Testo dell'articoloVigente
- Gli aumenti dei rinnovi si annunciano sempre al lordo: in busta paga arriva meno per contributi e tasse.
- Dall’aumento lordo vanno tolti i contributi previdenziali (circa il 9,19% a carico del dipendente) e poi IRPEF e addizionali.
- Come regola pratica, il netto di un aumento si aggira spesso intorno al 60-70% del lordo, a seconda dell’aliquota.
Perché il numero annunciato non è quello in busta paga
Quando si legge «aumento medio di 165 euro» o «136 euro», si tratta sempre di importi lordi mensili. Il lordo è la base su cui si calcolano contributi e imposte: il netto, cioè quello che effettivamente entra in busta paga, è inevitabilmente inferiore.
I due prelievi che riducono l’aumento
Sull’incremento lordo intervengono in sequenza due prelievi:
- Contributi previdenziali a carico del lavoratore: per il pubblico impiego incidono in genere intorno al 9,19% della retribuzione imponibile;
- IRPEF e addizionali (regionale e comunale): l’aumento si somma al reddito già percepito e viene tassato con l’aliquota marginale, cioè quella dello scaglione più alto raggiunto.
È per questo che chi ha un reddito più alto vede «assottigliarsi» di più l’aumento netto: paga l’IRPEF marginale più elevata.
Un esempio pratico
Ipotizziamo un aumento lordo di 150 euro al mese. Tolti i contributi (circa il 9,19%, ossia poco meno di 14 euro), l’imponibile fiscale aggiuntivo è di circa 136 euro. Applicando un’aliquota marginale del 35% l’IRPEF aggiuntiva è di circa 48 euro, a cui si aggiungono le addizionali. Il netto dell’aumento si colloca così indicativamente intorno agli 85-90 euro mensili. Sono cifre puramente esemplificative: il risultato esatto dipende dallo scaglione, dalle detrazioni e dalle addizionali del proprio Comune e Regione.
Una possibile attenuante: la detassazione
In alcune annualità il legislatore ha previsto forme di tassazione agevolata sugli incrementi contrattuali, per ridurre il prelievo IRPEF sulla parte di aumento. È un elemento che può cambiare il conto del netto e che va verificato anno per anno nelle norme della legge di bilancio.
Domande frequenti
Perché in busta paga arriva meno dell’aumento annunciato?
Perché l’importo annunciato è lordo: vanno tolti i contributi previdenziali (circa il 9,19%) e poi IRPEF e addizionali, calcolate con l’aliquota marginale.
Quanto è il netto di un aumento?
Dipende dal reddito, ma come ordine di grandezza spesso si colloca intorno al 60-70% del lordo. Eventuali detassazioni possono migliorare il risultato.
Le altre schede della guida
Fonti
- Aliquota contributiva a carico del dipendente pubblico (gestione previdenziale pubblica); art. 11 e 13 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) per scaglioni e detrazioni IRPEF.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.