Testo dell'articoloVigente
L’azione di classe permette a più persone, danneggiate dalla stessa condotta di un’impresa o di un ente, di far valere insieme i propri diritti in un unico processo. La disciplina è contenuta negli articoli 840-bis e seguenti del Codice di procedura civile, in vigore nella forma attuale dal 19 maggio 2021.
A cosa serve
Lo strumento tutela i cosiddetti diritti individuali omogenei: situazioni in cui molte persone subiscono lo stesso tipo di danno per effetto di un medesimo comportamento, ad esempio una pratica commerciale scorretta, un prodotto difettoso o una clausola illegittima applicata a tutti i clienti. Invece di avviare tante cause separate, i danneggiati possono ottenere tutela in un solo giudizio.
Chi può promuoverla
L’azione può essere proposta da ciascun componente della classe oppure da un’organizzazione o associazione senza scopo di lucro iscritta in un elenco pubblico tenuto dal Ministero della Giustizia. La domanda si propone davanti alla sezione specializzata in materia di impresa del tribunale competente.
Le tre fasi del giudizio
Il procedimento si articola, in sintesi, in tre momenti:
- Ammissibilità: il tribunale verifica con ordinanza se l’azione può proseguire, escludendo le domande manifestamente infondate.
- Decisione sul merito: con sentenza il giudice accerta se vi è stata la condotta lesiva e la responsabilità.
- Adesione e liquidazione: chi fa parte della classe aderisce e ottiene la determinazione delle somme dovute.
Come si aderisce
Il punto di forza della disciplina attuale è che l’adesione è possibile in due finestre temporali: dopo l’ordinanza che ammette l’azione e di nuovo dopo la sentenza che accerta la responsabilità. L’adesione avviene in via telematica attraverso il portale dei servizi del Ministero della Giustizia, dove sono pubblicati gli atti del procedimento. Chi aderisce non sostiene il rischio economico del giudizio come l’attore che lo ha promosso.
Esempio pratico
Una società addebita a migliaia di clienti una voce di costo non prevista dal contratto. Un’associazione di consumatori promuove l’azione di classe; il tribunale la ammette e poi accerta l’illegittimità dell’addebito. A quel punto Tizio e Caio, clienti danneggiati, aderiscono tramite il portale e ottengono il rimborso, senza aver dovuto avviare ciascuno una propria causa.
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I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Domande frequenti
Che differenza c'è con la class action americana?
Nel modello italiano l'adesione è volontaria: il singolo decide se entrare nella classe aderendo tramite il portale. Non si è automaticamente vincolati dalla decisione come può accadere in alcuni sistemi stranieri.
Aderire costa?
Chi aderisce non assume il rischio economico tipico di chi promuove la causa. L'adesione avviene per via telematica sul portale del Ministero della Giustizia, dove sono pubblicati gli atti del procedimento.
Posso aderire dopo la sentenza?
Sì. La disciplina prevede due momenti per aderire: dopo l'ordinanza che ammette l'azione e dopo la sentenza che accerta la responsabilità. È una differenza importante rispetto al passato.
Chi può avviare l'azione di classe?
Ciascun componente della classe oppure un'organizzazione o associazione senza scopo di lucro iscritta nell'apposito elenco del Ministero della Giustizia. La causa si propone davanti alla sezione specializzata in materia di impresa.
Quali danni si possono far valere?
I diritti individuali omogenei, cioè situazioni in cui più persone subiscono lo stesso tipo di pregiudizio per la medesima condotta, ad esempio pratiche commerciali scorrette o prodotti difettosi.