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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 94-ter c.p.p. – mine per l’intervento

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Gli enti e le associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato (91) possono intervenire (93) nel procedimento fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall’art. 484 (491).

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In sintesi

  • Termine ultimo: fino agli adempimenti previsti dall'art. 484 (preliminari al dibattimento)
  • Limite temporale: non è ammesso intervento dopo l'inizio dell'art. 491 (apertura dibattimento)
  • Conseguenza: termine perentorio, decadenza per ritardo
  • Eccezione: interventi effettuati prima dell'esercizio dell'azione penale (art. 405)

Gli enti e le associazioni possono intervenire nel procedimento fino al momento dei preliminari adempimenti previsti per l'apertura del dibattimento.

Ratio

La norma (rubricata come «Termine per l'intervento») fissa un limite temporale che consente alle associazioni di entrare nel procedimento solo fino a un determinato momento, nello specifico prima dell'apertura del dibattimento. Ciò garantisce chiarezza processuale, evitando che il procedimento sia ancora in mutazione quando inizia l'esame delle prove. Il termine perentorio rispecchia l'esigenza di certezza e di accelerazione del processo.

Analisi

Il comma 1 specifica il termine ultimo per l'intervento: gli adempimenti previsti dall'art. 484 (comunicazioni delle liste dei testi, depositi di memorie preliminari, designazione del giudice monocratico o collegio), seguiti dall'art. 491 che descrive l'apertura formale del dibattimento. Pertanto l'intervento è ammesso fino al momento in cui il giudice dichiara aperto il dibattimento. Dopo questa dichiarazione, nuovi interventi di enti o associazioni non sono più ammissibili per decadenza. Il termine è perentorio, cioè non è possibile proroga o rimessione in termini.

Quando si applica

Il termine si applica ai procedimenti dove vi sia dibattimento (processo ordinario, giudizio abbreviato, giudizio direttissimo). Non si applica alle procedure abbreviate prive di dibattimento. Se un'associazione intende intervenire, deve presentare l'atto entro il momento indicato, altrimenti decade definitivamente il diritto.

Connessioni

La norma coordina con l'art. 91 (diritti degli enti), l'art. 93 (atto di intervento), l'art. 94-ter (termine per l'intervento), l'art. 405 (esercizio dell'azione penale), l'art. 484 (preliminari al dibattimento), l'art. 491 (apertura dibattimento), l'art. 492 (momento dell'apertura).

Domande frequenti

Fino a quando posso chiedere l'intervento di un'ente o associazione nel procedimento?

Fino al momento degli adempimenti preliminari di cui all'art. 484, cioè subito prima dell'apertura formale del dibattimento (art. 491). Dopo l'apertura, interventi nuovi sono inammissibili.

Che cosa sono gli «adempimenti previsti dall'art. 484»?

Sono le comunicazioni di liste di testimoni, depositi di documenti, relazioni peritali, designazione del giudice competente per il dibattimento, che precedono immediatamente la dichiarazione di apertura.

Se ho ritardo di un giorno, posso comunque intervenire?

No. Il termine è perentorio (assoluto). Se presenti l'atto di intervento anche solo un giorno dopo l'apertura del dibattimento, questo è inammissibile per decadenza.

In quali procedimenti si applica il termine di cui all'art. 94-ter?

Si applica in tutti i procedimenti dove vi sia un dibattimento (processo ordinario, giudizio abbreviato, direttissimo). Non si applica a procedimenti senza dibattimento.

Se l'ente interviene nell'udienza preliminare, può continuare a partecipare nel dibattimento?

Sì, se l'atto di intervento dell'udienza preliminare rimane valido, l'ente mantiene i diritti nel dibattimento successivo, salvo revoca del consenso della persona offesa.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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