover indicare alcun motivo.

Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

In sintesi

  • Alla prima scadenza del contratto 4+4 il locatore può negare il rinnovo solo per i motivi tassativi dell'art. 3 della L. 431/1998.
  • Il diniego va comunicato per iscritto, con preavviso di sei mesi e indicazione specifica del motivo, a pena di nullità.
  • Tra i motivi: uso proprio o di parenti, vendita, ristrutturazione, mancata occupazione dell'immobile.
  • Se l'immobile non viene poi destinato all'uso dichiarato, il conduttore ha diritto a tutele risarcitorie o ripristinatorie.
  • La comunicazione va inviata con mezzo idoneo a dare data certa (raccomandata A/R o PEC).
  • Senza un valido motivo tassativo, il contratto si rinnova automaticamente per altri quattro anni.
Indice dei contenuti

Il contratto di locazione abitativa a canone libero ha la struttura 4+4: una prima durata di quattro anni e un rinnovo automatico per altri quattro. La legge protegge la stabilità abitativa del conduttore limitando fortemente la facoltà del proprietario di interrompere il rapporto alla prima scadenza. Il diniego di rinnovo è quindi un atto eccezionale, ammesso solo nei casi e con le forme dell'art. 3 della L. 431/1998.

La logica del 4+4 e del rinnovo automatico

La regola generale è il rinnovo automatico: alla prima scadenza, in assenza di disdetta qualificata, il contratto prosegue per un secondo quadriennio alle stesse condizioni. Questo meccanismo tutela l'interesse del conduttore a una sistemazione duratura. Solo alla seconda scadenza il locatore può liberamente non rinnovare; alla prima, invece, deve dimostrare uno dei motivi tassativi previsti dalla legge.

I motivi tassativi dell'art. 3 L. 431/1998

Il diniego è consentito solo per ragioni espressamente elencate: necessità di destinare l'immobile ad uso abitativo, commerciale o professionale proprio, del coniuge o di parenti entro un determinato grado; intenzione di vendere a terzi (con diritto di prelazione del conduttore in certi casi); volontà di ristrutturare o demolire; mancata occupazione dell'immobile da parte del conduttore senza giustificato motivo. L'elenco è tassativo: motivi diversi non legittimano il diniego.

Forma, preavviso e motivazione specifica

La comunicazione deve essere scritta, inviata con un mezzo che dia data certa (raccomandata A/R o PEC), con un preavviso di almeno sei mesi rispetto alla scadenza. Soprattutto, deve indicare in modo specifico il motivo tassativo invocato: una motivazione generica o assente rende l'atto nullo e il contratto si rinnova comunque. La precisione del motivo non è un formalismo, ma la condizione di legittimità del diniego.

Cosa deve contenere la comunicazione

Il modello deve riportare i dati di locatore e conduttore, gli estremi del contratto e l'indirizzo dell'immobile, l'indicazione puntuale del motivo ex art. 3, la manifestazione di volontà di non rinnovare alla scadenza, la data di scadenza e il termine per il rilascio. È opportuno conservare la prova dell'invio e della ricezione, perché in caso di contestazione l'onere di dimostrare il rispetto delle condizioni grava sul locatore.

Le conseguenze del diniego non veritiero

La legge presidia la sincerità del motivo: se, dopo il rilascio, l'immobile non viene destinato all'uso dichiarato entro un congruo termine, il conduttore può chiedere il ripristino del rapporto o, in alternativa, il risarcimento del danno. Questa tutela scoraggia l'uso strumentale del diniego per liberarsi del conduttore aggirando il rinnovo automatico.

Distinzione dalla disdetta alla seconda scadenza

È importante non confondere il diniego alla prima scadenza con la disdetta alla seconda. Alla scadenza del secondo quadriennio il locatore può comunicare disdetta libera, senza motivazione tassativa, sempre con preavviso di sei mesi. Le regole stringenti dell'art. 3 valgono solo alla prima scadenza: chiarire a quale scadenza ci si trova è il primo passo per impostare correttamente la comunicazione.

Casi pratici

Caso 1: diniego per uso proprio

Tizio, proprietario, vuole tornare ad abitare l'appartamento alla prima scadenza del 4+4. Invia al conduttore, sei mesi prima, una raccomandata A/R che indica espressamente il motivo (uso abitativo proprio ex art. 3 L. 431/1998), gli estremi del contratto e il termine di rilascio. La comunicazione, motivata e tempestiva, è valida.

Caso 2: motivo generico e nullità

Caio scrive al conduttore di non voler rinnovare per non meglio precisate esigenze personali. Manca l'indicazione di un motivo tassativo specifico: la comunicazione è nulla e il contratto si rinnova automaticamente per altri quattro anni. Caio dovrà attendere la seconda scadenza per la disdetta libera.

Domande frequenti

Posso negare il rinnovo senza motivo alla prima scadenza?

No. Alla prima scadenza del 4+4 il diniego è ammesso solo per i motivi tassativi dell'art. 3 L. 431/1998; in mancanza, il contratto si rinnova automaticamente.

Quanto preavviso devo dare?

Almeno sei mesi prima della scadenza, con comunicazione scritta inviata con mezzo idoneo a dare data certa (raccomandata A/R o PEC).

Cosa succede se non indico il motivo?

La comunicazione è nulla: una motivazione generica o assente non legittima il diniego e il contratto prosegue per il secondo quadriennio.

E se poi non uso l'immobile come dichiarato?

Il conduttore può chiedere il ripristino del rapporto o il risarcimento del danno: la legge sanziona il diniego con motivo non veritiero.

Alla seconda scadenza valgono le stesse regole?

No. Alla seconda scadenza la disdetta è libera e non richiede motivi tassativi, fermo restando il preavviso di sei mesi.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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